user10190
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 11:42
gli ultimi due pacchi che ho spedito mi sono stati consegnati... ovvero il postino che ha constatato la destinazione dei pacchi non sa leggere e li rimanda al mittente. Forse qualcuno ricorderà che decenni addietro in Inghilterra fu scoperto un postino che gettava tutta la corrispondenza in un fosso. Emerse che era analfabeta e che i sindacati per equità "proletaria" non vollero discriminarlo, privandolo del posto di lavoro. Adesso è capitato a me (ma chissà quanti altri) che (probabilmente uno straniero) non sa leggere l'italiano e invia i pacchi a caso. Alla posta mi hanno detto di chiamare il numero verde e lamentarmi lì perché anche loro possono farci poco, dato che è uno spedizioniere esterno che fa le loro consegne. Rispedire quei due pacchi (in momenti diversi) mi è costato due ore e mezza, la perdita del programma di lavoro in quei giorni, circa tre euro in telefonate ai destinatari e una spedizione l'ho dovuta pagare di nuovo perché una parte dell'errore poteva essere dovuta a me: disposizione errata delle scritte sul pacco... come se fosse complicato capire che un pacco spedito da Milano e destinato a Brescia è improbabile che debba venire riconsegnato a Milano... Qualcuno di voi ha avuto la fortuna di vivere in prima persona di questi miracoli che riempiono di gioia l'esistenza? |
user4643
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 14:08
A me non è successa la tua stessa cosa, però io non posso farmi recapitare i pacchi perchè il postino non li porta a casa in quanto sto in periferia e sono scomodi da portare (libri ... Ma sono tanto grossi??!!) e se li voglio li devo andare a prendere io alla sede. Di consegienza, me li faccio spedire al negozio di mia suocera, dove il postino che serve quella zona non ha alcun problema a recapitarli!!! |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 14:15
io ultimamente trovo i pacchi gettai in giardino dai corrieri... devo solo speare che i miei cani non li facciano a pezzi... tra l'altro si tratta di spedizioni in cui teoricamente il corriere ha bisogno di una firma per la ricezione della merce....... cari miei, questa è la nostra amata Italia! |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 14:44
che storie!!! in ITALIA proprio!!!!   |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 15:35
Io spedii un pacco a Belluno e lo inviarono a Bolzano.....non conoscevano le sigle dei comuni..ho fatto richiesta di risarcimento alle poste, ho compilato un modulo che i dipendenti dell'ufficio postale hanno inviato alle poste centrali e mi hanno restituito i soldi della spedizione, sono arrivati dopo oltre un mese, ma non posso lamentarmi. |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 16:34
Se il tizio fosse certo di rischiare il posto di lavoro forse ci penserebbe su prima di buttare o recapitare a caso la corrispondenza, ma in Italia si sa che licenziare e' praticamente impossibile. La giustizia poi e' talmente lenta e inefficace da rappresentare piu' uno spauracchio che un aiuto.. So ad esempio di una persona pescata in flagrante a falsificare ricevute e documenti di trasferta, con una pendenza di oltre 60.000 euro in anticipi trasferta non coperti da giustificativi, a cui e' stato cortesemente chiesto semplicemente di firmare le dimissioni senza restituire nulla prendendo anche il TFR e che successivamente ha subito fatto causa all'azienda chiedendo il reintegro.. e chissa' quanti anni ci vorranno per sapere come andra' a finire. |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 18:17
che ci vuoi fare!!! in ITALIA siamo!!! in bel paese, ma pieno di incompetenti!!!! |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 18:23
“ Stessa cosa successe pure a me,solo che quel periodo abitavo in una zona residenziale a Londra e nel pacco c'era un canon serie L. „ ti è andata bene allora! |
user10190
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 18:28
meno male che non sono il solo a divertirmi... |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 19:16
