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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 21:48
Ultimamente sto seguendo sempre di più la fotografia sportiva ed uso sempre la camera in modalità Manuale vorrei sapere se qualcuno la modalità a priorità di tempi e come si trova, a volte con la relfex in manuale mi sono ritrovato scatti imprecisi sopratutto in cambiamenti improvvisi di illuminazione. |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:14
Mi accodo...non riesco a fare foto decenti a mio figlio (12 anni) che gioca a calcio e alle due piccoline (3 e 4 anni) che si muovono alla velocita' della luce. Oltre a quanto chiede Tony quale modalita' di messa a fuoco utilizzate. Io l'inseguimento 3d focus tracking ma con scarsi risultati (fuori fuoco). Grazie. Pino |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:23
Ad essere sincero in modalità M vengono abbastanza bene ma in un occasione che il cielo era parzialmente nuvoloso e il sole andava e veniva dovevo continuamente correggere l'esposizione, nulla di grave ma in una gara di auto da corsa diventa difficoltoso specialmente se non si vogliono perdere i momenti salienti |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:26
Uso modalità M e auto iso quando le condizioni di luce sono variabile, altrimenti tutto manuale.. |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:32
A mio modesto avviso, credo non ci sia da vergognarsi nell'utilizzare automatismi che le fotocamere rendono disponibili. Si può anche scegliere priorità di tempi per essere ragionevolmente certi di cogliere il movimento nella modalità che si desidera, ovvero movimento congelato oppure reso nella sua dinamicità. Modalità di scatto continuo e priorità S. |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:36
Ciao Fausto, io preferisco M e auto iso perché così scelgo tempi e diaframma, lasciando alla macchina solo la regolazione degli iso.. Considera che per scatti in autodromo, le condizioni di luce non variano tantissimo, quindi difficile passare da 100 a 6400 iso tra una foto e l'altra! Sicuramente la maggior parte delle persone preferisce la priorità dei tempi, cercando il giusto tempo per congelare l'azione o per panning. Mauro |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:42
Ciao Bemder, ho provato anch'io M ed auto iso, ma probabilmente per mia colpa non sono mai riuscito ad ottenere buoni risultati, nel senso che ero costretto a correggere spesso l'esposizione in postproduzione, causa sotto- o sovra-esposizione. Proverò ad esercitarmi nuovamente per capire quali errori commetto. |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:57
Innanzitutto bisogna vedere che tipo di modulo AF ha la reflex. Non si può pretendere di usare una maf continua su moduli poco performanti e precisi, soprattutto su soggetti che si muovono velocemente e in modo disomogeneo. Ad esempio io alla mia bimba facevo molta fatica con la D60 (3 punti maf) e con la D7000 (39 punti e non sempre precisa) ora vado decisamente meglio con la D700 (51 punto af rapidi e precisi). Anche l'af dell'ottica fa la sua parte, ovviamente un obiettivo usm con af preciso sarà più performante di uno normale. Diaframmi chiusi aiutano ad avere più pdc e quindi più zone nitide e a fuoco, ovviamente tenendo conto di non incappare in mosso o totalmente errata maf. Anche li stabilizzatore (ove presente)fa la sua parte. Per quanto riguarda l'esposizione dipende ovviamente dalle circostanze. Se la luce è sempre uguale allora conviene scattate in M, trovare i giusti parametri e dimenticarsi tutto il resto. Se varia invece molto meglio affidarsi agli automatismi S o A. Solitamente durante sessioni indoor lavoro in S per avere sempre il tempo sotto controllo e salgo con gli ISO. Misuro sempre in Matrix. Diversamente scelgo A se voglio scatti dove ho più luce e mi serve un diaframma più aperto e non ho problemi di iso e tempi. Molto importante conoscere bene la propria attrezzatura per sfruttarla al meglio. Ad esempio la D7000 tendeva a sovraesporre ed ero costretto aa compensare di -0.7 ev. La D60 esponeva perfettamente. Come la D700. Io ora scatto nell'70% dei casi in A con misurazione ponderata centrale giocando con gli ISO e punto centrale af. Le altre volte Matrix e 51 punti ma sempre af-s. |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:58
Fausto, penso che sia un problema dell'esposimetro! Che modalità di valutazione dell'esposizione avevi? Oppure avevi impostato qualche limite sui valori iso che provocavano quindi sotto o sovra esposizione? |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 22:58
