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ColorMunki Display, qual'è la calibrazione migliore?


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user36994
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inviato il 17 Aprile 2015 ore 7:46    

Buongiorno a tutti,

ho da poco acquistato una sonda di calibrazione ColorMunki Display (quella con scatola gialla e non, purtroppo, la più performante versione 1Pro). Ho provato a calibrare il monitor con un profilo fotografia standard con punto di bianco D65 (e luminanza di destinazione 119.818 cd/m2, se serve dirlo).

Quello che non capisco io è se il monitor era troppo freddo prima, oppure se devo impostare un profilo diverso (standard o avanzato, in ogni caso quali sono i parametri migliori?) o ancora se questa sonda non funziona bene. Lo chiedo perché tutto è diventato molto "giallino".

Ho questo monitor, un LG 21,5'' IPS www.amazon.it/gp/product/B00BBN568Q?psc=1&redirect=true&ref_=o

e il prima/dopo della calibrazione potete vederlo nelle foto che seguono:

PRIMA: s11.postimg.org/xq0met34j/2015_04_16_20_37_32.jpg
DOPO: s12.postimg.org/xbu8i0cot/2015_04_16_20_37_34.jpg

mentre come secondo monitor uso quello del MacBook Pro 13'' middle 2010

PRIMA: s11.postimg.org/5tzj29jwz/2015_04_16_20_53_57.jpg
DOPO: s24.postimg.org/rxj0a4ct1/2015_04_16_20_53_59.jpg

quello che non capisco è, come dicevo prima, se ero abituato ad un monitor troppo freddo, e quindi questi sono i colori reali, oppure se in effetti ho sbagliato ad impostare qualcosa in fase di creazione del profilo. Mi sembra tutto troppo "ingiallito".

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 9:26    

Ti posso dire la mia esperienza: il problema sta nel fatto che per questi monitor diciamo 'economici' la soluzione migliore è scegliere 'punto di bianco nativo'

Probabilmente nessuna delle cromaticità che mostri è corretta, il prima, quella standard dei mac, è un profilo che dovrebbe adattarsi bene al monitor, per i portatili io consiglio di non impazzire troppo e di lasciare il profilo nativo, oppure calibrare appunto con il bianco nativo e luminanza 120 cd/cm2 e gamma 2.2, vedrai che così non noterai troppe differenze.

I colorimetri sono molto influenzati dal riflesso del vetro dei mac e non danno risposte corrette.

per l'altro monitor non lo conosco e non so se il problema è sempre quello. In ogni caso un tentativo con il punto di bianco nativo è sempre da fare.

user36994
avatar
inviato il 17 Aprile 2015 ore 12:26    

Pisolomau, innanzitutto grazie per la risposta. Prima di procedere, a questo punto credo sia necessario fare qualche domanda.

Ho eseguito la calibrazione Fotografia Standard, senza impostare nulla. Per fare quello che dici tu, devo andare su Fotografia Avanzata, dove posso per l'appunto selezionare Nativo anziché D65 come punto di bianco. Quello che mi chiedo è: questa impostazione è migliore?

Mi spiego meglio (e correggimi se sbaglio senza problemi). Se non ho fatto un acquisto sbagliato, il ColorMunki Display (così come qualsiasi altro colorimetro) serve per calibrare il monitor con i colori "reali", in modo che, ad esempio, il rosso che vedo su schermo, sarà lo stesso identico rosso che troverò in fase di stampa della stessa immagine per mezzo di una stampante, anch'essa opportunamente calibrata con uno spettrofotometro, ovviamente. In questo modo, con un monitor calibrato, posso post-produrre le mie fotografie con saturazione, contrasto e tutti gli altri parametri che ritengo migliori e che vedo su schermo e ritrovarmeli nella fotografia stampata.

