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Aquila di Bonelli - Progetti di tutela/monitoraggio di questo rapace e Lista rossa


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avatarsupporter
inviato il 19 Luglio 2015 ore 10:31    

- In Italia, sono state classificate in "Pericolo Critico"( Lista rossa) 6 specie, di cui 4 appartenenti all'Ordine degli Accipitriformi (Gipeto, Aquila di Bonelli, Capovaccaio, Grifone,) e 2 a quello dei Passeriformi (Bigia padovana, Forapaglie comune).

-Le principali cause della mortalità degli adulti di aquila di Bonelli sono, imputabili a collisioni con linee dell'alta tensione, abbattimento diretto (cacciatori/bracconieri) e avvelenamenti. Altro problema è legato ai furti dei pulli da parte dei bracconieri.

Alcuni progetti in Spagna, in aree prestabilite, prevedono un supporto all'alimentazione di questo rapace ma per dei motivi precisi: programma di ripopolamento e/o loro tutela-salvaguardia essendo inseriti nella Lista Rossa Europea - direttiva Uccelli - popolazione critica, a rischio
-Due volte alla settimana (anche 3 nel periodo di nidificazione) un piccione viene vincolato a terra in modo da poter filmare/registrare lo stato del rapace.
-Molte volte l'uccello sacrificato viene posto in modo tale che venga asportato e trasportato al nido.
-Nel caso di ancoraggio del piccione, questo avviene a prescindere che possa esserci un fotografo che riprenda il rapace mentre consuma sul posto.
- L'uso di prede vive viene dosato per non trasformare il rapace in un soggetto dipendente e quindi meno autonomo.
-A livello scientifico, questo sistema serve quindi al personale autorizzato, per monitorare il rapace, capire se è lui che ha asportato il piccione o un altro competitor (poiana, volpe etc) e secondariamente per ridurre i danni subiti dai contadini quando vengono predate le galline, i conigli ed altri animali da cortile. Si riducono così le percentuali di ritorsioni dei locali che potrebbero mal digerire le perdite usando un fucile contro i rapaci sotto protezione.
-Altra info che ho raccolto navigando in internet: I piccioni sono frutto di catture in città dove sono diventati infestanti generando seri problemi igienico-sanitari. Alcuni esemplari vivi vengono dati gratuitamente per questo progetto. Diversamente verrebbero anch'essi eliminati direttamente dagli organi competenti.
-Il progetto viene in parte sovvenzionato grazie all'affitto dei capanni spalmato, senza inflazionare.

*L'utilizzo dei piccioni vivi avviene in Extremadura (Spagna) anche nell'ambito di un programma sostenuto dal governo locale e mirato al tentativo di rendere stanziale l'aquila minore non essendo questa una specie necrofaga (predatrice carnivora che consuma carne di cadaveri o carogne ) e quindi non rendendo fattibile l'uso di carnai come si fa per salvaguardare i grifoni .

Altre info sulle popolazioni di Aquile di Bonelli:
-La popolazione europea dell'aquila di Bonelli viene stimata in 940-1050 coppie c.a., l'80% e si trova in Spagna .
-Altri esemplari in Sicilia , Sardegna, pochi nell'Appennino meridionale .
-Mortalità annua in sicilia c.a. 10% all'anno.

Fonte lista rossa Italia: ciso-coi.it/wp-content/uploads/2012/10/redlist-2011.pdf
Gruppo tutela rapaci Sicilia: www.gruppotutelarapaci.it/aquila-del-bonelli/

saluti ElleEmme

avatarsupporter
inviato il 19 Luglio 2015 ore 10:57    

Grazie Lauro per il tuo intervento e delucidazioni sempre precise, puntuali e non di parte come il tuo ruolo impone.

Poi ognuno la pensa come crede sia nel modo di vivere la natura sia nel modo di ottenere uno scatto.

Da parte mia non approvo minimamente questa tipologia di alimentazione e fotografia.

Molto altro potrei aggiungere ma non lo faccio per non alimentare inutili e sterili discussioni che non porterebbero a nulla se non a pareri pro e contro questa pratica che personalmente ritengo bestiale, disumana e preistorica.

D'altro canto se sono leggi statali o regionali nulla possiamo fare in merito se non accettarle.. anche a malincuore.

Un saluto a tutti Robertino

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 12:13    

No Lauro, mi dispiace ma concordo con Robertino; adeguati gli aggettivi che ha usato sulla pratica dell'esca viva.

Due volte alla settimana (anche 3 nel periodo di nidificazione) un piccione viene vincolato a terra in modo da poter filmare/registrare lo stato del rapace.

Lo stato del rapace può essere valutato benissimo con appostamento a grande distanza ed uso di mezzi per niente speciali (cannocchiali Leica, Swarowski, Zeiss, Kowa o altro).

