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inviato il 01 Aprile 2015 ore 20:24
Vedo sempre più spesso amici fotografi che partono per fotografare uccelli o paesaggi per le più svariate mete di turismo naturalistico Internazionale. Fino ad oggi ho fotografato frequentando con continuità ambienti palustri laziali o tuttalpiù italiani. In particolare ho frequentato con continuità i laghi del Circeo fino a conoscere alcuni biotopi meglio degli uccelli che li abitano nelle quattro stagioni. Ho potuto così riprendere una certa varietà di specie con costante soddisfazione, sentendo poco il bisogno di viaggiare o di frequentare capanni di oasi dove decine o centinaia di persone scattano tutti le stesse fotografie alle solite quattro specie. Che ne pensate? Skua è un segno dei tempi o una forma di consumismo della natura? |
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inviato il 02 Aprile 2015 ore 10:33
Sono pienamente daccordo con te e con il senso del tuo post. Ormai la fotografia naturalistica è quasi solo un business. Un business per vendere teleobiettivi, per vendere viaggi e per vendere biglietti. Facebook ed internet in generale è pieno di inviti per workshop, per fotoviaggi e per quant'altro. Tutti vanno al bayerischwild per fotografare il lupo e la lince, salvo poi non dire mai che hanno fotografato animali in gabbia (che poi a civitella alfedena ce ne sono 5 + un paio di cuccioli di lupo nel recinti, e si lasciano fotografare bene). Non parliamo poi delle foto alle aquile in Polonia come agli avvoltoi in extremadura. Tutti esemplari liberi in natura, per carità, ma tutti dipendenti dall'uomo che vengono facilmente fotografati da capanni magari con vetrate a specchio. Non parliamo poi delle foto ai frosoni e verdoni alla piana di sesto fiorentino. Tutte uguali. Lì la bravura sta nel riuscire a prendere posto al capanno, tipo l'essere bravi a fare la fila alle poste. Situazioni simili, ma un pochino meno turistiche e più "wild" sono le nostre oasi wwf. Anche lì la bravura sta nello scegliersi il capanno ed il momento giusto, ma ovviamente le foto saranno abbastanza simili tra loro. Voglio dire, anche la maggior parte delle foto del proprietario di questo sito/forum, sono fatte in oasi. In Italia di foto wild anche lui ne ha fatte ben poche. C'è da dire a discolpa di ciò però almeno 2 cose: Tutti noi abbiamo iniziato così. Andando nelle oasi e fotografando gli animali perchè era più facile trovarne, perchè non c'era altro modo di iniziare a conoscerli e per tanti altri motivi. Ma il motivo principale per cui in Italia di foto naturalistiche wild se ne fanno ben poche è perchè l'ambiente non è ben protetto e soprattutto perchè ormai è quasi totalmente in mano ai cacciatori. Loro sì che possono fare quello che vogliono. Io che una volta ho piazzato un minicapanno in un terreno agricolo privato non coltivato (abbandonato) e non recintato, ho rischiato una volta di essere preso a bastonate, e altre volte che ero cmq in zps ma fuori dai sentieri ufficiali (non esiste un regolamento, ma di certo non disturbavo gli animali) ho rischiato anche multe dalla forestale che non capisce che disturbo meno io gli animali che mi tengo a 100 metri dai nidi e che arrivo di notte e vedo via quando c'è poco movimento piuttosto che la famigliola che arriva urlando col passeggino e che si affaccia ovunque. D'altro canto invece per legge nazionale, il cacciatore ha il permesso di entrare e sparare nei terreni privati senza alcun tipo di autorizzazione. Detto questo, io ho scoperto ed iniziato a praticare la fotonaturalistica wild solo da un paio di anni, e solo io so quanto è difficile e faticoso farla. Sono umbro e non ho molte zone "buone", per cui mi devo perdere mesi e mesi per cercare i miei posti, ed essendo solo in zona, nessuno mi indica i nidi o i posti buoni. Mi sono alzato prestissimo la mattina per 2 anni solo per esplorare e provare e per studiare i soggetti e la luce, ho anche deciso poi che era meglio partire ancora prima per fare qualche foto diversa. Per esempio da me i limicoli ce ne sono pochissimi e sono di solito erranti in territori molto vasti ed imprevedibili. Mi sono autocostruito un capanno per le foto da sdraiato (grazie a Franco Borsi per i consigli) e me lo sono e me lo sto testando di volta in volta a rischio di vanificare tutto. Per dire, l'ultima foto che ho in galleria, il cavaliere, l'ho fatta l'altra settimana alzandomi alle 3:50 del vecchio orario, facendomi 275km tra andata e ritorno e stando sdraiato 2 ore e mezza dopo aver guadato la foce di un fosso/fiumiciattolo con l'acqua che mi ha oltrepassato abbondantemente stivali ecc.. ed entrata ovunque. Quella foto però anche se non perfetta, posso dire di averla fatta e costruita io senza aiuti, nè richiami, pasture o cose simili. Solo con lo studio, pazienza ecc... E di certo, il punto di ripresa, anche se perfettibile, non avrei potuto