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inviato il 09 Aprile 2016 ore 17:14
Salve, oggi ho appurato quasi per caso che, sia sulla versione cartacea nella sezione locale del secondo quotidiano più venduto in Italia, sia in una gallery sul sito web (a livello nazionale però), c'è una mia fotografia utilizzata senza autorizzazione dal sottoscritto, in merito ad un articolo relativo ad una Onlus umanitaria con cui ho collaborato per qualche tempo, 2 anni fa, realizzando un reportage insieme ad altri due fotografi sulle loro attività. Il Reportage non ha mai visto la luce realmente perchè per una serie di motivi abbiamo dovuto posticipare i nostri progetti (si parlava di mostre e attività collaterali al fine di raccogliere fondi per la Onlus), e quindi abbiamo tenuto le nostre fotografie in standby, cedendone i diritti d'utilizzo parziale alla Onlus, solo per poter permettere di mostrare le sue attività (in particolar modo quelle di un ambulatorio gratuito per migranti) attraverso il proprio sito web e i propri canali social, e sempre riportando il nostro nome e il link ai nostri portfolio. Noi non abbiamo mai usato o pubblicato altrove quelle fotografie. Accordo sempre rispettato, da ambo le parti. Poi arriva questo quotidiano che, in virtù dell'aumentata visibilità che questa Onlus sta acquisendo in città (per fortuna), decide di pubblicare un articolo a pagina intera in cui si raccontano le attività e i protagonisti. Ed ecco che spunta la mia fotografia, ad occupare 1/4 di pagina, grande, dettagliata, a colori. Ma non il mio nome. Sulla gallery online dello stesso quotidiano viene usata addirittura come copertina, quindi in tutte le condivisioni social apparirà grande la mia fotografia sulle varie bacheche online. E anche lì, nessun cenno al mio nome. Contattata la Onlus già stamattina, nel giro di 20 minuti si è venuto a sapere, da fonti certe, che loro non hanno fornito al quotidiano nè alla giornalista che ha curato l'articolo nessuna fotografia e che, verosimilmente, la giornalista stessa le ha prese dal loro sito web, considerando che tutte le foto della gallery si trovano lì. La mia, però, è una delle pochissime in concessione d'uso e non di proprietà intellettuale della Onlus, tra quelle pubblicate, e infatti, ripeto, il tutto è scritto nella didascalia e nel titolo della foto stessa sul sito della Onlus. Io ho già mandato una mail con richiesta di rettifica al quotidiano, chiedendo di aggiungere il mio nome alla didascalia della fotografia nella gallery online, e di pubblicare una rettifica scritta nella copia cartacea del quotidiano di domani, chiaramente aggiungendo una velata "minaccia" di adire le vie legali nel caso in cui non si proceda in maniera celere. Vi è mai capitata qualcosa del genere? Cosa avete fatto, in questi casi? EDIT: mentre scrivevo mi è arrivata una telefonata da parte della giornalista che mi chiedeva scusa e aveva già provveduto a far modificare la gallery online, ma mi chiedeva gentilmente di soprassedere sulla questione della rettifica cartacea di domani, per questioni lavorative ("sono nuova qui" "rischio di perdere il lavoro perchè ci sono tantissime richieste di collaborazioni" "devo impegnarmi sempre più degli altri perchè sono una ragazza"). Voi cosa fareste? Io dal canto mio ho già detto di non preoccuparsi di questo, accetto la correzione nella gallery online. Parliamo comunque di una fotografia scattata in un contesto che non prevedeva un compenso nè un'eventuale vendita, era tutto fatto in beneficienza e per beneficienza. EDIT2: ho comprato la copia del quotidiano e ho scoperto anche che sulla prima pagina della sezione locale c'è il trafiletto che richiama l'articolo e lì è stata utilizzata UN'ALTRA mia fotografia. |
user1893
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 17:34
Chiedi al giornale, anche se la foto è in beneficienza, la retiffica scitta alla prossima uscita, e in grassetto. Se ti fai rispettare, ti rispetteranno altrimenti sarà sempre come la prima volta...... |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 17:44
Tenendo conto che la ragazza in questione è venuta meno alla sua deontologia professionale, se dovesse perdere il lavoro non sarebbe un gran perdita per il giornalismo comunque. Il giornalismo sta subendo un'involuzione preoccupante per colpa di questi comportamenti, falcidiare senza pietà questi finti professionisti è un'opera di bene ... anche se temo tu sia stato preso in giro (ebbene sì, tira più un pelo di ...), sono i quotidiani stessi che non vogliono pagare per le immagini. |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 17:48
