JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

A parità di diaframma e iso il tempo di esposizione più lungo aumenta la qualità dell'immagine?


  1. Forum
  2. »
  3. Tecnica, Composizione e altri temi
  4. » A parità di diaframma e iso il te...





avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 8:15    

Finora ho creduto di no, poi ho letto cosa dice Luigi Ghirri nel suo "Lezioni di fotografia" (pag 123).

"[...] nella fotografia delle origini era il tempo di posa - molto molto lungo - a disegnare meglio sulla carta sensibile, sulla pellicola o sul dagherrotipo, a precisare, a dare definizione. A rendere più nette le linee. La velocità ferma l'immagine, ma non consente alla luce di lavorare in profondità. E' come accendere la luce in questo interno: se l'accendo per un millesimo di secondo vediamo per un millesimo di secondo. Ma non vediamo con precisione. "

E' così? A parità di diaframma e iso, il tempo di esposizione più lungo aumenta la definizione, o comunque la qualità dell'immagine?

So che generalmente non è possibile diminuire l'illuminazione per aumentare i tempi di scatto tenendo fissi iso e diaframma, ma usando filtri nd o in studio con illuminazione artificiale è possibile...

Grazie a chi vorrà rispondermi!
Stefano

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 8:32    

Buongiorno, interessante. Anch'io sono curioso di saperne di più. Ma se un fotografo scrive quello che si legge......!
Comunque che valori hanno iso e diaframma per essere pari o uguali?
Grazie
Luigi

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 8:39    

Luigi,
intendevo dire: tenendo fermi diaframma e iso.
Cioè, per esempio:
è più definita una foto (diciamo scattata in studio con luci regolabili) a f5,6, iso100, t1/8 di una (con illuminazione proporzionalmente inferiore) a f5,6, iso100 e t1/1000?

Ciao
Stefano

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 8:58    

A 1/8 credo si tratti di oggetti fermi

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:07    

Beh mettere qualcosa davanti solitamente incide negativamente, anche se di poco.

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:09    

Può essere una curiosità utile anche nelle foto di paesaggio o di architettura, dove (per alcuni) la massima resa è considerata importante.
Sulle pellicole credo che il concetto possa essere giusto, sulle digitali non so, per cui..... seguo la discussione ;-)

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:11    

Beh mettere qualcosa davanti solitamente incide negativamente, anche se di poco.

Questo è sicuro ! MrGreen

avatarjunior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:11    

Seguo anch'io

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:27    

@Canopo70: certo, considerando oggetti fermi!

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:38    

Mi sa che con l'elettronica questo "trucco" non vale più: durante la cattura il sensore si scalda generando rumore termico, lo sa bene chi fa lunghe esposizioni ai cieli stellati.
Inoltre sui sensori iperdensi il micromosso è più facilmente visibile e usare tempi lunghi non aiuta, anche con il treppiedi e scatto remoto.

EDIT: male che vada passando da 1/1000 a 1/8 non cambia nulla, ma che migliori ho i miei dubbi.

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:41    

Non credo proprio... Anche solo per il fatto che con tempi lunghi il sensore si scalda e produce hot pixel... Anche la grana della foto ho notato peggiore in foto scattate con tempi lunghi... In più le vibrazioni sempre in agguato...

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:56    

Beh qui si parlava di 1/1000 sec contro 1/8 non di lunghe esposizioni.... sulle lunghe esposizioni ovviamente ci sono i problemi noti e se si può meglio evitare.

Come detto evitando gli ND, a parte questo, laddove c'è possibilità di gestire la luce si può far qualche prova ma come Mac89 credo non cambi tanto, forse su determinati soggetti, per via della quantità di luce si potrebbe avere una diversa resa sui colori piuttosto.

