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Perchè uno dovrebbe aprire le ombre?


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avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 10:36    

Mi chiedo, visto che ormai leggo infinite discussioni sull'argomento, perchè uno dovrebbe aprire in post-produzione le ombre di 4 o 5 stop se al momento in cui scatta la foto, in quelle condizioni di luce le zone in ombra, anche ad occhio nudo, sono in ombra (nel senso che sono molto scure e i dettagli non si vedono)? che senso ha? oppure scattare in notturna e pretendere foto con dettagli che l'occhio non vede? io trovo gratificazione e provo piacere nello studiare lo scatto in funzione della luce che c'è al momento dello scatto stesso.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 11:28    

Infatti non è obbligatorio aprirle. E' una scelta stilistica!

Di solito chi apre le ombre lo fa perchè la gamma della scena che gli si para davanti è superiore a quella catturabile dalla macchina e quindi tira la coperta da una parte o dall'altra visto che è corta.

Nulla impedisce di fare il contrario, tipo di tappare obre leggibili e farle diventare nere, o di "forzare" una silohuette ecc ecc ecc.


avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 12:12    

Condivido.
In realtà il problema dell'apertura delle ombre potrebbe riguardare maggiormente la stampa più che la sola visione a monitor. Un file con gamma dinamica molto alta ed ombre molto scure con dettagli percepibili a monitor, potrebbero scomparire in fase di stampa proprio per il carico di inchiostro che si estende sul supporto. Aprire appena le ombre per lasciar maggior spazio a piccoli dettagli, quindi in quei punti "meno inchiostro", potrebbe riportare alla visione dettagli che erano presenti già nella realtà, appena a monitor ma scomparsi in fase di stampa.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 12:25    

Sono d'accordo con chi mi ha preceduto, le ombre danno un senso all'immagine e se vengono aperte troppo danno un aspetto innaturale che non apprezzo molto.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 12:41    

ma perchè ribaltare sulla stampa un problema che per me sta a monte? mi sembra penalizzante per la foto fare una post produzione utile a stampare dei dettagli con un artifizio che sopperisce alla "scarsezza" della stampante.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 12:47    

Tieni presente che a monitor spesso le foto sembrano a posto, poi in stampa sono scure, forse si riferiva a questo.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 12:50    

Aggiungo che spesso si aprono le ombre anche in foto d'architettura. Niente di più sbagliato! Per citar Le Corbusier "l'architettura è il gioco sapiente è magnifico di volumi sotto la luce". Senza le ombre non si percepiscono volumi.

user14286
avatar
inviato il 12 Novembre 2014 ore 12:58    

ma perchè ribaltare sulla stampa un problema che per me sta a monte? mi sembra penalizzante per la foto fare una post produzione utile a stampare dei dettagli con un artifizio che sopperisce alla "scarsezza" della stampante.


Lo scopo di una foto in teoria, sarebbe quello di riprodurre la realtà in maniera più fedele possibile. Se per farlo è necessario ricorrere a degli "artifizi" mi sembra che il fine giustifichi i mezzi, che la "scarsezza" sia della stampante o di qualunque altro anello della catena fotografica.
In alternativa, puoi sempre fare come ti pare e ti aggrada.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 13:00    

Può essere una scelta stilistica, una necessità, un abuso. Dipende dall'uso che se ne fa.
Se vogliamo riportare dettagliatamente quello che vede l'occhio, eliminiamo definitivamente il bianco e nero, ad esempio.
La fotografia non è sempre e solo riportare quello che il fotografo vede, ma l'interpretazione che questi ne vuole dare.

Se si vuole rendere l'immagine piatta (per qualsiasi motivo) le ombre non aiutano.
Se si vuole fotografare un soggetto esposto a nord, senza aprire le ombre, si avrebbe costantemente un macchione nero.
Se si vuole dare profondità e contrasto, le ombre andranno chiuse, e potrei andare avanti all'infinito.

Nel campo in cui opero io ad esempio, le ombre si aprono o si chiudono in virtù di quello che si vuole ottenere. Non esistono Né regole, né categorie. Credo che lo stesso si possa applicare al 90% dei casi.

Invece che fare le pulci a quello che fanno gli altri, o fare domande cercando di capire qual è la verità assoluta. Sarebbe più importante creare un proprio stile, o dare ad un proprio progetto un'anima ed una motivazione ed operare le scelte tecniche in base a quello, fosse anche scattare con il tappo chiuso.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 13:02    

Aggiungo, se si scatta (e post produce) immagini che andranno stampati in tipografia (riviste, libri, manifesti etc..) è opportuno tenere un po' più aperte le ombre di come si vedono a schermo, pena ritrovarsi una macchina nera indefinita.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 13:17    

Lo scopo di una foto in teoria, sarebbe quello di riprodurre la realtà in maniera più fedele possibile.

