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inviato il 05 Ottobre 2015 ore 18:58
Non credo di aver capito, come distinguerle? |
user20639
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inviato il 05 Ottobre 2015 ore 22:44
Penso, si tratti di capire se una tua foto derivi da un pensiero (anche inconscio), il quale si forma da tre grandi esigenze di espressione: comprendere una verità, l'esigenza di scoprire le tue parti più intime dell'anima, oppure, se ritieni che devi raccontare qualcosa. Se vuoi inserire una tua foto, anche un ritratto, possiamo vedere subito...su quale sorgente di pensiero inserirla e se ha un senso per te. |
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inviato il 05 Ottobre 2015 ore 23:27
Non entro nel merito perché mi riservo di capirci un po' di più dai tuoi prossimi scritti. Per ora, sinceramente, mi sfuggono gli scopi della tua "ricerca delle fonti nella fotografia del web". Da subito però ti dico che trovo inutile distinguere tra "fotografia" e "fotografia web". Quantomeno, personalmente, non ho alcun interesse ad approfondire, almeno in questa sede, le motivazioni (le fonti) che stanno alla base del comportamento di chi pubblica fotografie nel web. Non so però se sia questo il tuo intento. Quando fotografo lo faccio, scusa la banalità, per fare fotografie e non penso mai al loro successivo impiego. Che sia una pubblicazione sul web, una stampa, una mostra, una presentazione. Al massimo cerco di realizzare qualcosa che ho in testa, ma non distinguo mai tra "fotografia" e "fotografia per il web". |
user20639
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 0:09
Credo si possa parlare dei tre pilastri della nostra cultura e dell'arte, almeno quella occidentale. Naturalmente, si riflettono nel Web e sono a disposizione del linguaggio di tutti. La fotografia riesce a far esprimere moltissimi, a prescindere della qualità, che in parte emarginerei a vantaggio del grado di espressività (anche se questo non ti sembrerà logico). Vorrei vedere se esiste un minimo comune denominatore in tutti. Cerco di capire, appunto, se l'espressività del nostro tempo e con questo mezzo è in una fase crescente, anche se inconscia. Non si tratta solo del contesto sociale, in questo caso il Web, ma penso, si stanno formando delle mutazioni continue di espressività (questo è ovvio), basta guardare le fotografie postate solamente una decina di anni or sono. Quello che cerco e di comprendere, sono gli scheletri nell'armadio della nostra società in mutazione: dove le mutazioni stanno portando. Penso che la fotografia e questa grande vetrina di espressione che è il Web possa essere una cartina di tornasole che sarebbe insensato non cercare di comprendere. (a questo punto mi verrebbero un fiume di parole e di pensieri....ma un pò alla volta) |
user35763
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 8:04
Mi pare che l'intento di Leoconte sia piu' orientato sull'aspetto sociologico che su quello estetico W.Worringer in un suo fortunato saggio "Astrazione ed Empatia" distingueva tra un estetica d'astrazione e una di empatia,argomentando sull''insostenibilità dell'assunto secondo cui il processo di empatia costituirebbe sempre il presupposto della creazione artistica. Utilizzando i termini "naturalismo" e "stile" per indicare la metodica di creazione artistica differenziata dal presupposto psichico della tendenza all'empatia o all'astrazione. Empatia=naturalismo,racconto,comunicazione,realismo. Astrazione=stile,espressione,pensiero,spirito. C.G.Jung nei suoi "I tipi psicologici" la spiegava anch'egli in termini di orientamento psichico: Estrovertito=naturalismo,racconto,comunicazione,realismo, SENSAZIONE. Introvertito=stile,espressione,pensiero,spirito, INTUIZIONE. Sensitivi,intuitivi-introversi VS sensitivi,intuitivi-estroversi per semplificare. Da una parte l'oggetto d'interesse è fuori,è reale,è la natura da documentare,registrare,e oggettivamente conoscere. Dall'altra è dentro,è inconscio,una verita' nascosta da svelare,per conoscersi. Ricordiamo anche le violente liti di Van Gogh e Gauguin,dove il primo riteneva fondamentale ritrarre la natura,ponendosi il piu' possibile da parte e il secondo ne riteneva superflua l'osservazione per ricrearla tramite sua fantasia e le sue intime e arbitrarie sensazioni e intuizioni. Melies e Lumiere,Rossellini o Fellini nel cinema ,gli esempi sono innumerevoli. Cio' per chi crede che le prese di posizione tra un estetica/anche fotografica ovv./ sincera che riproduce e documenta in segno la realta esteriore, e un altra che tende all'unicita',la particolarita' dell'uomo dietro l'aggeggio con la liceità necessaria di personalismi tarocchi,trucchi e parrucchi a creare uno stile,una "maniera" e che sveli interiorita' inconsce e collettive sia una telenovela recente da digitale,da forum,photoshop e postproduzione. Non è cosi',è una diatriba vecchia,stravecchia;millenaria,infinita.Che risale già alle pitture del paleolitico,alle caverne. Freschissime argomentazioni di un maestro di retorica: "È difficile dire per quale ragione le cose che piú dilettano i nostri sensi e sembrano