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Deserto digitale


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avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2015 ore 13:34    

Google, Vint Cerf lancia l'allarme: "Dietro di noi un deserto digitale, un altro Medioevo. Se tenete a una foto, stampatela"

mi diverte leggere sul forum di tutta questa ricerca di tecnologia per cogliere l'attimo fuggente, di riuscire a immortalare per l'eternità i propri figli con AF ad inseguimento all'ultimo grido, per poi? lasciare ammuffire centinaia di migliaia di foto su un harddisk...
Per chi non stampa dedico questo bel articolo

La tecnologia digitale rischia di trasformare il ventunesimo secolo in un nuovo Medioevo, un'epoca quasi inaccessibile alla storia. Un allarme paradossale, ancora di più considerandone l'origine: il Dottor Vinton "Vint" Cerf, uno dei "padri di internet", oggi vicepresidente di Google, dove lavora da dieci anni con la carica di "Chief Internet Evangelist" (letteralmente, Evangelista-Capo di Internet). Bene, ora Cerf ci mette in guardia sul "buco nero" verso cui, inconsapevolmente, ogni giorno spingiamo i nostri documenti più cari e importanti: testi, fotografie, video che parlano delle nostre vite, ma anche documenti legali, testimonianze, informazioni preziose per chi ? nel secolo prossimo o in quelli a venire ? cercherà di capire qualcosa di noi e della nostra storia. Ritrovandosi con un pugno di mosche in mano, a meno che il concetto di "preservazione digitale" non entri alla svelta nei nostri cervelli.
La questione, ha spiegato Cerf nel corso del meeting annuale della American Association for the Advancement of Science, è presto detta: via via che i sistemi operativi e i software vengono aggiornati, i documenti e le immagini salvate con le vecchie tecnologie diventano sempre più inaccessibili. Nei secoli che verranno, gli storici che si troveranno a guardare indietro alla nostra era potrebbero trovarsi davanti a un "deserto digitale" paragonabile al Medioevo, un'epoca di cui sappiamo relativamente poco a causa della scarsità di documenti scritti.

"Pensando a 1000, 3000 anni nel futuro, dobbiamo domandarci: come preserviamo tutti i bit di cui avremo bisogno per interpretare correttamente gli oggetti che abbiamo creato? Senza neanche rendercene conto, stiamo gettando tutti i nostri dati in quello che rischia di diventare un buco nero dell'informazione", ragiona il numero due di Google. "Nei secoli a venire chi si farà delle domande su di noi incontrerà delle enormi difficoltà, dal momento in cui la maggior parte di ciò che ci lasceremo dietro potrebbe essere solo bit non interpretabili".
Il problema ? fa notare britannico The Guardian ? è già qui. Negli anni Ottanta, era routine salvare i documenti sui floppy disk, caricare il videogioco "Jet Set Willy" da una cassetta al Sinclair ZX Spectrum, uccidere alieni con un joystick Quickfire II, e avere delle cartucce Atari Games in soffitta. Oggi, anche se i dischetti e le cassette sono in buone condizioni, in molti casi l'equipaggiamento necessario per utilizzarli si trova principalmente solo nei musei.
Detto in altri termini, il digitale ci ha sedotto con l'idea che il bit sia immortale, motivo per cui quando abbiamo qualcosa a cui davvero teniamo, corriamo subito a digitalizzarlo: foto, vecchi filmini di famiglia, lettere d'amore, documenti notarili, eccetera. Peccato, però, che anche i bit possano "marcire" e "putrefarsi" (Cerf parla espressamente di "putrefazione dei bit") se leggerli diventa tecnicamente impossibile.


FONTE: m.huffpost.com/it/entry/6677452

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2015 ore 16:10    


avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2015 ore 16:11    

per concludere, andate direttamente al minuto 7:10 !!

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2015 ore 16:28    

Pensando a 1000, 3000 anni nel futuro, dobbiamo domandarci: come preserviamo tutti i bit di cui avremo bisogno per interpretare correttamente gli oggetti che abbiamo creato?


Non so cosa ne rimarrebbe esattamente di una stampa fra 3000 anni ........ a meno di incidere il tutto sulle pietre ...... eppure anche per le pietre il pericolo c'è, basti pensare a tutto quello che stanno distruggendo quei pazzi nel nord africa .....

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2015 ore 16:31    

Nel frattempo UPS, backup su hard disk con raid 1 e, almeno una volta l'anno, stampa del best of!;-)

avatarsupporter
inviato il 17 Giugno 2015 ore 21:34    

I dati sono in formato binario, se il supporto è rimasto integro, e se sarà rimasto in uso appunto il sistema binario, secondo me un modo lo troveranno. Magari mi sbaglio eh...

