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Il realismo ingenuo


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user20639
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inviato il 14 Aprile 2015 ore 9:34    

La reale e oggettiva difficoltà di raggiungere una conoscenza completa della realtà naturale, difficoltà che dipende dagli oggettivi limiti storici della capacità scientifica della specie umana. In fin dei conti è solo da qualche secolo che l'uomo fa scienza. Perciò non si capisce la ragione di questa fretta, manifestata soprattutto dai fisici teorici, di trovare la teoria ultima e definitiva che dovrebbe spiegare tutto (in ultima istanza!). La "realtà" e quella di "Conoscenza"?Eeeek!!!

Realtà: "Nel suo significato proprio e specifico il termine designa il modo di essere delle cose in quanto esistano al di fuori della mente umana e indipendente da essa".
"Realismo ingenuo" nel suo senso più dispregiativo.
: "Il problema cui direttamente ha dato luogo la nozione di R. [realtà] è quello della esistenza delle cose del "mondo esterno". Questo problema è nato con Cartesio cioè col principio cartesiano che oggetto della conoscenza è soltanto l'idea".

Così, la realtà del mondo riflessa nell'idea venne capovolta da Cartesio, tanto che, per giustificare la realtà delle cose, egli fu costretto a fare "ricorso alla veridicità di Dio: nella sua perfezione Dio non può ingannarci e non può permettere che ci siano in noi idee che non rappresentano nulla"! E questo è uno dei tanti sofismi costruiti dal pensiero umano ancora incapace di conoscere la realtà.

Comunque, a chiudere la questione, secondo Abbagnano, ci avrebbe pensato il filosofo Heidegger sostenendo che se le cose valgono per la loro utilizzabilità per l'uomo, questo carattere utilitaristico non appartiene alle cose solo in rapporto all'uomo, ma costituisce la loro stessa essenza. Questo filosofo avrebbe avuto anche il "merito" di eliminare il "realismo" in quanto falso problema. Come riassume Abbagnano: "Il problema dell'esistenza del mondo esterno o delle cose si elimina quindi da sé quando sia eliminato il presupposto fallace del "soggetto senza mondo" cioè il presupposto che l'uomo non sia già sempre, e prima di tutto un essere nel mondo".

Insomma, il problema di una realtà esterna alla coscienza verrebbe eliminato dall'analisi di Heidegger, che per Abbagnano ha "mostrato come tale problema sorga dal presupposto di una tesi filosofica infondata, cioè la tesi di un "soggetto senza mondo" o in altre parole da un'esistenza dell'uomo che non consista nel rapporto con il mondo".
Cosa pensate della realtà nell'uso della fotografia?Eeeek!!!

avatarjunior
inviato il 14 Aprile 2015 ore 11:01    

Credo che entrando in rapporto con una "materia" o un "mezzo" che ha particolarità, e valori percepiti, non si possa prescindere dal contesto, ovvero in quella visione della realtà in cui entri e che vuoi far fruire ad altri. Seppure appoggiassi Cartesio, Dio può non ingannarci e può darti una banana a tuo uso, ma sei tu che gli dai un senso di realtà come "materia" o "mezzo"(evitando facili battute sull'utilizzo del tubero).
E sto parlando già di fotografia.
Nella maggioranza delle occasioni quello che "vende"(e non parlo necessariamente di farci denaro, ma semplice apprezzamento), è quello che risulta più "utilizzabile" dalla maggioranza che ha assunto una "realtà" condivisa di cosa sia una "materia" o di come vada utilizzato un "mezzo".