piú attraenti a prima vista sono le stesse dalle quali rifuggiamo piú presto, presi da una specie di sazietà e di disgusto. Quanto le nuove pitture sono superiori alle piú antiche per vivacità e varietà di colori; eppure, benché le possiamo trovare attraenti all'inizio, poco dopo non ci piacciono piú, mentre i vecchi dipinti mantengono il loro fascino malgrado il loro aspetto rude e antiquato." Cicerone, De oratore (Cicerone nella stessa opera affermava in seguito la tesi contraria,si divertiva cosi',un colpo al cerchio e uno alla botte...Da buon sofista) Platone aveva un'ammirazione particolare per una manifestazione creativa stilizzata basata su un rituale "tradizionale" e immutabile(come l'arte iconica cristiano ortodossa er intenderci)mentre nell''imitazione della natura non vedeva altro che illusioni e scimmiottature puerili,futili e inutili inganni. In un frammento di trattato greco attribuito al Longino,Del Sublime, si opina che il "sublime" media e risove tali conflitti estetici. Una forma di espressione usata per celebrare un'esperienza estetica e numinosa, che non si può ottenere di proposito. Chi cerca di conseguirlo di solito finisce nel kitsch e nel pomposo. Non una questione di tecnica o di intenti(Il vento dello spirito che soffia dove vuole che Gesù dice al fariseo Nicodemo) Il sublime pare essere una questione di ispirazione,di un qualcosa che è dietro l'immagine, ed è una qualità che non può essere simulata. Se si accede al sublime, ci si puo' permettere di dimenticare il vero e il bello. Le sfumature e variazioni possibili sono infinite. Ovviamente nessuno puo' dirsi un tipo univoco e "puro" nel suo orientamento che puo' cambiare e oscillare periodicamente. |
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 8:46
Leoconte argomenta meglio perchè così come l'hai posta, scusa la franchezza, mi pare una stupidaggine bella e buona. La rappresentazione della fotografia esula dal canale di pubblicazione, mentre tu proponi delle macro categorie vincolate dal canale web.. Mi sembra cobtraddittorio. |
user20639
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 12:01
Silvano R.r.@ Direi che hai messo molte carte sul tavolo, direi poi, che in linea di principio le condivido, anche se le sento in una forma di critica storica. Comunque, i vari punti di vista che hai sollevato sono dei pilastri della storia che non possiamo non conoscere se vogliamo proseguire verso un cammino. Dei tuoi rimandi sarebbe molto importante ricordare anche tutta la questione del "mito", che fa ancora parte dell'identificazione dell'opera e della critica, solo per essere ancora più attenti alla sorgente. La fotografia è un arte giovane, poi si sta inserendo dentro ad interstizi comunicativi inimmaginabili fino a pochi anni prima: questo sarebbe il punto che noi doveremmo analizzare di più, visto il luogo in cui siamo(il web). Credo che in questo spazio Web, per farsi comprendere bisogna diventare basici, sopratutto bisogna rendere il proprio "IO" ospitale, aperto e disponibile a qualsiasi tipo di confronto, la sostanza c'è: difficile, è tirarla fuori. Maurizio Palumbo@ ti ringrazio, sei sempre molto gentile... se l'argomento ti interessa puoi aiutarmi a svilupparlo meglio, dammi il tuo contributo, metti una tua foto e facciamogli i tarocchi, passato, presente e futuro. Mi sembra di sostenere che le fonti principali della nostra cultura occidentale, producano un certo tipo di espressività che è patrimonio di tutti (ovvio dirai). Dalle tre fonti, che penso di aver individuato ma non solo io, deriva tutto il nostro bisogno di espressività (la molla, la scintilla). Volevo solamente chiedere a voi, per essere sicuro di questo e cosa ne pensate. Chiaramente, dalle prime immagini delle caverne al Web, l'uomo compone immagini. Ma secondo te, cosa è cambiato? E' cambiato l'uomo, sono cambiate le immagini, è cambiato il pensiero? Sono cambiati gli attrezzi? Forse, c'è qualcosa che non è cambiato e penso siano proprio quei tre punti che ho citato.... |
user20639
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 12:28
Soft@ Concordo su tutto il resto, ma non sulla questione della luce. Perché escludere la Luce del pensiero come verità, anche se irraggiungibile. Fa parte del mito, dell'utopia....elementi essenziali per l'impeto nella ricerca. Pensa al Caravaggio, la scoperta della luce, pensi fosse solo una questione tecnica? Molto, molto di più...E' una questione di pensiero principalmente, altrimenti la componente della luce sarebbe cosa facile. Pensa, dalla intuizione della luce ad oggi, quanto è cambiata la maniera di pensare della cultura o della scienza... |
user20639
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 12:39
Si, certo, quello che dici è vero. Ma non puoi sottovalutare la luce... La luce, a cosa serve? L'universo è nel buio, il buio è assenza di luce. La luce serve per vedere, cosa? La verità... Dobbiamo ritornare all'essenza delle cose...se vogliamo ripartire... |
user20639
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 13:09
