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inviato il 06 Novembre 2015 ore 18:05
ragazzi stavo curiosando per il discorso velocità e prestazioni autofocus e leggendo in specifiche varie sono incappato in questa dicitura....in una macchina come la mia è EV -0,5 ? 18 (a 23°C e ISO 100) (macchine come 600d, 70d, 7d ) la 5d mark III e 1dx ad esempio invece ha EV -2 - 18 (a 23°C e ISO 100) la 7d mark II EV -3 - 18 (a 23°C e ISO 100)... in pratica qualcuno che ne capisce un pò riuscirebbe a spiegarmi (se possibile ) con pochi tecnicismi cosa vorrebbero dire sti valori ? cioè sarebbero valori che definiscono la velocità e la prontezza dei punti di messa a fuoco ? o sto sragionando di peso ? |
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inviato il 06 Novembre 2015 ore 21:44
Una macchina con AF funzionante a EV -3 permette la messa a fuoco con meno luce di una con AF EV -0.5. |
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inviato il 06 Novembre 2015 ore 22:04
e all'atto pratico quindi per esempio con due macchine ( una con ev -0,5 e l'altra ev -2) con stessi obiettivi e stessa situazione,quella con -2 captando più luce che vantaggio da durante lo scatto ? captando più luce si riesce a stare con tempi di posa migliori ? o l'autofocus invece è semplicemente un pò più veloce ? il vantaggio finale vorrei capire |
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inviato il 06 Novembre 2015 ore 23:16
Il vantaggio sta nella capacità dell'autofocus di funzionare anche con poca luce ambiente. I tempi di posa non c'entrano nulla. |
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inviato il 06 Novembre 2015 ore 23:56
OK quindi più reattività quando c'è meno luce.grazie mille! |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 0:03
Quando c'è meno luce un AF che richiede molta luce non funziona proprio, non è solo meno retattivo! |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 16:07
quidi se volessimo raggruppare i FATTORI che differenziano un punto autofocus di una macchina dall'altro devo tenere in considerazione : 1 - il valore ev ( che implica un aggancio/prontezza/reattività con meno luce ) 2- se sia a croce o no (movimenti orizz e verticali ) e poi ? (non intendo raffiche fps e raggruppamenti di "zone autofocus"). sono solo quei due fattori che ho menzionato che differenziano i singoli punti autofocus da una reflex all'altra ? |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 16:33
La velocità e la precisione della MAF. |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 16:50
non intendo caratteristiche dell'obiettivo / abilità del fotografo. intendo puramente del corpo macchina. a cosa ti riferisci guido ? |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 18:18
se qualcuno vuol dire la sua ben venga ! |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 18:26
La quantità di luce si misura fotograficamente in EV perchè per definizione è la quantità di luce che consentiirebbe uno scatto di 1s ad iso 100 con diaframma f/1 . Questo è lo standard e viene chiamato 0EV . Supponiamo che la luce raddoppi. Avremo parametri iso100 f/1 e 1/2s . Questa la chiameremo 1EV . Supponiamo che la luce quadruplichi. Avremo parametri iso100 f/1 e 1/4s . Questa la chiameremo 2EV . E se la luce diminuisse? Supponiamo che la luce si dimezzi. Avremo parametri iso100 f/1 e 2s . Questa la chiameremo -EV1 . Supponiamo che la luce diventi un quarto. Avremo parametri iso100 f/1 e 4s . Questa la chiameremo -2EV . Supponiamo che la luce diventi un ottavo. Avremo parametri iso100 f/1 e 8s . Questa la chiameremo -3EV . Ragioniamo per raddoppi o dimezzamenti perchè la scala non è lineare bensì logaritmica. Finiti i calcoli concretizziamo: il modulo AF è un dispositivo che riesce a lavorare in condizioni ottimali (a 23°C e ISO 100) in un intervallo di intensità di luce ben preciso. Oltre 18EV viene abbagliato, sotto -3EV non vede. Come se fosse un occhio. Inoltre i moduli AF sono diversi da marca a marca e da segmento a segmento (7D, 6D, 1D, 100D, ...) ed all'interno dello stesso modulo AF i singoli punti son diversi tra loro. Solitamente il centrale è il più sensibile ed il più accurato . Sensibile perchè riesce a vedere con meno luce rispetto agli altri. Esempio, il centrale della 7DII vede con luce pari a -3EV mentre gli altri 64 si fermano con luce pari a -0,5EV. -2EV di differenza, 2 stop di luce in negativo ovvero 1/4 dell'intensità della luce. Più accurato perchè, solitamente, viene associata alla prima croce di ricettori alle linee orizzontali e verticali una seconda croce di sensori in grado di recepire le linee diagonali ed il tutto viene calibrato per ottiche con f/2.8 o inferiori, perchè ad un diaframma più aperto corrisponde una minore profondità di campo e dunque per centrare il fuoco serve una maggiore precisione. Spero di essere stato chiaro, saluti, Riccardo |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 19:09
grazie per la spiegazione riccardo,ma quindi sono solo quei due fattori (EV / punto a croce ) in base al quale si distinguono i punti autofocus in generale ? per esempio, il punto centrale (o anche uno laterale volendo) della 700d ha esattamente le stesse capacità di quelli della mia 70d ?(visto che entrambe hanno i punti e croce e ev uguale). si o no.? grazie mille della disponibilità |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 19:16
I parametri dovrebbero essere: - EV - Croce/doppia croce - Sensibilità F/5.6-F/8 |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 19:18
mmm,cosa vuol dire quest'ultimo parametro ? abbiate pazienza,voglio finire di togliermi questa curiosità..... di mio,ho sentito che un diaframma più è aperto,meglio lavora l'autofocus.......cosa vorrebbe dire quest'ultima cosa ? |
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