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 9:55    

W la stampa. Vedere le foto su pc senza stamparle è onanismo digitale.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 10:01    

Ultimamente sto facendo dei lavori con consegna di parecchie stampe.
Visto che il prezzo a foglio cala col numero ne sto approfittando per farmi un piccolo archivio cartaceo.
Su carta é tutta un'altra cosa. Non credo che dureranno mille anni ma alcuni momenti personali meritano di restare impressi il più possibile.

avatarjunior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 10:07    

Un importante, quanto abile, fotoreporter della mia zona suole dire (ed a ragione):
"Mantenete un certo distacco dalle vostre foto. Le più belle potranno anche finire su un quotidiano in prima pagina, ma il giorno dopo con quelle pagine i pescivendoli c'incarteranno il pesce".
Per personalissima opinione l'illusione di voler rendere qualcosa eterno è tipicamente umano e inutile.
E' soddisfare il proprio ego il più delle volte.
L'autocelebrazione con i propri feticci non si allontana molto dall'onanismo, anzi.
Comunque, opinioni.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 10:11    

Vedere le foto su pc senza stamparle è onanismo digitale

MrGreen

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 10:13    

Per personalissima opinione l'illusione di voler rendere qualcosa eterno è tipicamente umano e inutile.

A me basta che arrivino a quando avrò l'Alzheimer e commenteró negativamente le mie stesse foto.
Di sicuro non voglio fare la fine di tanti che conosco che si sono appoggiati in tutto al digitale (senza backup) e hanno perso tutte le foto importanti in tragici incidenti informatici.
E in linea di massima le foto in archivi digitali non vengono più guardate.
Con gli album e' diverso.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 10:24    

Io ho tante foto stampate e ancor di più Dia.

Li sono, e li restano.................


Tempo fa, ricordo, una vecchietta che era già vecchietta quando ero giovane. (25anni fa)

Ogni mattina, fino a poco tempo fa, quando uscivo per andare a lavorare, la vedevo li sul Balcone..........

Insomma, è passata..................

Tempo 2 settimane.............. appartamento svuotato, mobilio vario ecc. ecc. gettato in un camioncino e Via................


Non credo che, quando sarà la Mia ora, le mie foto e DIA, facciano una fine diversa;-)

avatarjunior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 10:26    

E' una forma mentale. Comunque ribadisco è tutto relativo. Ogni persona ha il suo modo di percepire la fotografia, propria e quella degli altri, così come ha il proprio modo di conservare i ricordi, Alzheimer permettendo.
Nulla di sbagliato.
Solo trovo eccessivo definire onanismo digitale l'abitudine di non tenere copia cartacea degli scatti. Forse si potrebbe fare lo sforzo di allargare un po' le proprie vedute e considerare anche che ci sono persone con filosofie diverse dalla nostra, che non provano il morboso desiderio del vanagloriarsi.
Personalmente dopo un po' cancello tutto dall'hard disk e dal forum, senza che rimanga nessuna traccia delle foto, non so perché. Non che valgano poi.
Solo per sottolineare che se proprio qualcuno ha l'urgenza di avere la carta per pulire i risultati dei propri di onanismi, non ha la necessità di svilire il fotografo "a impatto zero".
Grazie

avatarjunior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 12:44    

Probabilmente nessuno di noi sarà Vivian Maier ma io non penserei in maniera così scontata che le nostre foto siano gettate nel primo cassonetto.
Per chi non sapesse la storia di Vivian Maier qui può trovare alcune info: www.vivianmaier.com/about-vivian-maier/

In breve un giovane giornalista ha stampato le sue foto dopo la morte della fotografa e ha creduto nelle sue foto.

Personalmente credo e spero che i nostri figli e nipoti non gettino le nostre foto, soprattutto se belle, al secchio.

Ci sono gruppi su facebook che parlano del mio quartiere di roma, con foto scattate tanti anni fa in bianco e nero. Foto che sono testimonianze della vita dell'epoca e di come è cambiato il quartiere nel tempo.
Mio padre ha trovato addirittura una foto di mio nonno di quando aveva 11 anni, e lavorava nelle cave di sampietrino. Non vi sto a dire l'emozione negli occhi di mio padre nel vedere una foto che per altri è una semplice foto di gruppo...
Ci sarà qualcuno per il quale almeno una foto sarà tanto importante da volerle conservare. Poi ovvio se parliamo di 1000 anni... forse siamo un po troppo ottimisti!!

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2015 ore 14:38    

Un importante, quanto abile, fotoreporter della mia zona suole dire (ed a ragione):
"Mantenete un certo distacco dalle vostre foto. Le più belle potranno anche finire su un quotidiano in prima pagina, ma il giorno dopo con quelle pagine i pescivendoli c'incarteranno il pesce".
Per personalissima opinione l'illusione di voler rendere qualcosa eterno è tipicamente umano e inutile.
E' soddisfare il proprio ego il più delle volte.
L'autocelebrazione con i propri feticci non si allontana molto dall'onanismo, anzi.
Comunque, opinioni
.

Da "tifoso" della foto fruita su stampa cartacea.. potrebbe essere un controsenso ma sono pienamente d'accordo, specialmente con l'ultimo passaggio.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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