Soft, Comprendo il tuo punto di vista fortemente razionale e scientifico, soffro anch'io per certi aspetti di questa patologia, tento di liberarmene, non per essere meno scientifico o meno razionale, ma per essere aperto a questioni e misteri che non conosco. La luce è talmente importante che è l'essenza di tutto, anche della vita organica. Il concetto di luce, non è solo un fenomeno fisico e materico. Il primo concetto di luce lo troviamo nel pensiero biblico, nel mito, passa per la storia dell'uomo (5000 anni or sono), poi si è sviluppato con il tempo fino ai nostri giorni. Se ti capitasse di indagare dove siamo arrivati, forse rimarresti sconvolto dalla bellezza e dove si potrebbe arrivare con il concetto di luce (matematica quantistica, la teoria delle stringhe, le dimensioni extra, la fisica delle particelle, eccetera. Inevitabilmente si entra in filosofia e cosmologia, non abbiamo altri mezzi per cercare di capire per il momento, a meno che, non entriamo in altre sfere). |
user20639
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 14:04
Soft, sono sorpreso per la tua lucidità e per la sintesi. Hai fatto un quadro che non posso ribattere, hai capito quello che intendevo anch'io, sia nella prima e anche nella seconda immagine. Va bene, concordo che fra le tre fonti, la luce sia in qualche modo un attrezzo che che serva all'uomo per vedere, primo mezzo assoluto. Quindi potremmo considerare la luce estranea dallo spirito e dal racconto, anche se ci si avvale della luce come verità. Potrebbe andare? Ma non sono certo...lasciami una riserva. |
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 14:06
Fatte salve le 3 "categorie" mi appare accettabile che in ognuna di esse si trovino anche aspetti delle altre due. In questo senso credo che le mie foto appartengano al terzo (il racconto) ma senza scissione netta dal primo e secondo. L'unica cosa che mi e' ancora oscura e' la storia del web , dici che si potrebbe fotografare in maniera diversa se molte delle foto che facciamo non fossero destinate al web? E' anche possibile , non ci avevo mai pensato ma e' possibile anche che l'esistenza del web abbia inciso sul nostro modo di fotografare che pero' ormai e' diventato quello che e' sempre, il web ha inciso sulla nostra firmazione ed ora si fotografa in un certo (nuovo?) modo sia per il web che per altri scopi. |
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 14:11
per la luce e inconscio mi sento di fare una unica considerazione: la luce e' elemento fondante la vita umana in quanto si vede per la prima volta cosi forte alla nascita (prima della nascita c'e' sicuramente vita e vitalita' ma non e' ancora vita umana con un pensiero umano) |
user20639
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 18:30
Peppe@ Sembra anche a me, le tue foto raccontano, anche bene, descrivono delle storie. Penso, sia anche vero che non possiamo fare una netta distinzione, i pensieri si contaminano e ne escono delle macro storie emozionali con delle particelle di verità. Veniamo al rapporto tra Web e fotografia. Se lo sapessi esattamente... Sicuramente il luogo di esposizione per qualsiasi opera o immagine è cruciale...penso che non dovrei dilungarmi per spiegare la differenza di esposizione fra la Biennale o il web, sicuramente a seconda del luogo, l'opera assume significati diversi. Basta mettere una gigantografia pubblicitaria della Madonna con il bambino sul natale per le strade di Bombei o del Cairo e succederebbero dei massacri. Quindi il luogo è essenziale, va studiato. Anche noi, ci facciamo sicuramente la stessa domanda, se la nostra immagine è pubblicabile nel Web? Non mi dilungo su questo, penso sia chiaro a tutti. Un altro punto è il linguaggio, questo cambia asseconda del motivo personale per cui si espongono le foto, quali sono questi motivi personali? Lo sapete bene. Altro motivo, il web è una piazza enorme, tutti le possono vedere anche se non ci si conosce, non ci si vede in faccia, non abbiamo la percezione di quali siano le reazioni nel vedere le fotografie. Credo che per molti sia un test...delle proprie immagini, per capire dove collocarsi, o a che pubblico possono interessare. Linguaggio nuovo è anche il grande e straordinario scambio di immagini fra la gente di tutto il mondo, questo è tutto da decifrare, oramai con le immagini ci si parla, delle volte senza scrivere. Sicuramente, quello che accade qui dentro, non accade fuori, l'approccio di esposizione della foto è completamente diverso. Vedo e sento che molti vendono fotografie, scelte da enti o persone direttamente sul sito, non c'è rapporto con le persone... questo è un aspetto importante e nuovo. Ho parlato molto delle possibilità e stranezze del Web, potrei ripetermi noiosamente. La la fotografia che piace al web esiste, bisogna anche dire che c'è, si è formata la fotografia juzina...se qualcuno ha notato, certi gusti si distinguono subito, basta guardare altri siti di fotografia, non lo trovo scandaloso, anzi... La risposta è si, si fotografa in maniera diversa se diamo una destinazione diversa alla foto, naturalmente è un mio parere. Per la questione della luce devo pensarci ancora.... |
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