personalmente le direi "o rettifica domani o mi fai un bonifico di 150 euro immediatamente" ... così si vede se è davvero preoccupata per il suo lavoro o fa solo finta per evitare ogni disturbo ... d'alronde un errore lo ha commesso ed è giusto che paghi in qualche modo |
user3834
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 17:52
Sei libero di regalarle, ma sappi che ti stanno fregando e prendendo in giro. |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 17:55
Per non perdere il posto, basta fare bene il proprio lavoro. Che le foto siano soggette a diritto d'autore non è un mistero, per questo di solito si chiede agli interessati di fornirle corredate di autorizzazione alla pubblicazione. Decidi comunque di prendere le foto online, ignorando le didascalie? Forse non sei tagliata per quel lavoro. Rettifica scritta. |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 18:09
Blackdiamond ha ragione...poi mi piace la sua flemma...basta saperlo, poi fai come vuoi.... |
user3834
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 18:14
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user55929
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 18:44
Io non avrei dubbi...vanno castigati. Non esistono scuse. È una violenza che ti stanno facendo con l'aggravante della presa per il culo a scopo umanitario...se ti dice che non lavora più, la giornalista, rispondile che l'informazione si priva volentieri del suo talento. Vedrai che tornerà a più miti e corretti comportamenti come anche la rivista. |
user55929
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 18:51
Dimenticavo...se le invii qualcosa di scritto non chiederle mai soldi o altre forme di pagamento che potrebbero configurare ipotesi di reato da parte tua...limitati a dire che seguirai quanto previsto dalle norme vigenti e che segnalerai, per iscritto, i fatti anche agli ordini presso i quali la giornalista e la rivista dovessero essere iscritti (ordine dei giornalisti e ordine degli editori ) Ciao |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 19:21
Io sono una persona buona (ai limiti della fessaggine probabilmente) ed ero seriamente convinto di far finta di niente, conosco il mondo del giornalismo siciliano, ci sono passato alcuni anni fa e ne sono fuggito subito. So quanto sia difficile superare i clientelismi e le fazioni, per non dire altro. Riuscire a entrare in un quotidiano così grande è un traguardo da tenere stretto con le unghie e con i denti. La mia empatia però ha dei limiti. Quando vi scrivevo, dopo la telefonata, sono andato a comprare il quotidiano per conservarlo, nonostante tutto è qualcosa che mi fa contento. Lo apro e.... scopro che un'altra MIA fotografia è stata utilizzata sulla PRIMA PAGINA (della sezione locale) nel trafiletto che richiama poi l'articolo a pagina intera. Due fotografie, le più forti ed emotive di tutto il reportage, due fotografie di cui vado fiero e che non ho mai pubblicato sul mio sito o sui miei social per rispetto dell'impegno preso. La fotografia del trafiletto in prima pagina, in particolar modo, è un ritratto in primo piano di un volto sofferente di un immigrato durante un'auscultazione ai polmoni, per via del respiro affannoso e doloroso. Scoprirà, dopo alcuni secondi dallo scatto, di essere probabilmente ammalato di tubercolosi. Una fotografia che da sola probabilmente merita la prima pagina, anche solo scrivendo l' ipsum lorem. Non mi vanto, ho avuto fortuna nel trovarmi in quel momento lì e miracolosamente non ho sgarrato lo scatto. Come dicevo, io sono buono, ai limiti della fessaggine, ho cercato la giornalista su Facebook e ho capito così che la ragazza è una neolaureata, che collabora da pochissimo con questo quotidiano/editore, e l'ho valutata meritevole di una seconda opportunità. Allora le ho scritto. Le ho scritto un messaggio in cui spiegavo che conoscevo le difficoltà di trovare un lavoro oggi, e quindi avrei chiuso qui la vicenda, ma che la coscienza mi impone di spiegarle che così facendo, lei ha "inquinato" le fotografie, le ha private del loro scopo. Perchè, vedete, noi abbiamo firmato un accordo scritto, con l'associazione (il suo presidente) e con i soggetti ritratti (migranti con permesso di soggiorno temporaneo, i clandestini che non hanno firmato per ovvi motivi sono ritratti solo di spalle o in modo