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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 6:52
Ciao a tutti Ogni tanto mi capita che mi venga proposto qualche lavoretto con cui "ammortizzare" i miei costi legati alla fotografia dati dalle varie scimmie ;-) Essendo contrario a dare le foto gratis mi chiedevo, come fare a farmi pagare in modo legale? Premetto che non sto parlando di matrimoni o cerimonie varie, quelle le lascio a chi con la fotografia ci mangia ma solo di cose piccole. Una volta mi è capitato che il committente mi dicesse: io te lo farei fare a te il lavoro ma non posso pagarti in nero da qui la domanda, come legalizzare questo saltuario "lavoro"? Posso rilasciare una ricevuta fiscale (di quelle che si comprano tranquillamente nelle cartolibrerie) che per il committente abbia valore legale all 100%? Grazie mille a tutti per le dritte Ciao Fede |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:09
Specifico che io sono dipendente all'estero e faccio la dichiarazione dei redditi con il "modello unico" La mia richiesta dovrebbe portare alla "prestazione occasionale" tuttavia ho i dubbi sul chi deve versare le tasse, se io o il committente facendomi pagare il netto (e qui dovremmo parlare di sostituto di imposta) |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:21
Se è una ditta, e penso di si dato che non ti può pagare in nero, mentre tra privati non ci sarebbe il problema, prova con i vaucher, lui paga 10 e te prendi 7,50 , tutto in regola e ti coprirebbe anche l inail nel caso di infortuni, questa sarebbe la paga oraria, però dopo sta a voi accordarvi di quanto può essere la prestazione. molti li disprezzano ma io ne ho avuto a che fare e mi sono trovato bene, dopo due giorni che il committente li attiva li puoi andare a riscuotere in molte tabaccherie e hai il contante in mano. |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:30
Grazie Pirso Si, sono spesso negozietti o magari B&B. Non ne conoscevo l'esistenza, grazie mille...!!! Dove si prendono questi voucher? Grazie Fede |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:38
La ritenuta d'acconto la paga nel caso di un committente con p.iva il committente stesso, nel caso tra privati la "versi" tu. In questo caso non è molto chiara la situazione... Io ho sempre avuto il primo caso, nel modello unico dichiarerai i redditi derivanti da questo tipo di prestazione e puoi avere la ritenuta d'acconto a rimborso. Nel secondo caso dichiari il lordo per cui non ricevi nulla, è come se versassi la rit.d'acc. in sede di dichiarazione. Sopra i 77€ circa hai bisogno di una marca da bollo da 2€, sotto no. I modelli per le ricevute cercali pure su internet, è pieno. Ciao marco |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:38
Io con le ditte collaboro con le prestazioni occasionali, pertanto con regolare pagamento di tasse e "accessori vari". La ditta può scaricatene il costo e tu sei a posto col fisco. |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:41
come dipendente puoi dichiarare fino a 5000 euro lordi annui con le ritenute d' acconto . ciao |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:44
Credo, ma non sono sicuro al 100%, che puoi fare una ricevuta anche con il tuo codice fiacale, versando il 20% subito e imserendo poi gli extra nella dichiarazione dei redditi a somma del tuo reddito da dipendende. Peró prendi con le pinze quello che dico. Quando avevo lo studio e avevo bisogno di prestazioni occasionali di altri, il mio commercialista mi faceva fare una cosa del genere. Poi sono usciti i vaucher, che non conosco, ma credo siano la soluzione. Mi sembra che puoi arrivare ad un massimo di 5000euro l'anno. Superato quella somma è obbligatoria la partita iva. Peró ripeto: prendi con le pinze, non sono sicuro al 100%. Sarebbe il caso di chiedere ad un consulente del lavoro. |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 7:55
Grazie mille ragazzi per le dritte. Adesso mi sono ricordato di avere un amico commercialista (di quelli pignoli da far paura eheheh) e gli ho scritto una mail. Vediamo cosa mi risponde così vi riporto tutto in modo che sia di aiuto per chi ne necessita ;-) |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 9:03
Con i buoni lavoro (voucher) la cosa dovrebbe essere semplice. L'unica rottura di scatole del datore di lavoro e' andare in posta o tabaccheria a comprare fisicamente i buoni (10€ nominali) e attivarli sull'orrendo sito INPS con i tuoi dati. Dopodiche' te li da' semplicemente in mano e siete a posto, quello che ti rimane sono 7,5€ a buono. Hai 2 anni per cambiarli in posta o tabaccherie autorizzate e non puoi superare, mi pare, i 5000€ annui. Io ormai le mie collaborazioni le incasso tutte così, tanto che in posta ormai mi odiano. |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 9:38
Grazie Mac A me sembra assurdo che per fare una cosa nella legalità bisogna fare tutti sti casini...!!! Ma voucher online no eh...!!! |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 9:44
“ Ma voucher online no eh „ Credo sia possibile con una carta INPS rilasciata tramite Poste Italiane. Ma tra richiesta e documenti vari è più un casino che con il metodo "classico". |
user15476
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 23:55
Ma questi voucher generando rendita vanno poi dichiarati nel prossimo modello unico o arriva una sorta di cud da parte dell'inps? |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 23:57
Vanno dichiarati se si supera un tot all'anno, non ricordo se 2000 o 5000€. |
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inviato il 27 Ottobre 2014 ore 8:46
Che sappia io invece vanno dichiarati. Ma stiamo parlando di se e di ma. L'unica cosa è andare da un consulente del lavoro. |
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