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Differenza etica tra in camera e a pc


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avatarjunior
inviato il 09 Aprile 2016 ore 20:58    

Viste le enormi discussioni tra chi blenda a pc varie esposizioni e chi non lo tollera e chi invece lo fa direttamente in camera con le ultime Canon 5dmk3 ecc.. E Nikon..

C'è veramente differenza tra montare 3-4 foto in camera magari usando lunghe esposizioni per il cielo, mossi creativi per il primo piano ecc ecc tirando fuori un raw unico e invece farlo a pc ed essere "demonizzati" ?


avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2016 ore 15:41    

a mio avviso no
si è sempre fatto e si continuerà a fare (dalla camera oscura al pc alla macchina che te lo permette)

c'è un limite? a mio avviso si, quello del buon gusto, ma se il risultato piace non vedo perchè no.

la domanda che invece a volte mi sono fatto è, la fotografia deve essere ciò che vedo o ciò che voglio far vedere?
nel primo caso, prendendo un paesaggio come esempio, per quanto il nostro occhio ha una gamma dinamica irraggiungibile da qualsiasi apparecchio fotografico a volte può avere difficiltà nel vedere ciò che invece un sensore registra, che faccio? dimostro la realtà che ho visto o quella che il sensore ha percepito?

user2290
avatar
inviato il 10 Aprile 2016 ore 17:03    

Ciao Luca
Trovo che nn ci sia alcuna differenza etica.
Io trovo valido il vecchio detto vivi e lascia vivere lasciando libero ciascuno di fare come preferisce.
Ma perfavore nn scrivete io nn faccio post produzione e poi si vede di tutto, come se con il negare si diventasse di colpo fotografi migliori.

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 11:10    

E' un vecchio discorso che si fonda sul dove finisce la responsabilità del produttore e dove inizia quella dell'utilizzatore.

Sul piano meramente tecnico la discussione è la stessa raw/jpg ovvero: uno lo "sviluppi" tu, l'altro la macchina con impostazioni altrettanto arbitrarie ma scelte da qualcun altro (il produttore) sulla base di una "media" che mette d'accordo tutti.

Da un punto di vista di "verità" e di "purezza", già una volta ebbi occasione di dire che il primo step è questa diatriba, poi si passa a quella sull'analogico come salvatore della verità, ma poi anche lì nascono millemila questioni (la scelta della pellicola in primis influenza la resa finale, senza contare come è sviluppata, com'è stampata ecc ecc ecc) e allora si passa a mezzi ancora più rudimentali e grezzi e alla fine si arriva al foro stenopeico.

E anche lì qualcuno dirà che il mio foro è più stenopeico del vostro perchè il foro l'ho fatto con un trapano manuale...

Quindi in sintesi la mia risposa in assoluto è "no" dal punto di vista etico.

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 11:26    

Si tratta comunque di un'elaborazione successiva agli scatti; ha proprio tanta importanza chi la realizza materialmente? Dietro c'è sempre la scelta di qualcuno.
Sono più in sintonia con la domanda che si pone Lesfe, perché non riguarda il modo di ottenere quel determinato risultato, ma "perché" lo vuoi ottenere; quindi il problema etico non è il tipo di operazioni che compi, ma rendere manifesta la tua intenzione a chi osserva quell'immagine.

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 11:31    

Viste le enormi discussioni tra chi blenda a pc varie esposizioni e chi non lo tollera e chi invece lo fa direttamente in camera con le ultime Canon 5dmk3 ecc.. E Nikon..

C'è veramente differenza tra montare 3-4 foto in camera magari usando lunghe esposizioni per il cielo, mossi creativi per il primo piano ecc ecc tirando fuori un raw unico e invece farlo a pc ed essere "demonizzati" ?


No, per quel che mi riguarda quello che conta è il risultato, non la PP fatta per arrivarci. Risultato che deve essere sia piacevole sia coerente con il messaggio e il contenuto di quella fotografia.

Il problema è proprio questo, si vedono spessissimo risultati a dir poco improbabili, colori sparati a mille, maschera di contrasto che sembra carta vetrata con grana 40, contrasti sparati, tone mapping, artefatti, immagini che sanno di posticcio più di una drag queen... fatti senza il minimo senso o gusto. fatti "perchè sì" o semplicemente per cercare di rendere interessante uno scatto che non ha nulla da dire.
Ed ecco che, vedendo sempre più questi risultati, si tende a fare (sbagliando) di tutta l'erba un fascio e demonizzare la PP, fino a rifiutarla completamente.