non riconoscibile) in cui l'utilizzo previsto per quelle fotografie sarebbe stato limitato ad attività volte a raccogliere fondi per la Onlus, quali mostre, libri fotografici e piccole aste di beneficienza, o a diffondere la conoscenza sul lavoro svolto attraverso i canali ufficiali della Onlus (sito e pagina facebook). Ho le liberatorie firmate ai sensi di legge, con tutto questo scritto in modo chiaro, in italiano e in inglese. Ho provato quindi a spiegarle che nel momento in cui il nostro reportage si concluderà, noi faremo una mostra o un libro fotografico, e le due foto (le più emotive) che lei ha utilizzato senza permesso potrebbero togliere credibilità alla nostra attività, perchè le due foto, che non hanno un autore indicato, sono le foto "del quotidiano", non sono le fotografie di un autore, pubblicate su un quotidiano. Quindi noi saremo costretti a non usarle, o a usarle col rischio di togliere valore (apparente) al nostro lavoro. Ho concluso dicendole che non sono una persona che porta rancore e quindi augurandole che queste due fotografie le portino fortuna per il suo futuro. Fino a questo momento, ripeto, io ero tranquillo, avevo accettato l'idea di veder riconosciuto male il mio lavoro. POI la giornalista mi ha risposto. Credo che raramente io abbia assistito ad una cafonaggine tale. "Se avessi saputo che avremmo avuto tutti questi problemi, avremmo di certo evitato. non è nel nostro stile avere problemi con la gente. Saluti. Io chiudo qui. Buon lavoro." La tentazione di scriverle "TR**A CHE NON SEI ALTRO, se hai ottenuto il trafiletto in prima pagina il merito è solo della mia foto che tu hai usato in modo illegale" c'è stata ma il buon senso ha prevalso. Domani manderò un'ulteriore email alla redazione del quotidiano mostrando sorpresa nel non aver ricevuto una risposta ufficiale da loro, alla mia email, nonchè nel vedere che l'unica rettifica fatta è quella relativa alla gallery online ma che ben due fotografie sono state utilizzate senza il mio consenso sulla versione cartacea, senza nemmeno l'indicazione dell'autore o la rettifica richiesta per il numero del 10 Aprile (cioè di domani). Se non risponderanno nemmeno a questa, io farò scrivere una lettera (tramite raccomandata) ad un amico avvocato alla redazione regionale e, per conoscenza, all'editore nazionale. |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 19:29
Scrivi anche agli ordini. E dato che ci sei cita il modo sgarbato in cui sei stato trattato, da chi sa di aver fatto qualcosa che non doveva, e pretende pure di avere ragione. Se possibile, chiedi pure alla onlus di supportarti scrivendo a sua volta, lamentando che hanno messo a rischio il vostro rapporto di collaborazione. |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 21:03
Mamma mia che storiella... Sono "felice" di averla letta perché credo possa capitare a chiunque prima o poi... Quindi ringrazio Raffaelefranco per averla condivisa con i membri del forum e tutti gli altri che hanno dato dei consigli (credo) molto validi. In definitiva, mai farsi "intenerire" e far valere subito i propri diritti. A questo punto però sarei curioso di vedere la foto, anche "solo" quella pubblicata online: la discussione mi ha incuriosito! Se non ti va di condividere il link qui, posso chiederti il favore di inviarmelo in PM? Grazie in anticipo! |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 21:49
Io del mondo della fotografia so poco e niente perchè mi limito a fare qualche scatto per hobby e basta , ma vorrei parlare del lato umano della faccenda. Di come effettivamente la maggior parte delle volte la gente prenda in giro il prossimo e cerchi di rabbonirlo : la tizia prima si è buttata a pietà e misericordia " ah sono una donna " , " ah sono nuova " questo e quell'altro, io stesso nel leggere ho pensato " poveraccia, magari è una ragazzina alle prime armi e ha fatto sto pastrocchio davvero senza malizia " , " magari sul serio è vittima di discriminazioni sessiste o in qualche modo sente il peso dell'inesperienza " poi si è rivelata per essere nient'altro che il classico italiano medio. Sono queste le persone che alla lunga ti portano a smettere di credere nell'umanità , questa è una sciocchezza sia chiaro,ma il comportamento è emblematico. |
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inviato il 09 Aprile 2016 ore 21:58
Denuncia immediata e se ottieni i danni li puoi devolvere in beneficenza!!! |
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