A posto, siamo tornati indietro di 150, all'epoca di Charles Baudelaire, quando diceva che "[] ... Bisogna dunque che essa [la fotografia -ndr] torni al suo vero compito, quello di essere la serva delle scienze e delle arti, ma la serva umilissima, come la stampa e la stenografìa, che non hanno ne creato ne sostituito la letteratura [cioè l'arte - ndr] ...[] ", "[] ... ma se le si concede di usurpare il dominio dell'impalpabile e dell'immaginario, e di tutto quello che vale solo per quel tanto d'anima che l'uomo vi mette, allora poveri noi! ...[] ".

Io credo invece che la fotografia non attesta "[] ... solo quello che c'è, ma anche quello che il fotografo vede attraverso la sua interpretazione, che non è mai soltanto documento, ma soprattutto valutazione personale del mondo circostante ...[] ".

Meno male che c'è ancora qualche fotografo che non apre le ombre e non maschera le luci bruciate, se questo corrisponde alla sua visione artistica:



avatarjunior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 13:42    

Concordo con quanto detto sopra.
La differenza tra l'occhio umano e il sensore di una fotocamera come gamma dinamica è evidentissima.
Attualmente una foto non sarà mai come vediamo nella realtà, per il momento scordiamocelo.

quindì perchè non "interpretare" la realtà usando la luce?
Ritornando alla scusa di aprire le ombre per la stampa, è il classico esempio di scarsa informazione.
Video e carte sono supporti diversi, quindi pretendere di aver bene in mente tutto il processo di gestione colore, dalla scelta di esposizione e wb, al flusso di lavoro digitale, alle conversioni per video e per stampa, che sono diverse!

Diciamo che a video, si esaltanpo i cieli, d'altronde sono retroilluminatiMrGreen un'ottima stampa con carte e inchiostri pregiati, e un ottimo stampatore, vi esalterà i colori e i neri, più simili alla realtà (luce riflessa)

avatarjunior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 13:48    

Beh non è certo un obbligo aprire le ombre però vi riporto la mia esperienza da neofita al riguardo.
Inizialmente mi informavo solamente su internet tramite articoli e video ed ho notato che i fotografi paesaggisti più in vista sul web, o comunque quelli che più probabilmente verranno trovati, seguiti ed imitati per primi, tendono tutti ad aprire le ombre. Lo fanno meccanicamente ad ogni tutorial, articolo, spiegazione e il me inesperto lo vedeva praticamente come un passo indispensabile da ripetere in modo automatico, aprire le ombre e chiudere le alte luci, senza incertezze e quasi senza badare troppo al risultato, solo "perchè è così" e "va che recupero incredibile".
Ora questa fase è passata, alcune delle mie vecchie foto che mi piacevano mi paiono ora piatte, brutte ed innaturali, esempio leggo cose diversificate sia cartacee che digitali, ho trovato posti come questo dove si discute, in fase di pp guardo più che altro come cambia l'immagine piuttosto che stare attento al valore impostato sullo slider.
Comunque sia mi rendo conto che l'imprinting iniziale è duro a morire! Spesso mi ritrovo a diminuire il range dinamico dopo averlo aumentato troppo senza pensarci, piuttosto che partire dalla foto come scattata e chiedermi se e quanto voglio aumentarlo o diminuirlo e soprattutto DOVE.
Tutto per dire che secondo me questo simil-hdr abusato (spesso in modo a me sgradevole) viene da diversi fattori: moda, imitazione ed apprendimento monodirezionale senza un adeguato spirito critico formatosi successivamente, effetto WOOOW che si prova quando si tira su lo slider ombre, sentirlo quasi come un dogma che va fatto.
Poi cìè un ultimo fattore: se piace! E in quel caso ovviamente tutto quello detto sopra non conta, abbiamo solo sviluppato gusti diversi!

avatarjunior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 13:50    

L'occhio umano è in grado di compensare solo alcune zone di una immagine (scure o chiare) in modo da percepire tutti i dettagli di una scena... cosa che i sensori ancora non fanno.

Esempio : foto con cielo/terra
Soluzione: Filtri graduati, doppia esposizione.

Aprire le ombre serve a riprodurre questa "visione"... esagerando, in un verso o nell'altro, si può ottenere un effetto "artistico" che può risultare gradevole o stucchevole.

avatarjunior
inviato il 12 Novembre 2014 ore 13:52    

Se mi permettete, non c'è niente di più falso di una fotografia vera.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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