Quindi...se con la modalità standard esce fuori un punto di bianco D65 mentre con l'altro sistema esce un punto di bianco "Nativo", questa differenza, da quel che ho capito dalle tue parole, cambia molto la resa finale del monitor? e se si...quale dei due sistemi è il migliore per la post produzione in previsione di stampa? Quello che sto cercando di fare con questa sonda è praticamente calibrare il monitor principale (quello del macbook sinceramente mi interessa relativamente, lo ho mostrato per completezza) per far sì che io possa fare il ritocco che desidero, salvare la foto in un supporto esterno, andare da un fotografo che stampa le foto e dirgli: stampami questa foto, ho post-prodotto con punto di bianco D65 (o "Nativo" o quello che sarà) quindi calibra la tua stampante con questo parametro prima di stamparmela.

Funziona così? O non ci ho capito niente?

Il mio dubbio sull'ingiallimento nasce dal fatto che:

1- ho problemi alla vista e il bianco che io vedo giallino, in realtà è bianco puro
2- è realmente troppo giallo e mi creerà problemi in fase di post-produzione in previsione di stampa
3- è giallino ma dev'essere così perché i colori che vedrò comunque su schermo saranno gli stessi che vedrò in stampa (quindi se voglio una foto più calda magari mi va bene già così)

In definitiva a questo punto vorrei sapere, se tu o qualcuno sa aiutarmi, quali sono i parametri che io posso e DEVO impostare sul ColorMunki Display per far sì che io abbia un monitor calibrato per un'eventuale stampa da chi di dovere, al quale dovrò presumo comunicare dei valori per sistemare la stampante prima di procedere (e se è così, quali dovrò comunicargli?)

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 13:56    

Calibrare lo schermo non serve per avere corrispondenza in stampa. Questo è un errore comune, in poche parole e molto sinteticamente: ci può essere solo una relazione tra l'immagine e quello che vedo a monitor e anche tra l'immagine e quello che stampo. Se mi limito a clibrare il monitor non è sufficiente per avere una buona corrispondenza in stampa, per avere una correlazione con la stampa devi avere sotto controllo anche questa.
Maggiori particolari a questo LINK

La creazione del profilo ICC di un monitor (che in realtà coinvolge anche la scheda video del computer) è la fase finale di un processo che si svolge attraverso tre fasi:
1.calibrazione del monitor;
2.caratterizzazione del monitor;
3.profilazione del monitor.

la prima fase è quella che interessa te, il resto lo fa il sw. Quindi tu devi impostare nel punto 1 il tuo sw in modo avanzato, lasciando quindi che ti consenta, attraverso i controlli OSD del monitor, di regolare la cromaticità del bianco e la luminanza, in modo che siano il più vicino possibile al target che hai scelto. Nel macbook potrai regolare solo la luminanza perchè mamma apple non da accesso a nessun altro controllo.

Quale è il target? Lo decidi tu, non esistono valori ideali, ma solo indicazioni: ad esempio normalmente per il fotoritocco si utilizza D65, da 100 a 120 cd/m2 e gamma 2,2.

Non fidarti dei tuoi occhi, l'adattamento al bianco ci porta a riconoscere come tale anche quello che bianco non è, per questo non hanno senso le calibrazioni occhiometriche.

Dammi retta, fatti prima una piccola lettura partendo dal link sopra, poi usa il sw x-rite in modo avanzato, vedrai che dopo alcune prove le cose si chiariranno.





avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 13:56    

Sono stato volutamente sintetico, ma sei altre domande chiedi pure ;-)




avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 15:08    

Mi spiego meglio (e correggimi se sbaglio senza problemi). Se non ho fatto un acquisto sbagliato, il ColorMunki Display (così come qualsiasi altro colorimetro) serve per calibrare il monitor con i colori "reali", in modo che, ad esempio, il rosso che vedo su schermo, sarà lo stesso identico rosso che troverò in fase di stampa della stessa immagine per mezzo di una stampante, anch'essa opportunamente calibrata con uno spettrofotometro, ovviamente. In questo modo, con un monitor calibrato, posso post-produrre le mie fotografie con saturazione, contrasto e tutti gli altri parametri che ritengo migliori e che vedo su schermo e ritrovarmeli nella fotografia stampata.


