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inviato il 03 Luglio 2015 ore 13:34
Ieri ho fatto un salto all'Isola della Cona, una nota oasi situata in Friuli Venezia Giulia, e ho fato un giretto nei vari capanni. Entro nel primo, quello dedicato ai gruccioni, dove c'erano un paio di fotografi appostati. Le protezioni davanti alle finestrelle sono ormai consumate e quindi gli uccelli vedono qualunque cosa si sposti all'interno del capanno. Come mia abitudine, cerco di fare meno rumore possibile, ma noto che i due fotografi stanno chiacchierando a voce alta. In ogni caso, a circa 5 metri dalla finestrella, c'è un bel gruccione posato sull'apposito rametto/posatoio che se ne strafotte di noi, delle chiacchiere a voce alta, del rumore che facciamo, dell'obiettivo che, a quel punto, faccio tranquillamente fuoriuscire dalla finestrella, scattando una bella raffica. In un primo momento ho pensato che fosse impagliato, ma poi ho visto che girava la testa. Nel secondo capanno, mi affaccio alla finestrella e davanti ci sono un paio di mignattai che brucano tranquillamente. Faccio sporgere l'obiettivo e faccio partire la prima raffica, ma quelli continuano a fare i loro affari a pochi metri da me. Passa un fotografo e gli dico dei mignattai, ma lui neppure si sporge, liquidandomi con un «Sì, sono i soliti». Nel quarto capanno non riesco a fotografare il Cavaliere d'Italia perché il 400 che monto è troppo lungo: era a circa 2 metri da capanno e forse, per farlo entrare tutto, avrei avuto bisogno di un grandangolo. Nell'ultimo capanno, quello dedicato al Martin Pescatore, trovo un paio di donne che si lamentano del fatto che oggi il martino non si è ancora fatto vedere. Nessun problema, comunque, perché una mi dice che ci viene spesso e che lo ha già fotografato più volte. A questo punto, uscito dall'oasi, mi è venuto spontaneo chiedermi quale fosse la soddisfazione nel fotografare una natura a dir poco addomesticata. La soddisfazione della cattura? No, perché gli uccelli sono lì, a portata di mano, fotografabili anche con lo smartphone. La soddisfazione di fare una foto diversa? Neppure: se andate nella galleria di questo forum di foto di gruccioni e, soprattutto, di martin pescatori, ce ne sono a migliaia, e in tutte le pose possibili e immaginabili. Domenica, per fortuna, vado a farmi una passeggiata in montagna, dove la scorsa settimana una bigiarella mi ha fatto penare per ottenere un ritratto decente e ancor più penare mi ha fatto un organetto, del quale non ho portato a casa nulla, divertendomi, però, davvero tanto. |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 13:45
E pensa che alla Cona gli animali non sono in alcun modo attratti, quindi è una di quelle oasi in cui la "naturalita'" dello scatto è garantita 100% Comunque: il gruccione è noto per la sua indifferenza nei confronti dell'uomo, e anche gli altri si sono abituati, col tempo, alla presenza umana che gira intorno a loro. Non capisco però il senso del topic... vuoi dire che senza difficoltà non c'è soddisfazione? Ma allora se vai in qualsiasi altro Paese, soprattutto extraeuropeo, non fotografi nulla perché i soggetti sono troppo confidenti? Un saluto Alessandro |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 13:55
“ A questo punto, uscito dall'oasi, mi è venuto spontaneo chiedermi quale fosse la soddisfazione nel fotografare una natura a dir poco addomesticata. „ “ Domenica, per fortuna, vado a farmi una passeggiata in montagna, dove la scorsa settimana una bigiarella mi ha fatto penare per ottenere un ritratto decente e ancor più penare mi ha fatto un organetto, del quale non ho portato a casa nulla, divertendomi, però, davvero tanto. „ Ognuno ha modi diversi di divertirsi. Io personalmente non trovo divertente proprio per nulla fotografare qualsiasi animale (e, sempre personalmente, tutte le varie foto di avifauna non mi fanno altro effetto che generare dei grossi sbadigli), altri invece lo trovano divertente e ricco di soddisfazioni. A me piacciono i ritratti (di persone), altri li troveranno pallosi, triti, ritriti, visti e rivisti: ma nessuno ha ragione (o torto), semplicemente come detto sono gusti. |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 14:01
Se non trovate divertente e interessante fotografare la natura si può sempre cambiare genere. Non è necessario porsi sempre domande inutili :-) |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 14:06