Nel rifiutarla completamente, però, non ci si rende conto che essa è sempre stata parte del mondo fotografico.
La pellicola non è "per duri e puri che decidono tutto al momento dello scatto". Certo, bisogna decidere qualcosa in più quando si scatta perchè la flessibilità post-scatto del negativo è limitata... ma in fase di stampa si fa di tutto di più, cose al limite dell'impensabile.

Un esempio, Ansel Adams, oltre che un bravissimo fotografo, è anche stato un eccellente stampatore. Molte delle sue immagini sono quello che sono proprio grazie ad un grosso lavoro fatto sotto l'ingranditore.

Unica eccezione da "duri e puri" sono le diapositive, in cui la flessibilità post scatto è praticamente nulla, e anche pre-scatto si può fare ben poco, se non regolare a dovere l'esposizione.

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 11:33    

In ogni caso, quello che sforna la macchina fotografica quando si utilizza l'esposizione multipla in camera, mi pare di ricordare, sia un jpeg...

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 11:48    

a livello amatoriale tutto è concesso, a livello professionale pure (con delel limitazioni a livello documentaristico) , visto che si deve accontentare il cliente.
Quindi direi che la "questione etica" è un discorso che lascia il tempo che trova.
Ciao
LC

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 11:52    

a livello amatoriale tutto è concesso, a livello professionale pure (con delel limitazioni a livello documentaristico) , visto che si deve accontentare il cliente.
Quindi direi che la "questione etica" è un discorso che lascia il tempo che trova.


a livello documentaristico, la seconda o terza regola del national geographic lo dice chiaramente, niente post produzione, e ci sono stati casi eclatanti di fotografi che hanno provato e barare, probabilmente altri l'hanno fatta franca MrGreen


avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 12:10    

Fra poco la questione finirà in Tribunale...

Non so cosa sforni il National Geographic a livello di video, ma vedo che i documentari di natura hanno una qualità stratosferica e una postproduzione notevole, le foto pubblicate sulla rivista in effetti non sono poi questo granché, si vede che manca postproduzione, forse si tratta di una linea editoriale per far sembrare le immagini un po' polverose, da fotoreportage grezzo, fotogiornalistico.

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 12:10    

Sì ma qui il discorso non è legato all'appiccicare il cielo di milano ad una foto dell'indonesia.
Si sta dicendo (ad esempio): la fusione tra tre esposizioni in cam o successiva ha implicazioni etiche diverse?

E chiaramente non è il caso di NG, perchè come dice Enrico, quel che sforna la macchina non è un RAW precontraffatto ma un jpg.


avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 12:24    

perché non riguarda il modo di ottenere quel determinato risultato, ma "perché" lo vuoi ottenere

Concordo, anche dato per scontato che non si stà parlando di ambiti dove si debba produrre un documento, la fotografia ha una natura comunque ambigua, questa ambiguità può essere sfruttata dall'artista per elevarsi o dal mediocre per tentare di dare rilievo artistico a lavori banalmente emozionali, insomma dipende...

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 12:35    

Sì ma qui il discorso non è legato all'appiccicare il cielo di milano ad una foto dell'indonesia.
Si sta dicendo (ad esempio): la fusione tra tre esposizioni in cam o successiva ha implicazioni etiche diverse?


ok scusate ero andato fuori tema io, intendevo che su ng è successo di post produzioni di 3 immagini dove veniva cambiata la lettura della foto

per il resto quello che ho risposto prima

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2016 ore 12:36    

Se ho capito bene, la domanda iniziale è in pratica se ci sia differenza etica tra l'effettuare lo stesso tipo di elaborazione con un calcolatore (la fotocamera) piuttosto che un altro (il PC). La risposta a me sembra scontata.

avatarsupporter
inviato il 11 Aprile 2016 ore 13:26    

Se l'elaborazione è la stessa per me non cambia nulla come non cambia nulla fondere per la gamma immagini scattate in rapida sucessione o usare un gnd.
Poi chiaramente ogni sport ha le sue regole, far entrare una palla in una porta è uguale sia che usi le mani che i piedi, ma se stai giocando a calcio no, insomma i regolamenti non è necessario capirli bisogna solo rispettarli, se non piacciono si passa ad altro gioco.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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