Io purtroppo l'auto-iso ho dovuto toglierlo perché la D300 non si presta molto in termini di alte sensibilità negli sport indoor mentre in quelli outdoor funziona abbastanza bene in caso di illuminazione buona. Una cosa che non mi è molto chiara è quella di riuscire a congelare azioni sportive utilizzando tempi più lunghi come 1/250 scattando semplicemente da distanze superiori non avendo mai provato tipo scattare con un 50 mm da distanze superiori a 6-7 metri mi chiedevo se ci si può riuscire semplicemente perché il movimento risulta più gestibile con tempi più lunghi da distanze lontane che da distanze vicine con tempi più rapidi. |
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inviato il 20 Ottobre 2015 ore 23:21
Penso che ogni situazione vada valutata di volta in volta . Sicuramente l autofocus ad inseguimento per attività sportiva è da preferire, situazioni dinamiche e in rapido movimento non perdonano. Per quello che posso dire riguardo l esposizione , torniamo a quanto detto in apertura, le variabili sono dietro l angolo e vanno valutate per singolo caso. Certamente sport indoor subiscono molto meno il possibile cambiamento di luce. Come può succedere in uno scenario del tipo mare con surfer , dove nuvole di passaggio oppure l esposimetro che punta su una tavola bianca e successivamente su una muta nera mettono a dura prova gli automatismi , ma anche le impostazione in manuale devono essere "sistemate" al momento per non avere problemi, ma ho perlomeno in mano il controllo della situazione . Altro esempio pallavolo indoor, mi è capitato che anche se la luce non subisce variazioni , le canotte degli atleti completamente di tono diversi possono far variare l esposizione affidata ad un automatismo se occupano gran parte dell esposimetro. Conviene sempre anticipare i tempi e testAre la condizione che si andrà ad incontrare , fare delle prove e cercare di limitare i danni. Torno a dire che con le impostazioni in manuale decidi tu cosa fare e se sbagli, affidando tutto alla macchina, se le condizioni variano devi incociate le dita...... Buon divertimento |
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inviato il 21 Ottobre 2015 ore 9:57
Infatti credo che le situazioni vanno valutate caso per caso, non c'è una situazione standard, ci sono troppe cose da considerare al momendo dello scatto. |
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inviato il 21 Ottobre 2015 ore 11:41
Sarà che vengo dalla fotografia analogica e mi sono abituato a scegliere la coppia tempo/diaframma guardando la luce presente quindi la mia macchina è fissa su Manual. Secondo me una volta fatto un po l'occhio alle condizioni di ripresa è un attimo cambiare il diaframma o il tempo e con un po di pratica il tutto diventa mentalmente quasi automatico. Si ottengono molti piu scatti sbagliati in automatico che in manuale (perlomeno a me succede cosi) anche in condizioni di luce variabile. Secondo me fai bene a continuare in manuale. Un esempio calzante sono i rally.... dove le macchine bianche e quelle nere saranno sempre sbagliate come foto con gli automatismi. C'è chi dice poi che anche l'Af ne guadagna in esposizione manuale in quanto il processore è impegnato solamente per l'AF e non per variare i parametri di esposizione. Non so se vero per le macchine attuali (ormai i processori hanno capacità di calcolo incredibili) ma per quelle di qualche anno fa lo era. |
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inviato il 21 Ottobre 2015 ore 11:47
“ Sarà che vengo dalla fotografia analogica e mi sono abituato a scegliere la coppia tempo/diaframma guardando la luce presente quindi la mia macchina è fissa su Manual. Secondo me una volta fatto un po l'occhio alle condizioni di ripresa è un attimo cambiare il diaframma o il tempo e con un po di pratica il tutto diventa mentalmente quasi automatico. Si ottengono molti piu scatti sbagliati in automatico che in manuale (perlomeno a me succede cosi) anche in condizioni di luce variabile. Secondo me fai bene a continuare in manuale. Un esempio calzante sono i rally.... dove le macchine bianche e quelle nere saranno sempre sbagliate come foto con gli automatismi. C'è chi dice poi che anche l'Af ne guadagna in esposizione manuale in quanto il processore è impegnato solamente per l'AF e non per variare i parametri di esposizione. Non so se vero per le macchine attuali (ormai i processori hanno capacità di calcolo incredibili) ma per quelle di qualche anno fa lo era. „ Concordo perfettamente |
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inviato il 21 Ottobre 2015 ore 12:29
Una cosa che mi sento di sconsigliare assolutamente è che, durante un lavoro, non usare le due tecniche insieme. O si lavora in manuale o ci si affida agli automatismi in base alle proprie esperienze e pratiche di lavoro. Comunque vedo che tra i professionisti il manuale è ancora la scelta principale. |
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