averlo in oasi. Certo, se abitassi sul vostro litorale, sarei stato molto più avvantaggiato con i limicoli, ma tant'è. Cmq pian piano sto venendo da voi ed arriverò anche alle famose bufalare del circeo. Se mi accogliete senza spararmi   Certo, poi arriva il pischello o cmq il novizio che va in oasi a torrile piuttosto che a Ostia e fotografa il tarabuso, tarabusino e la spatola ecc... in un solo pomeriggio senza nemmeno magari sapere cosè, ma adesso come adesso, preferisco il mio modo di fotografare. magari passo per uno che ha attrezzatura eccessiva per le sue capacità e che di foto ne fa e ne pubblica poche, ma ti posso assicurare che ormai ogni foto che faccio per me è una soddisfazione personale incredibile, perchè sono sudate, ma di brutto. Ciao, David ;) |
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inviato il 02 Aprile 2015 ore 11:20
Purtroppo trovare gli animali in natura richiede molto tempo, impegno e costanza, cose che molti fotografi non possiedono. L'oasi o il capanno a pagamento diventa un modo per ottenere foto senza fatica, pago e fotografo l'aquila piuttosto che il tarabuso o che so io. lo posso vedere bene per chi sta imparando o chi proprio non ha tempo da dedicare alla ricerca dei soggetti, ma personalmente non e che mi dia chissa che soddisfazione; anche perche so che il prossimo fotografo che entrera in quel capanno fara esattamente le stesse foto che ho fatto io. col tempo sono arrivato alla conclusione che per fare le foto veramente spettacolari bisogna imparare a conoscere i posti intorno a casa, perche solo li ho la possibilita di studiare per lunghi periodi i soggetti e preparare appostamenti specifici. la skua, cosi come chi affitta i capanni fotografici, semplicemente ha gia fatto al posto di chi va a fotografare tutto il lavoro di preparazione che, per molti, invece di essere un divertimento diventa un fastidio. |
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inviato il 02 Aprile 2015 ore 12:33
Grazie David per il tuo intervento. Il nostro paese ha una rete di parchi e riserve adeguata al territorio, ma la gestione lascia molto a desiderare. Ad esempio al parco del Circeo, di anno in anno gli ambienti palustri si sono ridotti e impoveriti. Così anatre e limicoli si sono ridotte di numero e poche specie sono aumentate. Inoltre non c'è una rete di capanni adatti ai fotografi, i capanni presenti al Circeo sono per birdwatcher. La gran parte di noi fotografi naturalisti non ha competenze specifiche di biologia e ambiente. I pochi fotografi esperti potrebbero trasferire le competenze, se gli enti interessati (parchi e oasi faunistiche) promuovessero incontri e attività. EnricoC: condivido che è vicino casa che si possono fare le foto più spettacolari e originali. Questo richiede pazienza e carattere. Non bisogna scoraggiarsi se i risultati tardano a venire. E osservare.... osservare come i birdwatcher e più di loro: bisogna scoprire luoghi di sosta e rotte di spostamento locali. E quali specie frequentano nelle diverse stagioni il territorio che stiamo studiando. ma anche questo potrebbe non bastare. Perché quel gambecchio nano si trova lì? Che tipo di alimentazione necessita? |
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inviato il 03 Aprile 2015 ore 18:28
Mi piace questa discussione!!! Non concordo solo su una cosa dell'intervento di David: per me andrebbe bene far foto nelle oasi, anche a pagamento, in modo da favorirne la sopravvivenza, ma vorrei tanto che le oasi pensassero anche ai fotografi naturalistici, come dice giustamente Claudio, e non solo ai visitatori occasionali (visto che dalla mia parte di bwatchers ce ne sono pochi), perché le oasi, se ben tenute, attirano e ospitano un numero ed una varietà di animali decisamente maggiore... Ma capisco e condivido (visto che faccio principalmente così, per scelta!) anche che le foto fatte nel PROPRIO posto sono quelle che danno le maggiori soddisfazioni, perché la specie è stata cercata, osservata, studiata e può essere ripresa nel modo e agli orari più adatti! Ma, soprattutto, quella foto sarà tua, unica, originale e non avrà decine e decine di copie con autore diverso!! Però, per far questo bisogna studiare, perdere tempo, fallire, riprovare e fallire di nuovo, a volte fino a perdere le speranze!!! E questo non sempre va bene a tutti!! E' molto più facile andare in un capanno e fotografare fino allo sfinimento! Tuttavia, capisco anche chi va all'estero ed sfrutta situazioni già organizzate per provare a fotografare animali particolari...non posso pensare di andare in Scandinavia e mettermi a cercare l'allocco di lapponia sperando di trovarlo...avrò foto uguali ad altri?? Sicuro, ma l'emozione di averlo visto rimane la mia...unica!! Ecco, in questo caso, da amante della natura e degli animali prima della fotografia, potrei comprendere l'utilizzo di sistemi organizzati! |