Ma anche no... che significa colori "reali" ? i colori non esistono.
La relazione colorimetrica non è tra stampante e schermo, mai. Inoltre sono due periferiche diverse, una a sintesi additiva e una a sintesi sottrattiva, una emissiva e una riflessiva.

La prima cosa che devi fare è acquisire i rudimenti della gestione colore. Non è difficile credimi.
Poi scegli una condizione di partenza per la calibrazione degli schermi.

La combinazione che ti ha detto Pisolomau è quella più usata universalmente.
Se il tuo monitor ha controlli osd la calibrazione avviene in hardware per la luminanza e il punto di bianco, mentre la TRC è raggiunta dalle LUT della scheda video.
Nei dispositivi Apple le cose vanno peggio, puoi regolare solo la luminanza e in modo non molto preciso; il punto di bianco e TRC sono raggiunti usando le LUT della scheda video.

Se il tuo workflow interessa entrambi i monitor alternativamente calibrali entrambi con gli stessi parametri.
Se la calibrazione avviene nel modo corretto la cromaticità del bianco deve apparire sostanzialmente identica; se così non fosse significa che lo strumento non legge in modo corretto.
Quando esegui la calibrazione cerca di stare in penombra, senza luci dirette sullo schermo, specialmente per i monitor lucidi e con vetro sopra.

Due monitor calibrati e profilati NON diventano identici, la differenza hardware tra i due permane; il gamut dei pannelli non è mai identico per cui i colori (specie quelli vicini ai bordi del gamut) possono apparire diversi.

Se stampi ricordati che solitamente i profili per la stampa sono fatti per un illuminante D50, quindi la stampa deve essere vista sotto un illuminante della stessa natura. Sono da evitare le lampadine a tungsteno e led, molto meglio le alogene. Altrimenti la cara vecchia luce solare diffusa.

user36994
avatar
inviato il 17 Aprile 2015 ore 18:17    

Grazie Pisolomau per il link, eccetto la sezione con la calibrazione con i vari gingilli, mi sono letto tutto. Grazie anche a te Raamiel anche se, sicuramente per la mia forte ignoranza in materia, non ci ho capito molto di tutto il discorso.

Quello che ho compreso con i link sopra (ed anche qui, correggetemi se sbaglio) è che calibrare un monitor non serve a visualizzare immagini "più fedeli all'originale", non serve ad avere belle stampe, non migliora un monitor di qualità scadente e non rende il mio monitor uguale a quello di un'altra persona. Serve semplicemente a profilare il monitor. La prima domanda a questo punto è: a cosa mi serve profilare il monitor?

La seconda domanda, per me più importante, è a questo punto fuori dall'argomento calibrazione monitor ma la faccio qui perché è la domanda che mi sono fatto prima di prendere la sonda ed alla quale, cercando in rete (compreso su questo forum in diversi post) ho trovato risposta nel "comprati la sonda". La domanda è: come posso fare io, comune mortale, a post-produrre una fotografia secondo il mio gusto per poi prenderla e portarla a stampare da un fotografo che ha strumentazione e tutto ciò che io, per mancanza di soldi, spazio e risorse, non posso e non voglio avere?

Quello che voglio in definitiva fare è: scattare una foto in RAW, scaricarla sul computer, sistemarla con Lightroom, inserirla in una chiavetta USB, portarla da un professionista che, pagandolo, me la può stampare (e fino a qui ci sono) ed ottenere da lui un risultato che sia il più fedele e vicino a quello che io vedo sul monitor. C'è un qualcosa che devo dire a lui di fare, qualche file che può essergli utile per permettergli di impostare la sua stampante per essere "momentaneamente compatibile" con le mie foto? Probabilmente - o almeno spero - profilare il monitor fa parte di questi passaggi, altrimenti sarebbe senz'altro più difficile ritoccare una foto e sperare che venga uguale in stampa visto che i monitor, non calibrati, mostrano colori decisamente diversi tra loro, per non parlare di saturazione, contrasto e quant'altro.