Quindi non puoi uscire fuori dalla realtà percepita se non con un approccio artistico totalitario che voglio imporre la propria "realtà".
Ma alle 11:01 ancora devo prendere il secondo caffè, quindi non garantisco sia reale quanto ho scritto.

user20639
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inviato il 14 Aprile 2015 ore 11:11    

Forse non sarà reale, quello che hai detto alla fine,ma lo condivido pienamente.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2015 ore 12:10    

La banana non è un tubero!

avatarjunior
inviato il 14 Aprile 2015 ore 12:46    

è reale alle', grazie, prendila come una botta di cultura nozionistica infantile mai verificata. Colpa della maestra.

user20639
avatar
inviato il 14 Aprile 2015 ore 14:33    

La banana non è un tubero.
Mi veniva in mente, che ci sono foto, che sembrano una cosa, che non sono.
C'è una foto di un paesaggio con il vigneto colorato fra le colline. La gente, scriveva messaggi: che pace, che serenità, che buono sarà quel vino, che colori, eccetera.
Invece, dall'immagine, spiccavano nettamente le fasce colorate di giallo del diserbante-dissecante per le erbe infestanti. Una pace avvelenata con conseguenze che pochi immaginano o forse rassegnati, colori artefatti dai veleni, morte della terra, degli insetti e animali. Palese cambiamento di gusto nel prodotto finale.
Quale realtà percepiamo?Sorriso

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2015 ore 16:39    

@Mapetto
La patata è un tubero. Non vorrei ti fossi confuso MrGreen

Prendo spunto proprio da questo refuso tra patata e banana per introdurre il mio intervento sul realismo ingenuo, in chiave più pragmatica che filosofica (ps: Bello il titolo).

Si dice: "la bellezza è negli occhi di guarda"
Ma in realtà ciò che vediamo è frutto di come noi stessi elaboriamo ciò che guardiamo.
Il nostro bagaglio di esperienze e di conoscenze si mescola continuamente con le informazioni e con gli stimoli che riceviamo.
Non tutti abbiamo le stesse conoscenze e le stesse esperienze. Su persone diverse, quindi, gli stimoli agiscono in modo diverso. Vengono interpretati in modo diverso. Producono risultanze diverse.
Quando non sappiamo e/o non conosciamo, ci affidiamo a quei principi che in sociologia vengono chiamati di "reciprocità": non conosco quindi non sono in grado di valutare, se tutti fanno questo è questo ciò che vale. Ci sono studi molto interessanti al riguardo.

Se ciò è vero (ed io ritengo che lo sia), allora Leoconte hai perfettamente ragione: ciò che viene palesemente adulterato può risultare più piacevole di ciò che non lo è affatto.
E' chi guarda, chi 'compra' (in senso lato) una foto, che ne decreta la bellezza. All'interno di questo modo di pensare, però, occorre considerare che certi parametri sono divenuti, di fatto, uno standard. Se tutti usano sharpening a manetta, diventa normale usare la maschera di contrasto. Se non la usi le tue immagini risultano scialbe, poco definite e non belle. Vogliamo parlare della definizione infinitamente inferiore della pellicola, con la quale sono stati realizzati i più famosi capolavori della fotografia? Fatte oggi quelle foto non varrebbero nulla! Sono cambiati i parametri di riferimento.

A voler vedere così le cose, sono poche le certezze che rimangono. Ciò che oggi funziona, potrebbe non funzionare domani. Ma lascia spazio a nuovi modi di proporre. Che devono essere capiti, accettati e condivisi.

Ciò che rimane certo è che la patata è un tubero, mentre la banana è un frutto! MrGreen

user20639
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inviato il 15 Aprile 2015 ore 14:20    

Le premesse, abbastanza profonde e filosofiche, non erano altro che: l'introduzione alla questione di come vediamo la realtà, quanto l'idea, che ogni singolo può avere e quanta illusione si innesca dalle nostre cognizioni culturali e preconcette.
Per fare un esempio concreto, la crisi economica non è molto fotogenica, ma è anche difficile da rappresentare in fotografia. Nei ultimi tempi, sono persuaso di poterla in qualche modo rappresentare (la crisi) dalle fotografie ambientali, di come vengono trattati i terreni per la coltivazione, di come vengono costruite le città, di come si inquina e il grado di rispetto dell'uomo nei confronti degli animali e della vegetazione.
In definitiva, vedo che stiamo tagliando il ramo dove siamo seduti, questo, penso sia solo l'inizio di una crisi economica dovuta ad un aumento spropositato del genere umano.
Fotografare tutto questo, non sarà facile, prima bisogna capirlo.Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2015 ore 7:46    

" Leoconte
La reale e oggettiva difficoltà di raggiungere una conoscenza completa della realtà naturale, difficoltà che dipende dagli oggettivi limiti storici della capacità scientifica della specie umana."