A livello scientifico, di monitoraggio, questo sistema serve quindi al personale autorizzato, per monitorare il rapace, capire se è lui che ha asportato il piccione o un altro competitor (poiana, volpe etc)

Anche qui un controllo video continuativo a distanza basta e avanza.

Altra info che ho raccolto navigando in internet: I piccioni sono frutto di catture in città dove sono diventati infestanti generando seri problemi igienico-sanitari. Alcuni esemplari vivi vengono dati gratuitamente per questo progetto. Diversamente verrebbero anch'essi eliminati direttamente dagli organi competenti.

Eticamente insostenibile; i piccioni a Venezia, ad esempio, possono causare problemi sanitari e certissimamente danneggiano manufatti umani di valore artistico incalcolabile ma la soluzione al problema è l'educazione e l'osservanza del divieto di alimentarli. Dopo si sa, multare il turista di un giorno è cosa che si fa malvolentieri. Resta il fatto che i piccioni di Piazza san Marco, Caceres, Trujillo, di qualsiasi città hanno lo stesso diritto alla vita dei cinque-sei capovaccai che si ostinano a nidificare in Italia. Capiamoci, la drastica riduzione dei columbidi in città è priorità assoluta ma va perseguita con specifico programma senza chiedere aiuto ai rapaci.

l'utilizzo dei piccioni vivi avviene in Extremadura (Spagna) anche nell'ambito di un programma sostenuto dal governo locale e mirato al tentativo di rendere stanziale l'aquila minore non essendo questa una specie necrofaga (predatrice carnivora che consuma carne di cadaveri o carogne ) e quindi non rendendo fattibile l'uso di carnai come si fa per salvaguardare i grifoni.

Qui due le mie puntualizzazioni:
a) credo senza difficoltà che il governo spagnolo porti avanti un progetto di questo tipo ma siamo sicuri che chi offre a prezzo altissimo qualche ora in un capanno sia realmente all'interno di questa iniziativa? Tanti i dubbi anche perché, a livello europeo, tutti intascano brevi manu.
b) l'aquila reale è notoriamente un superspazzino; altre specie lo sono di meno ma non so con sicurezza se ignorano soggetti non vivi, non segnalantisi con il moto. 'E tutto un capitolo da scoprire; le abitudini degli animali vanno approfondite non accettate acriticamente perché qualcuno ha scritto chissà cosa. Di recente ho osservato una ballerina bianca (insettivoro puro) aggirarsi tra le seggiole di un bar all'aperto a raccogliere briciole ed un gheppio cibarsi di una carogna in strada; questa foto del resto parla da sola:
www.juzaphoto.com/galleria.php?t=1159008&l=it

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 12:20    

Ad ogni modo cercare di rendere stanziale un animale di passo mi sembra una vaccata, gli animali nel caso vanno protetti salvaguardandone le abitudini non facendogliele modificare..

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 12:33    

Una piccola aggiunta, che insegna molto sul come affrontare certi problemi. Il gran numero di potenziali prede in città (piccioni e storni soprattutto) sta favorendo enormemente le popolazioni di pellegrino; se di questo tipo l'aiuto dei rapaci mi va benissimo.

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 16:08    

Ad ogni modo cercare di rendere stanziale un animale di passo mi sembra una vaccata, gli animali nel caso vanno protetti salvaguardandone le abitudini non facendogliele modificare..


da incorniciare....
comunque senza il business dei fotografi questa abitudine non si sarebbe sviluppata.
in spagna per aprire i capanni servono un sacco di autorizzazioni e l'uso delle prede vive è decisamente deplorato da molte associazioni.quindi il governo dell'extremadura ,dove il business dei capanni fotografici è molto importante, ci ha messo una pezza.
ogni fotografo è libero di fare quello che vuole ma queste abitudini rendono grandi rapaci dei polli domestici!!
valore naturalistico della foto ZERO.
se poi si è "fotografi d'uccelli" per l'album panini va bene tutto,anche le foto ai rapaci domestici ma ....che almeno ci si renda conto dell'errore etico che c'è alla base.
nb NON troverete uno scienziato o un vero naturalista che giustifichi tale danno

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 16:10    

Immaginavo che fosse questione di soldi, grazie per fatto chiarezza StefanoSorriso

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 18:06    

...in spagna per aprire i capanni servono un sacco di autorizzazioni e l'uso delle prede vive è decisamente deplorato da molte associazioni.quindi il governo dell'extremadura ,dove il business dei capanni fotografici è molto importante, ci ha messo una pezza.