Forse più che sulla parola "avifauna" bisognerebe concentrarsi su "soddisfazione". Che non è uguale per tutti, e che solitamente ha bisogno ogni volta di alzare un pò l'asticella della difficoltà per soddisfarla. Quindi, e mi rivolgo all'autore, la tua asticella ha bisogno di maggiori difficoltà rispetto a fotografare soggetti in una sicura oasi. |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 14:10
Io la penso ESATTAMENTE come te. La domanda non è inutile, primo perchè "la fuori" c'è un sacco di natura che ha bisogno di una mano, aree snobbate, oasi non produttive ne monitorate. Io ne seguo 4, ed io e il mio gruppo siamo l'unica fonte di informazioni per quel che riguarda la situazione ambientale. E' lo scopo che fa la differenza, un martino fotografato all'oasi vale ZERO da un punto di vista naturalistico, un martino fotografato in un laghetto appena frutto di ripristino ambientale, dopo magari un disastro (tipo sversamento di liquami, rifiuti, inerti) che sopravvive e si riproduce ha un gran valore, locale forse...ma sempre un gran valore. Se poi la foto la fai anche bella allora tutto prende forma...Non arrenderti, c'è tanto da vedere e di che gioire basta pensare fuori dagli schemi... |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 14:20
E' tutto molto soggettivo, è vero. La foto agli animali è quel qualcosa che mi ha fatto avvicinare alla fotografia, ancora un bel po' di anni fa... però poi ti rendi conto, o almeno così è successo a me, che se quelle foto non le usi per raccontare qualcosa che vada oltre la descrizione della belva in questione... beh, te ne fai poco. Sul fatto che troppo facile sia, come dire, troppo scontato e quindi poco soddisfacente ti do in parte ragione. Esempio: abito in collina, zona che si sta lentamente riempiendo di boschi, laddove un tempo c'erano prati e pascoli. Da qualche anno a questa parte i caprioli sono diventati la norma, e un paio di settimane fa ho incrociato il primo cervo. Da casa mia, se guardo a destra c'è una coppia di caprioli che fotografare è arduo: si accorgono di te appena esci dalla porta di casa e ti seguono attenti. Appena entri nel campo loro, più o meno tranquillamente si dirigono verso la macchina. Invece, se vado a sinistra, c'è un capriolo maschio a cui riesco ad arrivare a nemmeno 20 metri... lui sta lì e bruca tranquillo. Bene: fotografare la coppia sospettosa è molto più gratificante! Devi avvicinarti non visto nè sentito, scattare in velocità per approfittare del momento in cui si stanno rendendo conto che gli sei arrivato addosso e non sono ancora scappati. Forse è il nostro atavico istinto di cacciatori che riemerge, solo non abbiamo un'arma, ma una macchina fotografica! |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 15:21
Personalmente ho acquistato la mia prima reflex proprio per tentare di fotografare animali. Inizialmente non sapevo ben da che parte iniziare, ma avevo solo una gran voglia di fotografare qualsiasi tipo di soggetto volante. Ben presto ho incominciato ad informarmi qui sul forum, e ho iniziato con il primissimo posatoio con relativa mangiatoia dietro casa mia. Non immagini nemmeno la soddisfazione quando ho fotografato "decentemente" per la prima volta una semplice cinciallegra Anche se il soggetto è più che comune, veramente, mi ha dato un'enorme soddisfazione. Poi ho continuato la mia esperienza facendo altri posatoi e appostandomi con il capanno mobile, ed infine ho fatto un capanno fisso. Nonostante i soggetti siano attirati con il cibo, non è per nulla facile fotografarli in maniera impeccabile, e ogni soggetto nuovo che arriva è sempre una sfida. Chiaramente mi devo accontentare di quello che c'è.. Non ho mai messo piede in un'oasi..anche se devo ammettere che avrei una voglia matta di fotografare un martino.. ma preferisco andare a cercarmi il soggetto e fotografarlo dove e come voglio io.. questa sarebbe un'immensa soddisfazione! |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 15:53
