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inviato il 11 Giugno 2015 ore 20:14
Mi sono resa conto che tra le mie foto, quelle che mi piacciono di più e alle quali sono più legata, sono quelle inaspettate. Spesso mi capita di fare uscite mirate, con attrezzatura al completo al seguito, per poi tornare a casa un po' delusa, perchè la luce non era ottimale, o la location non al meglio o forse perché avevo aspettative troppo alte. Poi invece ci sono le uscite "senza pretese", tipo una passeggiata con gli amici con macchinetta piccola al seguito (Fuji X E1 con obiettivo kit 18-55) e finisce che mi diverto di più, che magari ci scappa qualche foto interessante! Voi come la pensate? |
user46920
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inviato il 12 Giugno 2015 ore 18:38
Certo, capita ... anzi, di solito è così: ... quando andavo a ballare per divertirmi con gli amici, capitava sempre qualche donna a rovinare la festa  Il bello dell'amatore è l'istintività e la fortuna o il fato ... il non dover per forza portare a casa qualcosa, ma il prendere quello che c'è. Il trucco e parrucco, le luci e gli sfondi o le locations, sono espedienti fiction per lavorare in maniera controllata, secondo un budget, un progetto, ecc ... la vita vera è diversa dai film !!! ... è molto più bella |
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inviato il 12 Giugno 2015 ore 18:54
Capita spesso anche a me |
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inviato il 12 Giugno 2015 ore 23:32
Forse è l'anima del dilettante che reagisce allo... stupore. Una foto programmata, studiata e realizzata con pervicacia ti darà soddisfazione per l'obiettivo raggiunto ma non facilmente ti stupirà... Uso il tu generico, ma vale assolutamente anche per me... |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 0:15
Concordo con soulwoman e (ovviamente) con L'occhiodelcigno. E' la vita! La vita che è viva e che cambia ogni momento. E poi dico evviva l'onestà! Statisticamente parlando penso che capiti e sia capitato anche ai più bravi e quotati fotografi, solo che spesso non viene detto! |
user46920
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 2:53
“ Una foto programmata, studiata e realizzata con pervicacia ti darà soddisfazione per l'obiettivo raggiunto ma non facilmente ti stupirà... „ giusto ... è molto vero anche questo: per arrivare ad un risultato buono è necessaria la capacità appropriata e qui c'è solo soddisfazione e consapevolezza, non stupore !!! |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 4:08
Beh si può assistere ad una situazione "straordinaria" anche se si sta scattando ben appostati e attrezzati (sto parlando, ad esempio, della foto naturalistica). |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 7:37
La sensazione dell'amatore che torna a casa con una gran foto dopo un'uscita "casuale" si può riassumere con l'orribile neologismo "serendipitá". Penso però che queste foto siano "diverse" solo per l'autore mentre chi le osserva dall'esterno non coglie queste sensazioni, un po' come le foto naturalistiche: il lettore di NG non vede i giorni di viaggio e appostamento, lo studio della specie e del luogo e tutte le difficoltà affrontate. Ma alla fine da fotoamatore la parte più importante è la soddisfazione personale. |
user46920
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 12:32
Vuoi dire cha la "bellezza" della foto non è mai oggettiva, ma solo soggettiva del fotografo, che si sente soddisfatto o stupito del risultato ??? |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 13:42
“ Vuoi dire cha la "bellezza" della foto non è mai oggettiva „ Questo è poco ma sicuro. Il fatto di stupirsi del risultato di una foto che non si è cercata è un valore aggiunto che conosce solo il fotografo. |
user46920
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 13:56
“ " Vuoi dire cha la "bellezza" della foto non è mai oggettiva" Questo è poco ma sicuro. „ Quindi una foto vale l'altra e tu per inserirle nelle tue gallerie usi la monetina ?? ... o i dadi, per rendere più interessante la scelta Se te le valuta una persona "bendata", un fotografo o un critico d'arte, è la stessa cosa ??/!! ... Come si fà a dire quale foto è migliore ??? Basta indicare quella che non ti aspetti !!!   |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 14:58
Penso sia normale e che succeda un po' a tutti realizzare per caso delle foto bellissime che trasmettono qualcosa di particolare rispetto a quelle "programmate" e/o "preparate". D'altra parte credo che l'essenza della fotografia sia proprio quella di dare l'opportunità di vedere a posteriori ciò che magari non siamo riusciti a vedere e cogliere nell'istante in cui la fotocamera ha "fermato" quel determinato momento-situazione. Si può anche essere dei buoni osservatori ma può succedere di essere distratti da un soggetto o scena che reputiamo "principale" quando più in là, comunque sempre dentro la scena che stiamo riprendendo, c'è o succede qualcosa di molto più interessante. E in più la fotografia ci da, eventualmente, l'opportunità di "interpretare" in modo diverso lo stesso momento-scena a distanza di tempo... "Credevo fosse amore invece era un calesse" diceva Massimo Troisi. |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 14:59
No, non mi sono spiegato. La foto che tu indichi come "bella" può non esserlo per qualcun altro, pur considerando tutti i canoni di bellezza di sto mondo. E questo e' un discorso. Poi c'è anche il lato emotivo personale per cui una foto può diventare "speciale" solo per chi l'ha scattata. |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 15:12
“ Mi sono resa conto che tra le mie foto, quelle che mi piacciono di più e alle quali sono più legata, sono quelle inaspettate. „ Così è anche per me. Infatti esco sempre con qualcosa che può fotografare, un tempo con una compattina e ora con la Nex. Per fare un esempio, il 29 giugno del 2007 ero a Venezia dove mi reco spesso per lavoro. A un certo punto, ricordo che stavo camminando dalle parti di San Marco, mi telefona una amico e collega, che all'epoca era responsabile tecnico del cantiere di restauro della cupola di Santa Maria della Salute, per invitarmi in cima all'impalcatura. Grazie alla compattina Fuji che avevo con me ho scattato parecchie foto, alcune delle quali le ho messe all'inizio di questa galleria: www.juzaphoto.com/me.php?pg=103306&l=it Se avessi saputo in anticipo di quest'occasione mi sarei paortato a Venezia la mia "storica" Nikon FE con la solita tripletta di fissi e qualche rullino di Kodachrome (si trovavano ancora, McCurry avrebbe usato l'ultima due anni dopo). Ma se non avessi avuto con me la compattina mi mangerei ancora le mani per essermi perso quegli scatti, che tra l'altro per un trenta o quarant'anni (fino al prossimo restauro) nessuno potrà eseguire a meno di usare un drone. |
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inviato il 13 Giugno 2015 ore 15:17
Se il fotografo non sa cogliere il momento che vive, attraverso lo scatto e successivamente esaltarlo con la PP allora si che la foto è totalmente soggettiva. |
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