user68299
avatar
inviato il 08 Luglio 2015 ore 9:57    

Attualmente è il contrario, molto più facile che tenendo aperto l'otturatore escano cose che neanche vorresti vedere (e questo è accertato). Sono convinto che anche ai tempi della pellicola fosse un discorso errato, ma gli lascio il beneficio del dubbio. Anche se 100 euro li punterei quasi ad occhi chiusi sul fatto che non fosse così neanche ai tempi.
L'esempio che ha fatto è senza senso dato che il nostro occhio percepisce la stessa identica definizione sia con 1 secondo, che con 30 secondi. Stessa medesima. Quello che cambia è che con 1 secondo immagazziniamo meno informazioni (la genialità ad esempio porta a percepire maggiori informazioni in un minor tempo).
E' come se prendo una cisterna d'acqua da 1000 litri e decido di riemp..irla con bottiglie da un litro e mezzo.
Ci metto una settimana! Se facessi con la pompa ci metterei 2 orette.
Metterci meno significa che la qualità dell'acqua all'interno è peggiore? Assolutamente no.
Anzi, facile che se lascio la cisterna aperta per una settimana mentre si riempe, entreranno un mare di schifezze ed avrò l'acqua molto meno "pulita" e "trasparente" rispetto a quella che avrei ottenuto riempiendola in 2 ore e richiudendo. Questo trovo che sia un esempio decisamente più calzante rispetto al suo.
Con tutto il rispetto del mondo naturalmente!

avatarjunior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 10:05    

Dal punto di vista fisico invece, è così.

Dato che la luce è un fenomeno anche corpuscolare (quindi la sua natura elettromagnetica la lasciamo perdere), c'è del rumore intrinseco legato alla casualità del fenomeno luminoso, che è incoerente; questa sua incoerenza è l'aspetto fondamentale che fa la differenza, anche in campo fotografico.
Un'esposizione più lunga, permette un rapporto segnale utile/segnale casuale (segnale/rumore) piu' elevato.
In termini fotografici generali quindi il concetto è vero e perfettamente ragionevole, mentre nel campo digitale ci sono altre variabili importanti, quali il rumore elettronico, che dipende anche dalla temperatura.
QUI c'è un interessante articolo a riguardo, in cui si capisce come il rumore ad alti iso dipenda anche dall'amplificazione del rumore che c'è intrinsecamente nel segnale luminoso, e non dipenda esclusivamente dal rumore elettronico aggiunto.

@Masterlight
Immagina invece di voler bagnare un pavimento con una pioggerella che cade ovunque (I fotoni che arrivano sul sensore)
Se lasci scoperto il pavimento un attimo, il pavimento sarà bagnato casualmente (praticamente solo rumore, l'effetto finale di bagnatura completa non si potrebbe prevedere, se non con l'esperienza).
Se dai piu' tempo alla pioggerella di fare il suo lavoro, il pavimento si bagnerà in maniera perfettamente uniforme.
Quindi non è, come puoi capire dall'esempio, una cosa campata in aria, ma è perfettamente logica.
Semmai il problema è che, percettivamente, non intendiamo la luce come "pallini di energia" che arrivano, a caso, su un recettore in grado di raccoglierli.
L'esempio dell'occhio non puo' dimostrare niente, siamo ad un livello di percezione e di velocità tali che lo rendono inadatto a dimostrare il concetto.

Facciamo un altro esempio:
pavimento sotto la pioggia (sensore e flusso luminoso); mettiamo dei piattini ordinatamente sul pavimento (i fotositi sensibili di un sensore), che contino le gocce che cadono.
Lasciamo cadere la pioggia per 1 secondo. Qualche piatto avrà 2 gocce, molti 3, uno nessuna e uno 6.
Se amplifichiamo (moltiplicando per 10) questo numero, artificialmente, avremo 20, 30, 0, 60. Che rumore, diremmo, questa [negozio 24] alti iso non si puo' guardare. Invece è la luce stessa che aveva il rumore!
Se diamo piu' tempo alla pioggia, la differenza nel numero di gocce nei piatti sarebbe molto piu' piccola, e varierebbe molto solo seguendo la forma del segnale in partenza. Anche moltiplicando il numero, la differenza rimarrebbe coerente, con meno rumore.

Ciao
Stefano

avatarsenior
inviato il 08 Luglio 2015 ore 11:19    

Come dire... In cucina è meglio cuocere a fuoco lento, grigliare sulla brace o a fiamma viva?MrGreen

Che cosa ne pensi di questo argomento?


Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!

Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto. Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.




banner

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)



Questa discussione è stata aperta oltre quattro anni fa: non è possibile inviare nuove risposte.

Se l'argomento ti interessa, puoi aprire una nuova discussione sul tema!





 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me