Steff, chiederò sicuramente a miei amici che ci sono stati anche di recente in merito ma se a fine seduta non rilasci ricevuta il business governativo non esiste. Non posso escludere peraltro che la concessione per i capanni preveda alla fonte una tassazione forfettaria; possibile, da appurare. 'E una discussione interessante al massimo che meglio sarebbe stato riservare al prossimo autunno; con la canicola attuale mi sembra una vera cattiveriaMrGreenMrGreen. Se è come dici, e credo tu abbia avuto informazioni attendibili, la conclusione è soltanto una; le locali autorità passano sopra, come ho avuto modo di dire altrove, all' articolo 632 del loro codice penale, che riguarda il maltrattamento animale. Per il resto sono solo acrobazie dialettiche. La cosa più curiosa è che, nella maggior parte dei casi, il gestore che chi si reca in Spagna contatta per questi capanni è un utente di questo forum che per motivi linguistici probabilmente non ci legge (ce ne sono altri due ma mi sembra si regolino diversamente). Penso che prima o poi, senza alcuna polemica ma per giusta informazione, gli chiederò di entrambi gli aspetti sui quali stiamo discutendo.

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 20:17    

articolo 632 del loro codice penale, che riguarda il maltrattamento animale

Stiamo parlando della Spagna? Quella di Pamplona e le corride? Mi sa che non hanno chiaro quello che significa...
Io continuo a inorridire per questi spettacoli indegni...governo e non governo...

user35522
avatar
inviato il 19 Luglio 2015 ore 21:21    

io sarei per parlarne in primavera.........

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 21:24    

Steff, chiederò sicuramente a miei amici che ci sono stati anche di recente in merito ma se a fine seduta non rilasci ricevuta il business governativo non esiste

Francesco,forse mi sono spiegato male,il governo locale rilascia le concessioni facendosi pagare ma il business è ovviamente per chi gestisce i capanni.che paghi o meno le tasse è da vedersi ma in spagna e sopratutto in extremadura il mercato di birdwatching/bird photography è sviluppatissimo.
non a caso in extremadura si svolge anche la più importante fiera europea del settore.
si tratta di un business che è manna dal cielo x una delle regioni più povere della spagna per cui di fronte alle proteste per come sono gestiti i capanni spunta la norma di cui parlava Ellemme in apertura che consente l'uso di esche vive con una scusa.
non mi risulta che per tutelare le linci leghino i conigliMrGreen.insomma quando devono tutelare una specie sanno benissimo come fare e sanno benissimo che non si tutela l'aquila perdicera (bonelli) dandogli un piccione vivo...
il piccione tutela chi affitta i capanni...
personalmente sono felice che la natura generi business ,in questo modo sarà protetta,però c'è un limite a tutto!!
avete mai sentito dire che per tutelare i ns lupi si dovrebbero legare due pecore alla settimana??
il lupo deve uccidere gli ungulati e controllarne il numero,la natura lo ha messo li questo!

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2015 ore 23:37    

quoto pienamente Roberto Marchitelli. Sono spettacoli indegni, sia gli uni che gli altri. La cosa più stupefacente è che ci sia gente che ancora oggi, qui da noi come altrove, non si renda conto del significato di tutto questo...qui si parla di aquila, ma lo stesso vale per i gipeti...proprio oggi, sfogliando nel forum di juza, ho trovato un post in cui si pubblicizzava un viaggio nei Pirenei per fotografare il gipeto sulla neve...scatto garantito...ma come si fà a non sobbalzare di fronte a cose simili?? guardate pure la mia galleria sui gipeti, farà anche schifo, ma ogni scatto è venuto così, in modo naturale, dopo ore di camminate e ore passate al freddo, con la speranza in cuore di riuscire a vederlo. Ogni scatto, per me, ha una storia, un'avventura vissuta con mia figlia e mia moglie. Molte altre volte siamo andati in giro a vuoto (per modo di dire perchè, comunque, ogni volta è stata una bella camminata in compagnia di chi amo e nei luoghi che più amo), ma credo faccia parte del gioco. Mai e poi mai ci è balenato di mettere un'esca, un richiamo o cose simili. La troverei una cosa troppo deprimente e troppo invasiva nei confronti di un'animale che già difficilmente trova un suo spazio nel "nostro" mondo. Dico nostro perchè ormai ce ne siamo inpossessati e guai a chi ce lo tocca (tornano i lupi e creano fastidio...ma siamo noi che siamo andati a casa loro...). Abbiamo pure la pretesa di regolarlo a nostro piacere e di sottomettere animali in via di estinzione per il nostro piacere di fotografarli o vederli da vicino. Ho anche una galleria sui lupi di st Martin Vesubie che vi farà sussultare...e avete ragione, perfettamente...ci son cascato anche io, per amore di mia figlia e perchè mi avevano garantito che fosse diverso da altri parchi...più guardo quei lupi e più mi rendo conto dell'errore che ho fatto andandoci...pagare per vedere dei lupi mangiare davanti ad una vetrata...scatto garantito anche qui...e anche qui si parla di specie a rischio...ma è questo il modo di tutelarle? mah...a me sembra solo un'affare da parecchi soldi...il gipeto è un animale talmente delicato che si dovrebbe fare di tutto affinche re-impari a vivere in assoluta solitudine, lontano dall'uomo, senza interferenze. Lo stesso credo sia per l'aquila di Bonelli e altre specie. Altro che nutrirli...cerchiamo un'altra via più naturale!! In Francia quest'anno ci son state alcune riproduzioni in natura, monitorate costantemente a distanze enormi (con tutte le difficoltà che ne conseguono, ovviamente), in ogni condizione atmosferica ed in ogni stagione. Come si può pensare di trattare lo stesso animale in modi così differenti?? non riesco proprio a concepire questa cosa...come non riesco a concepire il fatto di andare a fare foto attraverso un vetro o con esche e cose simili, ma questa è tutta una mia opinione personale...ognuno è libero di fare quello che vuole...ma credo che ci vorrebbero delle regole in tutto questo, uguali per tutti i paesi e per tutti gli animali.