Spero di aver fatto capire dove vorrei arrivare con le mie fotografie, a questo punto, con o senza sonda.

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 18:35    

a cosa mi serve profilare il monitor?


A portarlo ad uno stato noto. Quale? Dipende, ma è una tua scelta. Mentre la versione "out of the box" è una scelta del produttore.


In omaggio, il solito link marcoolivotto.com/dobbiamo-fidarci-del-nostro-monitor/


user36994
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inviato il 17 Aprile 2015 ore 19:07    

Grazie per il link Shambola, anche qui mi sono letto tutto, la domanda fondamentale si legge solo sul finale:

"Un monitor correttamente profilato riproduce perfettamente il colore di un'immagine? Risposta: No. La profilazione serve a garantire che il monitor riproduca il colore al meglio delle sue possibilità, a seconda di come è impostato e di quelli che sono i suoi limiti."

A questo punto, sulla base di ciò, mi chiedo a che serva profilare un monitor, ovvero portarlo ad uno stato noto, quando le condizioni sono quelle descritte sopra, ovviamente sempre in termini di stampa.

Resta inoltre aperta la seconda domanda, la più importante.

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 19:13    

Ciao io ho il colormunki da tempo, acquistato a seguito di un workshop su LR e colore.
il docente, contattato in seguito per lo stesso problema che hai maifestato tu, mi ha consigliato con monitor modesti e non professionali di utilizzare il punto del bianco e la luminanza nativi, perchè "forzarli" date le prestazioni limitate potrebbe produrre effetti non positivi per il risultato.
Ad ogni modo i monitor mi pare che mediamente siano impostati di fabbrica su tinte piuttosto fredde. usare un bianco a 6500K fa sembrare tutto giallino, ma in realtà se guardi le foto e non le finestrine di windows la differenza non la noti. Anzi, a me, pare tutto più naturale.
In ultimo se hai 2 monitor diversi (io in ufficio ho 2 monitor) puoi "armonizzare" il secondo sui parametri del primo (te lo chiede il software). Non saranno uguali, ma diciamo che diventano della stessa parrocchia ;)

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 19:14    

La profilazione del monitor serve a tracciare una mappa delle capacità di quel dispositivo.
La calibrazione è una fase discinta dalla profilazione e serve per cambiare lo stato della periferica.

Quindi; prima calibri lo schermo e lo porti in uno stato noto da te stabilito. Questo stato può essere scelto in modo arbitrario, ma ci sono impostazioni utili e raccomandate per certi scopi.
Per la post produzione fotografica, in genere, si usano i parametri che già ti ha detto Pisolomau.

Una volta calibrato il monitor varia la sua natura e il suo comportamento, quindi va caratterizzato e profilato. sono due fasi discinte anch'esse ma spesso si semplifica dicendo solamente profilare.
La profilazione non cambia quello che è il monitor, non lo rende migliore e neppure diverso. Ma lo rende prevedibile; vale a dire che una certa applicazione che compensa a monitor sa come comportarsi per visualizzare, nei limiti hardware, i colori con la giusta conversione colorimetrica (o anche non colorimetrica).

Tutto questo sbattimento quindi serve per minimizzare, quanto più possibile, la deriva della periferica. In modo che il monitor, detto in modo molto maccheronico, non ci metta del suo.
Ovviamente migliore è il monitor e minore sarà la possibilità che esso sia limitante o fuorviante.

Riassumendo:

La calibrazione modifica la periferica e la qualità della calibrazione è la misura del minimo errore ottenibile.
Quindi, se ad esempio scegli il bianco D65, l'errore sarà la distanza tra questo dato ideale e la cromaticità del bianco raggiunta dallo schermo.