Oltre che molto discutibile, questa è una premessa e MANCA il verbo, l'azione: che volevi dire o chiedere?

Senza quel verbo, il resto ha poco significato perchè manca il legame operativo ben definito alla premessa, io che leggo, NON devo fare illazioni o sforzarmi a cercar di capire che cosa ti gira per la testa avendo scritto quella premessa.

Comunque: la filosofia non ha nulla da spartire con la realtà, le chiacchiere non danno certezze, mentee le misure sì.

In altre parole, a realtà soggettiva non esiste, esiste solo quella oggettiva, dimostrata e misurabile, il resto sono solo opinioni del singolo e non realtà.

La realtà è legata a filo doppio esclusivamente alla fotografia tecnica effettuata con misure registrate ed oggettive da ente qualificato e riconosciuto tale da chi usa quella fotografia tecnica, mentre non ha alcun legame, nulla, con TUTTE le altre forme di fotografia, perchè il fotografo, oltre che sbagliare in buona fede, può tranquillamente barare sempre e comunque e come meglio crede sul contenuto della SUA fotografia

Fenomeni tipo Istagrama hanno fatto della fotografia di strada un sistema autoreferenziale, e questo diminuisce la probabilità di travisazione voluta della realtà, ma non l'annulla.

"Grandi" fotgrafie di giornalismo o di street, ritenute realistiche in passato, alla luce di indagini storiche accurate, si sono rivelate dei bellissimi bidoni vecchio stile, costruite e truccate

Salvo la foto tecnica fatta da ente qualificato e riconosciuto tale, fotografia e realtà sono del tutto scorrelate.

user20639
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inviato il 16 Aprile 2015 ore 8:37    

Caro Alessandro:
Mi dispiace se la frase "potesse" essere di lettura difficoltosa, ma va direttamente letta con il titolo, la premessa è il titolo: Il REALISMO INGENUO (tema che si discute da diversi secoli).
Naturalmente, quando tento di lanciare un tema, non è per imporlo, ma è per trovare qualche persona che mi aiuti a sviscerarlo, a integrarlo, vedere se è corretto...

Salvo la foto tecnica fatta da ente qualificato e riconosciuto tale, fotografia e realtà sono del tutto scorrelate.
Impressiona, il tuo finale... che la fotografia credibile, diventa credibile e reale se certificata da un ente. Un Ente che potrebbe imporre una certa visione della realtà e della credibilità.

Per alcuni punti sono in accordo con te: nel dire che la fotografia non è realtà, ma che la fotografia reale andrebbe certificata mi sembrerebbe difficile. Quando gli scienziati parlano di cosmologia, si basano su teorie e nulla di dimostrabile, ma non per questo possiamo smettere di fare ipotesi sulla realtà dell'universo, la sua origine e la sua grandezza, eccetera. Ragionare sulla realtà ci può aiutare a comprenderla, altrimenti si può cadere facilmente nella parodia di Pinocchio, ma purtroppo, non c'è il rilevatore che fa crescere il naso. Nemmeno ci crescerà la coda o le orecchie da asino se si va nella città dei balocchi, annunciato con grancassa, un esempio, è expo.
Forse cerchiamo di dire le stesse cose, non ti pare?Sorriso



avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2015 ore 9:06    

La scienza si avvicina alla realtà attraverso modelli che danno risposte sempre più oggettivamente riconoscibili, anche attraverso sistemi di misura sempre più sofisticati. Sistemi analoghi potrebbero essere usati anche in fotografia, solo allora si inizierebbe a fare un po' di sana pulizia in mezzo a tanto marciume elevato ad entusiasmo qualunquistico.

user20639
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inviato il 16 Aprile 2015 ore 9:55    