Odisseus, in Inghilterra (e non solo) per fare determinati mestieri tra cui il portalettere bisogna dimostrare di saper leggere e scrivere. Con gli spedizionieri capita di tutto: le ditte prendono gli appalti al massimo ribasso ed "assumono" disperati disposti a lavorare in condizioni assurde con paghe da fame. Colpa delle aziende? No, colpa del sistema che così non funziona, quelle aziende se non fanno così chiudono. Poi, Riccardomoscow, lasciando perdere gli "io so dal cugino di mio cugino", se ti pescano “ in flagrante a falsificare ricevute e documenti di trasferta, con una pendenza di oltre 60.000 euro in anticipi trasferta non coperti da giustificativi „ te sei fuori per giusta causa, punto. Non viene quasi mai fatto, almeno nelle aziende piccole/medie, perché di solito chi fa così non è precisamente un laureato a Oxford ma un povero disgraziato che non ha capito in che guaio si stava infilando, uno che vive col mito del furbo. E non perché "lo so", ma perché un mio fratello ristoratore sono già due volte che allontana dipendenti a questo modo. Si fa perché ti metti una mano sulla coscienza e si sa bene che un licenziamento per giusta causa manda una persona in rovina. Viene scritto sul libretto di lavoro... si spera che lo spavento unito a qualche mese di disoccupazione faccia capire... poi c'è chi ruba a man bassa dal suo comodo scranno, ma per quelli riguardi e omaggi. Ah, poi capita che il licenziato si rivolga al sindacato, meno ad un avvocato che vuole i soldi. Il sindacato viene in azienda, chiede, verifica le prove e lo scarica in 5' netti. Infine: posso chiedere PER FAVORE di evitare le vulgate sui licenziamenti impossibili? E badate il termine "vulgate" che fine che è... in Italia l'imprenditore licenzia come e quando vuole in barba a qualunque statuto dei lavoratori... Il giudice spinge SEMPRE per la conciliazione e statistiche alla mano nel 98% dei casi ci riesce... poi l'azienda piange miseria perché è in crisi (vera o presunta), il risarcimento va al minimo e tanti saluti, a casa con 6 mesi... e per buttare fuori bastano 3 righe di email, saluti inclusi. Ah, io non l'ho sentito, è quello che mi è appena successo e sono in buona compagnia... onestamente non me ne preoccupo, io sono uno che sta bene, con una professionalità alta, e mi risistemo, fossi un operaio sarei meno tranquillo. |
user10190
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 22:07
Odisseus, in Inghilterra (e non solo) per fare determinati mestieri tra cui il portalettere bisogna dimostrare di saper leggere e scrivere Franzpi ti ringrazio per avermi illuminato, ma il caso da me riportato non è inventato in quanto fatto di cronaca. Sebbene in Inghilterra si debba dimostrare di saper leggere e scrivere, cose del genere possono accadere. Ovunque un postino deve dimostrare ecc... ma dubito che gli facciano svolgere un tema. Non capisco comunque se tu critichi l'uso del mio rilievo "inglese" o cosa? |
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 22:40
Odisseus, non ti sei inventato niente. E' una storia che da anni gira in rete quella che un postino inglese per VENTI ANNI abbia cestinato la posta perché analfabeta. Ora, se uno riesce per VENTI ANNI a fregare la Royal Mail ed i suoi utenti non è un analfabeta: è un genio. E pure che i sindacati l'abbiano difeso: fare il portalettere ed essere analfabeta è illegale, se hai superato il concorso è segno che sei un t*fatore. Non so se mi sono spiegato... La cosa ha un fondo storico reale: l'uomo che si alfabetizza per poter consegnare la posta è a grandi linee la trama de Il postino. Quindi no, non criticavo il tuo rilievo inglese, cercavo di esprimerti la mia solidarietà, purtroppo quando si lavora sulla riduzione dei costi, e della qualità (ma direi del lavoro in genere) non gliene frega più niente a nessuno eccoci qua... t'è capitato, ti capiterà ancora... |
user10190
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inviato il 05 Giugno 2012 ore 23:25
Ti avevo frainteso... comunque il fatto inglese fu cagionato da un irrigidimento dei sindacati circa la forza lavoro da tenere, ma non ricordo i dettagli. Oggi vi sta certamente l'implicazione del lavoro mal pagato, ma gioca anche il "razzismo" sull'età per cui si tende a sostituire le persone anziane con giovani, soltanto per avere meno rischi malattie e le attività si ritrovano a venire gestite con gente inesperta. Non soltanto... un amico marocchino alto 1,72 che lavorava presso uno spedizioniere come scaricatore, fu sostituito da un ragazzo di colore perché questo era più alto (e probabilmente più vigoroso) di 20 cm. Gli chiesi se aveva mostrato qualche debolezza sul lavoro e mi assicuro che il motivo era soltanto perché troppo basso. Successo a Brenta in Milano... viviamo proprio in un sociocontesto anomalo |
user2716
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inviato il 06 Giugno 2012 ore 3:53
Quando si dice il destino...in un nome. Perdona ma col tuo nick cosa pretendevi, è il minimo che ti possa capitare. P.S. Conto nel tuo "sense of Humor" |
user10190
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inviato il 06 Giugno 2012 ore 12:08
Ho sempre percepito che la decisione di mio padre di darmi il nome del nonno, sia stata un po' una fregatura... No qui purtroppo non mi serve il sense of humor... |
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