La profilazione descrive lo stato attuale della periferica e la sua qualità è la misura della predittività delle coordinate colorimetriche.

Esempio spiccio:

Mettiamo che Photoshop debba rappresentare a monitor la coordinata RGB 177.17.118 dello spazio AdobeRGB.
Il primo passaggio è tradurre quella coordinata RGB nel valore colorimetrico del PCS, che in questo caso è XYZ.
Tale conversione è fatta basandosi sul profilo incorporato all'immagine.

RGB 177.17.118 (AdobeRGB) = XYZ 0.301157 0.152687 0.144519

Ora Photoshop deve ricavare il valore RGB da inviare allo schermo che corrisponde a quelle coordinate XYZ; questa conversione è fatta sul profilo dello schermo attualmente in uso.

Sul mio ottengo :

XYZ 0.301157 0.152687 0.144519 = RGB 187.54.128

Quindi come vedi il monitor non poteva rappresentare direttamente le coordinate RGB presenti nel file, questo avrebbe prodotto un colore random ben diverso da quello voluto.

user62173
avatar
inviato il 17 Aprile 2015 ore 20:53    

Raamiel..............sull'ultima parte non ci ho capito nulla.
Su tutta la discussione ho invece capito che regolarsi il monitor ad occhio
calibrando il tutto in funzione di una sola immagine della quale conosci la resa perchè ovvia....
è la cosa migliore da fare per un fotoamatore.
E per finire ho anche capito che a comprare certi aggeggi a 100 euro l'uno, ci si rimettono soldi e basta !!!

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 21:03    

@I-Felix

mettila così:

terna di partenza che deve essere rappresentata (la tua immagine) RGB 177.17.118 (AdobeRGB)
Terna di arrivo sul monitor che deve tradurre i numeri in impulsi di luce (passami il termine): RGB 187.54.128

come vedi numeri diversi per avere colori uguali (o il più possibile uguali), considera i profili come una sorta di traduttori senza i quali due entità non si capirebbero dando origine a risultati casuali e bizzarri.

Su tutta la discussione ho invece capito che regolarsi il monitor ad occhio
calibrando il tutto in funzione di una sola immagine della quale conosci la resa perchè ovvia....
è la cosa migliore da fare per un fotoamatore.
E per finire ho anche capito che a comprare certi aggeggi a 100 euro l'uno, ci si rimettono soldi e basta !!!


su questo non sono assolutamente d'accordo per una serie infinita di motivi più volte espressi, infine un colorimetro come il color munki è un investimento sicuramente produttivo anche per un semplice fotoamatore.

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 21:10    

C'è un qualcosa che devo dire a lui di fare, qualche file che può essergli utile per permettergli di impostare la sua stampante per essere "momentaneamente compatibile" con le mie foto?


altrochè... dovresti farti dare il profilo della stampante usata, per poi usarlo per eseguire una soft proof predittiva del risultato in stampa, dovresti cioè effettuare una conversione della tua immagine nello spazio della combinazione stampante/carta che verrà usata, utilizzando il relativo profilo ICC che lo stampatore ti ha consegnato.

Solo così potrai predirre ed avvicinare (bada bene avvicinare, non eguagliare) ciò che vedi a monitor con la tua stampa. Come ti dissi nel primo post sono due processi ben diversi e distinti.

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2015 ore 21:19    

Anche io ho il color munki. Il fatto che il monitor calibrato ti sembri giallino é, secondo me, normale. Siamo abituati a monitor impostati di fabbrica a temperature molto fredde, e ci siamo abituati a percepire un azzurrino come il bianco assoluto. Confronta il bianco di un monitor non calibrato con un foglio di carta e vedrai subuto la differenza, mentre dovrebbe sembrarti piu simile al bianco "giallino" che hai ora. Anch'io all'inizio avevo la percezione che qualcosa non avesse funzionato bene con la calibrazione: mi è servito qualche giorno per abituarmi.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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