Domenik: permettimi di dissentire: la scienza deve essere considerata strumento, non il fine.
Se consideriamo la realtà con solo l'aspetto scientifico, rischiamo di non vederla proprio, la realtà.
Le scoperte scientifiche aiutano e ci aiuteranno tantissimo a capire, ma riferirsi alle misure oggettive, potrebbe aiutare l'ingenuità, nella visione della realtà.
Bisogna distinguere, su ogni fenomeno bisognerebbe fare una meditazione, ma non basterebbero tutti i PC della terra per farlo, ma ci troviamo solo con il nostro cervello, che è più potente di tutti i PC della terra.
Basta pensare che un piccolo organismo primordiale come un batterio, nel suo interno, per vivere sviluppa migliaia di reazioni chimiche e decine di migliaia di reazioni fisiche (mi sembra 3000 e 75000).
Come potremmo trovare spiegazioni su questo immenso universo che è la vita, la realtà?
Secondo me, potremmo solo darci delle regole, ma facilmente manipolabili.
Il sogno di capire la realtà, anche solo come spazio e tempo, è illusorio... è qualcosa di più grande dell'uomo, ma sentirci parte del tutto, già ci aiuterebbe.
Invece, noto con infinito sconforto, che sempre più, l'uomo si distingue dalla realtà naturale delle cose.
C'e la realtà dell'uomo e quella del mondo esterno naturale, che non si vuole accettare. (anche questa visione, è però solo umana).Eeeek!!!
Siamo qui di fronte a un autentico qui pro quo. Il problema è sempre stato l'esatto opposto, quello di un mondo senza soggetto: l'uomo. Ossia, come conciliare la dipendenza del mondo dalla percezione umana, dalla sua sensazione, dal suo intelletto, quando il mondo è esistito molto prima dell'uomo stesso.

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2015 ore 10:04    

Spesso e volentieri ci si dimentica che l'umano è solo in parte appartenente a questo pianeta, il conflitto tra natura terrena ed extraterrena ci spinge continuamente ad avere dubbi su tutto. La scienza aiuta molto ad uscire dal pantano dell'ambiguità.

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2015 ore 14:59    

L'ultimo libro che stavo leggendo partiva benino,poi ruota intorno alla stessa materia,con una serie di aneddoti sulla trasposizione della realta' fotografica(e mi ha anche stufato),dove potresti trovare un certo sostegno alla tua tesi,ma sintericamente divide in due gruppi immagini meccaniche e personali,altra piccola osservazione indiretta all'inondazione di immagini che spesso nostro malgrado siamo costretti a subire...La tela non c'è,ci si sono i colori del software, è mancata l'infarinatura da kunst akademie.;-)

user20639
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inviato il 16 Aprile 2015 ore 17:41    

Tanto per far capire cosa sia la kunst Akademie, citata da Caputo:
La serie di discussioni avviate e presieduto dal Presidente Klaus Academy Staeck su temi politici, culturali, artistici e si tiene dal 2006. Artisti, tra cui molti membri dell'Accademia, politici, studiosi, giornalisti, così come gli esperti economici e giudiziari sollevano questioni sulle corrente eventi e su come affrontarli. Questa serie ha affrontato chiave Academy progetti più volte. Temi finora hanno incluso le modifiche alla legge sul copyright, la competenza culturale dei canali del servizio pubblico, il ruolo delle arti negli sconvolgimenti sociali che hanno avuto luogo nel 1968 und 1989 la disposizione di Isola dei Musei di Berlino, l'assassinio del russo giornalista Anna Politkowskaja, il potere e l'influenza di Google, la condanna della pena di morte, il cambiamento climatico come un pericolo globale, la povertà in Germania, la politica dei rifugiati in Europa, e la situazione degli artisti minacciate Ai Weiwei und Roberto Saviano.

Le realtà artistiche sono davvero molte, sicuramente bisogna fare uno sforzo per rimanere qui, nel nostro, ma è vero che il mondo è grande, le influenze delle altre culture inevitabilmente sono presenti.
Tra poco riparte la Biennale di Venezia, dove il problema della realtà percepita e ingenua, non manca mai.

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