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inviato il 24 Ottobre 2014 ore 17:39
mi sono da poco sposato e per il servizio fotografico del matrimonio ho chiamato un professionista, ora mi ha dato le foto da scegliere per il fotolibro, il problema è che vorrei sviluppare delle foto ma le foto che mi ha dato sono con la scritta e un numero in basso al centro e il file è un provini.exe tipo video. secondo voi c'è un modo per scompattare il file per recuperare le foto? fatemi sapere qualcosa grazie ciao |
user16612
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inviato il 25 Ottobre 2014 ore 8:47
Non sono da scompattare, sono semplicemente in bassa risoluzione e con un watermark. L'unico modo è... pagarlo per avere da lui le stampe. |
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inviato il 25 Ottobre 2014 ore 9:31
Il lavoro del fotografo, che hai scelto e percui in qualche modo ti piace, è quello di presentarti un prodotto finito...che vuoi sviluppare? lo farà lui, tu limitati a scegliere le foto che lui poi ti presenterà. Al limite chiedevi il file originale, anche se non è assolutamente tenuto a darti nulla. Ciao LC |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 9:47
se io fra 20 anni vorrei sviluppare di nuovo le foto cosa dovrei fare? |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 10:02
che vuol dire sviluppare? stampare? Allora generalmente funziona così...tu fai una selezione delle tue foto, lui te le da in alta risoluzione e tu le conservi...non te le da perché vuole che le stampi solo da lui, gli fai la stessa domanda...cioè, "se fra cinque anni chiudi, io che faccio?" Ciao LC |
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inviato il 26 Ottobre 2014 ore 23:23
Il professionista è tenuto a darti i file solo se Avete patuito prima e stabilito un compenso anche per quello. Altrimenti è a sua discrezione. Proponiti di comprargli i file e vedi che ti dice. Io quando ho chiuso, nel 2009 ho messo un cartello alcuni mesi prima e contattato telefonicamente tutti gli sposi. Chi vuole negativi e file puó venire a ritirarli gratuitamente presso lo studio. Molti sono venuti, altri li ho raggiunti io nelle loro case e molti non erano interessati. Cmq io conservo ancora negativi e file. Questo per altri 5 anni. Dopo di che, butto tutto al fuoco. |
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inviato il 27 Ottobre 2014 ore 13:08
“ se io fra 20 anni vorrei sviluppare di nuovo le foto cosa dovrei fare? „ ...volessi... Comnque ti dovevi accordare prima per farti dare i raw o i jpeg (pagando di più). |
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inviato il 27 Ottobre 2014 ore 15:22
Quando mi sono sposato io, dopo aver fatto il giro di tutti gli studi di Teramo. Ho scelto quelli che più mi piacevano. Contattati ho chiesto loro un preventivo. Alla fine ho scelto quello che mi dava i rulli a fine servizio. Praticamente ha fatto solo il lavoro di ripresa. Io gli ho fornito i rulli e lui me li ha resi a fine servizio. Ma certe cose vanno contrattate prima. Mi è andata bene perchè tra tutti era ed è il più bravo. |
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inviato il 27 Ottobre 2014 ore 15:33
Comunque puoi proporti di comprargli i file. Diciamo che un prezzo tra i 200-300 euro è da mettere in conto. Se ti fa storie puoi tranquillamente dirgli che una cifra del genere non la spenderesti mai in ristampe nemmeno in tutta la vita, e che comunque ogni volta che dovrai ristampare andrai da lui. Spesso non vengono dati gli originali, perchè molti professionisti non amano tanto mettersi a nudo. E dantoti i raw lo fanno. Oppure non vogliono che vadano in giro loro scatti grezzi o rielaborati male. In sostanza: stanno proteggendo la loro professionalitá e il loro lavoro. |
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inviato il 16 Dicembre 2018 ore 8:06
Gli originali, e non i provini in bassa risoluzione con watermark ecc, sono del committente PER LEGGE ! (Legge sul diritto d'autore, leggetela al punto delle "fotografie semplici" -non artistiche-) Continuo a leggere e ad imbattermi in fotografi (o sedicenti tali) parlano di prassi o modalità...CIAONE!!! c'è solo la legge e poi semmai i contratti. Purtroppo non ci sono associazioni di categoria di sposi o genitori che si prendano carico di questa realtà e chi esercita la professione chiede (senza diritto) di essere pagato per consegnare gli originali.ASSURDO. Una cosa è farsi pagare X il servizio (giusto) ma a questo consegue SEMPRE la consegna degli originali, l'elaborazione è un'altra cosa da farsi pagare sul numero di foto scelte , fate voi i prezzi, ma non esiste che io pago pe avere delle foto che commissiono che non hanno caratteristiche "artistiche" ma sono fotografie "semplici" seppur elaborate e perciò non godono della tutela prestata dalla legge sul diritto d'autore. chi commissiona paga ottiene il servizio e le foto , se ne vuoi alcune elaborate ripaghi, se vuoi l'album ripaghi quello, MA NON GLI ORIGINALI, QUELLI SONO DEL COMMITTENTE. Smettiamo di richiedere soldi per consegnare gli originali, non ce n'è diritto. Appropriarsi di tale diritto facendo sottoscrivere al committente un contratto dove si dice il contrario è "poco onesto". Chi commissiona il lavoro (matrimonio, comunioni, eventi, nascite ecc) ha diritto (perché la legge glielo consente) a vedersi consegnare gli originali e non copie in bassa risoluzione. Non esistono prassi, mode( e nemmeno TAU detta regole ma solo orientamentie suggerimenti X i fotografi) che vincolino il committente che resta di diritto il titolare degli originali. Consegnarli a pagamento è un "ricatto" professionale poco corretto oltre che passibile di denuncia penale, quindi occhio. |