avatarsenior
inviato il 20 Luglio 2015 ore 1:14    

Non entro nel merito dell'etica...siete tutti vegetariani? (io si).....comprate scarpe e roba in pelle?(io si....)
Avete mai visto gli allevamente di maiali....magari mangiate prosciutto e melone perchè fa caldo?..avete cani o gatti e li nutrite in modo vegetariano?
Detto ciò il piccione legato non è un granchè. comunque che io sappia per l'Aquila del Bonelli sono indispensabili le conigliere di conigli selvatici perchè dopo la mixomatosi in Spagna di conigli ce ne sono troppo pochi per sostentare l'aquila, la lince, ecc. Quindi è una specie che almeno per una parte importante delle sue popolazioni viene "aiutata".
Sicuramente la parte etica di un discorso non sente ragioni, altrimenti non sarebbe...etica.
Dal punto di vista impatto ambientale il consumo di carne è devastante, ma i più continuano a mangiarla...
Arrivando all'interesse scientifico, scusate ma la cosa mi fa un po' sorridere, visto che a pochi importa di cosa si sia fotografato, ho recentemente postato un paio di foto di specie praticamente in via di estinzione e sono passate praticamente inosservate, (considerandole accettabili dal punto di vista tecnico).
Infine, riguardo ai carnai per gli avvoltoi, se non ne fossero stati fatti, e parecchi, degli avvoltoi europei non ci sarebbe quasi più traccia, visto che le carcasse degli animali morti, per legge, devono essere smaltite in un certo modo e non possono rimanere a disposizione dei necrofagi.

avatarsenior
inviato il 20 Luglio 2015 ore 12:42    

non so a quali carnai ti riferisci ma, in Piemonte, ne erano stati istituiti alcuni nei primi anni di reintroduzione del gipeto. Non si sapeva nulla su come si sarebbero comportati, ma presto ci si è accorti che non erano affatto necessari, anzi...Ad oggi il divieto di deporre le carcasse in spazi aperti credo che viga solo in Italia...in francia non fanno veri e propri carnai ma i pastori hanno delle zone, lontane dai sentieri e dalle falde acquifere, ove deporre le carcasse...e la cosa funziona bene. C'è anche da dire che il numero di ungulati sulle nostre montagne (parlo sempre del piemonte) è aumentato decisamente, procurando quindi una discreta scorta di cibo per molti volatili. Non credo perciò necessario nutrire questi animali e, sopratutto, approfittare di questa donazione di cibo (vivo o non) per lucrarci sopra con fotografi o anche solo curiosi.

avatarsenior
inviato il 20 Luglio 2015 ore 14:24    

Marco, hai messo nel calderone, ed in maniera abbastanza confusa, troppi spunti. Il riferimento all'alimentazione umana, già dibattuto nei giorni scorsi, non è valido; il consumo di carne ci è indispensabile per l'assunzione di alcuni aminoacidi. Certamente l'approccio a questo alimento è stato finora assai scorretto ma si va facendo strada la giusta consapevolezza che una bistecchina settimanale è sufficiente. Se poi la mixomatosi ha decimato le popolazioni di lagomorfi, mi va benissimo che se ne liberino, non altrettanto che li si leghi. Mi meraviglio che tu possa stupirti dello scarso interesse sollevato dalla pubblicazione di specie non comuni; cosa ti aspettavi? Per esprimere apprezzamento è indispensabile rendersi conto dell'effettiva rarità di un soggetto. Venisse fuori un post del chiurlottello, i primi commenti sarebbero sicuramente quelli noti: bello, ottimo scatto, mi piace il momento colto. I carnai in Italia sono stati e sono discretamente ben gestiti, per quello che ne so, anche se in modo forse troppo rigido. In sostanza quanto dice Marcoplano.

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