Intanto grazie a tutti per le velocissime e interessanti risposte. @Alessandro (Alemat73) e Domenik Il senso del topic è di condividere impressioni e stimolare riflessioni e, a quanto vedo dalle risposte arrivate, noto che qualcosa è venuto fuori. @Ologlass Quello che dici è vero. Vicino a Chioggia c'è un'area di fitodepurazione, costruita una quindicina di anni fa per depurare in modo naturale le acque di un fiume prima di essere immesse nella laguna di Venezia. A mano a mano che la natura ne ha preso possesso, gli animali hanno cominciato ad arrivare ed ora se ne possono trovare parecchi. Non c'è nulla di organizzato, non ci sono capanni e neppure rametti appositamente predisposti per far posare i martini o i gruccioni e ti devo dire che fotografare una sterna o un airone rosso lì, anche se lontani, è molto più divertente che farlo in un'oasi dove è tutto predisposto per i fotografi. @Gianluca_m Prendo da te due spunti. Il raccontare è essenziale. Quando guardo la foto di un animale, oltre alla foto in sé stessa, sono sempre interessato a sapere dove e quando è stata scattata. Non tanto per poter andare io in quel posto e trovare l'animale in questione, ma per sapere che in quella data area e in quella stagione l'animale era presente. Fa parte della conoscenza del territorio, un sesso che noi stiamo perdendo, ma che invece un tempo faceva parte del bagaglio culturale di ciascun uomo. L'incontro. Per me la foto agli animali è il ricordo di un incontro, di un breve momento nel quale io e l'animale siamo venuti in contatto e abbiamo interagito. |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 15:59
Si fa un favore alla natura anche semplicemente postando una foto ben fatta sul proprio profilo Facebook o altro. C'è gente che non ha mai visto un pollo, figurarsi un martin pescatore da capanno affollato. |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 16:01
@Alan220387 Non mi sono mai avventurato nella costruzione di un capanno, ma sono sicuro che tra quello che fai tu e il fotografare i pennuti in un'oasi debitamente predisposta ci sia una differenza abissale. Quando riuscirai a conquistare il martino col tuo appostamento vedrai che, al di là della qualità della foto, avrai fatto un capolavoro. |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 16:05
Beh, diciamo che anche nel mio caso faccio delle strutture (Posatoi e capanno) debitamente predisposte.. so che a molti il genere di fotografia da appostamento attirando i volatili con il cibo non piace..ma bisogna un attimo fare i conti con le proprie possibilità.. non tutti hanno giornate intere da dedicare a questa passione..quindi predisponendo una zona il tutto diventa più facile.. anche se ti posso garantire che di ore bisogna investirne veramente moltissime tra la preparazione ed il mantenimento della zona. ...però secondo me anche questi preparativi fanno parte del gioco.. |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 16:19
Proprio oggi ho pubblicato una foto di un chiurlo fatta a Cona. Io credo che l'isola sia un vero paradiso non solo per i fotografi, ma anche per tutti i visitatori. Vedere gli animali nel loro ambiente e in tranquillità per un ragazzino credo sia qualcosa di impagabile (per me lo sarebbe stato!). Fotografare i gruccioni è bello la prima volta, poi è molto più bello scoprire nuove specie mai viste (come il chiurlo che dicevo). Io il mignattaio non l'ho mai visto e, sapere che lì si può trovare mi basta per trovare qualche ritaglio di tempo (di sera) quando sono da quelle parti e tornarci. Anch'io ho più soddisfazione nel beccare un fanello sul Grappa, tuttavia non disdegno i posti ben tenuti come Cona. Per cui ben vengano le oasi e ben vengano i fotografi che in esse trovano soddisfazioni. Ciao |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 17:54
Lupolu io credo che tu abbia ragione....è te lo dice uno che abita nell'entroterra siciliano dove la fauna in pratica quasi non esiste....dopo ricerche durate tempo ho trovato un laghetto naturale in mezzo al bosco, dove per caso sentii dei versi.....dopo vari appostamenti scoprii un paio di anni fa la presenza di un martin pescatore femmina....ho passato ore e ore in un capanno mobile cercando di fotografare il mio primo martino.....dopo mesi ho fatto la mia prima foto appena decente....ma non sai la soddisfazione dopo la fatica e la preparazione! |
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inviato il 03 Luglio 2015 ore 18:08
Perdonatemi tutti ma che o grucioni sono confidenti con l uomo è una c....ta pazzesca.lo sono tutti quelli ben nutriti nelle oasi . Provate a cercare un gruppo indipendente che si scava da solo le tane sulle rive del tagliamento e del Piave. Contate quante sono le sentinelle e provate a sfuggire alla loro continua veglia mediamente sono 1/5 del gruppo presente e se uno lancia l allarme per almeno mezz ora non tornano al nido figuriamoci poi con che conseguenze nel periodo in cui devono imbeccare i piccoli. Quindi per l amor del cielo la finiamo con questa leggenda metropolitana che i grucioni sono confodenti!! |
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