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inviato il 03 Aprile 2015 ore 23:39
Impossibile una risposta in termini assoluti; i dintorni di casa vanno ovviamente sempre privilegiati ma il viaggetto annuale all'estero è un piacevole diversivo nel quale non può essere visto alcunché di negativo. Qualcuno li affronta da solo, io finora ho avuto come piacevoli compagni di ventura Antino, Sepofa e Zanfabry (è iscritto ma frequenta poco ). Il problema è che trovare siti di grande valenza naturalistica ancora poco frequentati sta diventando impossibile; prendiamo ad esempio la Kamchatka. Quanto era conosciuta trent'anni or sono? Ora non è più in grado di offrire esclusive veramente tali. Una piccola idea ce l'avrei; prima o poi chiederò a Memy di realizzarmela Prossimo raid al Rondane in Norvegia, sicuramente niente ressa. Quanto a Skua è un ovvio business contro il quale non ho assolutamente nulla salvo i prezzi un pò alti; una programmazione personale in altre sedi riesce a mio modo di vedere a raccogliere soddisfazioni altrettanto grandi con impegno economico ben diverso. |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 10:05
Sì, ma io facevo un discorso diverso. Non parlavo di andare all'estero a cercare una particolare specie o un particolare luogo. Dicevo che non mi piaceva il fatto di andare all'estero con questi viaggi organizzati che poi alla fine ti portano in questi luoghi attrezzati dove gli animali sono quasi domestici. Tipo i capanni con lo specchio in extremadura dove una volta che hai pagato, il proprietario butta le ossa di pecora lì davanti per far posare i grifoni, i capanni delle aquile in polonia con anche lì appositi carnai ecc... Ovvio che andare a fotografare i pulcinella in scozia o l'allocco di lapponia in finlandia è un'altra cosa. |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 10:38
Sono d'accordo; entri in un capanno dopo centinaia di persone e prima di altre centinaia; un'eccezione comunque la farei. Sostengo anch'io il fai da te per molti motivi, uno dei quali è ad esempio il fatto di potersi muovere liberamente sfruttando sempre la luce migliore nell'arco dell'intera giornata. |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 12:15
Quando ho cominciato a far foto nei parchi nazionali e nelle oasi, avevo bisogno di evadere e godere del silenzio e della wilderness. Da allora le mie foto esprimono la vita selvaggia, lontano dalla città. Scoprii così con un amico una foresta di querce che avevano non meno di trecento anni nei boschi Cottanello (Ri). È piacevole incontrarsi nei capanni affollati, ma preferisco passare una giornata mimetizzato sulla riva di un lago o di un acquitrino, con animali che mi accettano o mi ignorano. |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 14:29
“ ...ma preferisco passare una giornata mimetizzato sulla riva di un lago o di un acquitrino, con animali che mi accettano o mi ignorano.Eeeek!!!... „ Allora per te va benissimo la costa orientale scozzese da Fowlsheugh a Dunscansby head; realizza quanto è nelle tue preferenze . Per non parlare delle Shetland. |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 15:51
Cottanello che tra le altre cose sta a 20 minuti da casa mia ;) Cmq condivido il fatto che ormai faccio foto naturalistica per evadere dal caos e per trovarmi SOLO in mezzo agli animali, per cui anche stare in capanno con 3-4 persone ormai mi da fastidio. Per non parlare del fatto che lo scatto che faccio io lo fanno identico anche loro, a meno della differenza di attrezzatura. Sai che bello se mi trovassi in capanno con altri utenti di juza e che postassimo la stessa identica foto lo stesso giorno, a meno di più o meno crop. Bellissimo. Un ciclostile. |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 16:03
Seguo con interesse |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 16:20
“ ...Sai che bello se mi trovassi in capanno con altri utenti di juza e che postassimo la stessa identica foto lo stesso giorno, a meno di più o meno crop. Bellissimo. Un ciclostile... „ Succede continuamente, magari non nelle 24 ore ma appena oltre. |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 16:20
“ È piacevole incontrarsi nei capanni affollati, ma preferisco passare una giornata mimetizzato sulla riva di un lago o di un acquitrino, con animali che mi accettano o mi ignorano. „ PAROLE SANTE! |
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inviato il 04 Aprile 2015 ore 16:47
" Allora per te va benissimo la costa orientale scozzese da Fowlsheugh a Dunscansby head; realizza quanto è nelle tue preferenzeSorriso. Per non parlare delle Shetland. " Sono un sogno. Forse quest'estate ci passerò qualche giorno. " Cottanello che tra le altre cose sta a 20 minuti da casa mia ;) " Purtroppo un anno dopo le querce furono tagliate dalla forestale. A nulla valsero le proteste di due ambientalisti romani. |
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