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inviato il 16 Dicembre 2018 ore 10:05
Il ritratto è un caso a parte, l'originale resta di proprietà del fotografo, non perchè lo dice la Tau ma perchè lo dice in base una sentenza della cassazione “ Esiste una sentenza della Corte di Cassazione che si e' pronunciata in tal senso, con sentenza del 28/6/1980 n. 4094: la proprieta' dei negativi di ritratto e di cerimonie come matrimonio e simili e' del fotografo, e non del committente. Suprema corte di Cassazione civile, sez I, 28/06/1980 n. 4094, reperibile - fra gli altri - in Giust. civ. Mass. 1980, fasc. 6. Foro it. 1980, I, 2121, Giust. civ. 1980, I, 2101, che recita: "Nell'ipotesi di ritratto fotografico eseguito su commissione, regolata dall'art. 98, I. 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d'autore, il committente, diversamente da quanto stabilito dall'art. 88 comma 3 di detta legge per le fotografie di cose in suo possesso, non acquista il diritto esclusivo di utilizzazione della fotografia, il quale rimane al fotografo, pur concorrendo con quello della persona fotografata o dei suoi aventi causa di pubblicare e riprodurre liberamente la fotografia medesima, salvo il pagamento al fotografo di un equo corrispettivo nel caso che la utilizzino commercialmente. Nell'ipotesi indicata, pertanto, ove manchi un diverso patto, deve ritenersi che il fotografo conserva la proprieta' del negativo e non e' tenuto a consegnarlo al committente." „ |
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inviato il 17 Dicembre 2018 ore 10:51
E ridai con questa sentenza ...l'unica che viene citata per provare ... NON SI SA COSA.. ne esistono anche altre di sentenze sapete? Ognuna con un'interpretazione diversa vi siete chiesti come mai? ... la Cassazione interpreta la legittimità cioè l'interpretazione secondo legge che i giudici hanno fatto SU QUEL CASO SPECIFICO : questa sentenza (come ogni altra sentenza) riguarda quindi QUEL CASO SPECIFICO analizzato... QUALCUNO L'HA MAI LETTA? La legge sul diritto d'autore invece riconosce espressamente (art.88 commi 2 e 3 ) che in caso di LAVORO COMMISSIONATO o SUBORDINATO (cioè io AZIENDS chiedo al fotografo delle foto su un argomento oppure io privato chiedo al fotografo un servizio fotografico) i diritti sono del committente e/ o datore di lavoro. L'art 98 invece prevede poi che il RITRATTO su commissionione, salvo patto contrario, può da chi è ritratto essere pubblicato riprodotto o fatto riprodurre (vale a dire che devo avere gli originali per farlo e quindi è in diritto dell persona ritratta averli).. è solo previsto un equo compenso per chi usa quelle foto a scopo commerciale!!! Il privato che commissiona la foto dei figli lo fa per se (di regola). E poi dice che sono comunque applicabili le ultime disposizioni dell'art.88 (citato prima cioè : opera e foto fatte su commissione = diritto del committente o datore di lavoro). La sentenza che invece in molti si ostinano a citare senza conoscerne i contenuti riguarda una disputa su “scatti matrimoniali” commissionati e ritratti a sposi e ospiti , ma coinvolge anche aspetti processuali , cioè di discussione su argomenti, su cui non mi sto a dilungare, che comportano la decisione della causa, ma che vale solo per quella causa specifica perché è quella esaminata. Ora la sentenza che tutti osannano NON SOLO RICONOSCE I PRINCIPI DI LEGGE CIOÈ I DIRITTI DEL COMMITTENTE MA POI AGGIUNGE UNA PRECISAZIONE VALIDA PER QUEL CASO E SOLO PER QUELLA CAUSA: QUINDI : 1) pone l'accento su foto commissionate e ritratti prevedendo per le prima il diritto del committente sulla proprietà delle foto, sulle seconde il diritto è della persona fotografata 2) prevede che il fotografo ha un (limitato) diritto di usare la foto (perché cmq occorre il consenso della persona ritratta : L'art 98 tutela il diritto all'immagine) 3)secondo QUELLA sentenza IN QUEL CASO E QUEL committente non poteva chiedere i negativi a meno che non fosse anche il soggetto della fotografia (cioè il ritrattato) perché non aveva “impugnato” l'argomento specifico in cassazione in punto di riconoscimento delle foto come “ritratti” ( cavillo giuridico) e non essendo egli il soggetto fotografato e ritrattato . Insomma in questo caso specifico riconoscendo applicabile L'art .98 sui ritratti (diritti appartengono al soggetto ritrattato) e non L'art.88 commi 2 e 3 (che prevede che i diritti siano del committente) ha ritenuto che il committente fosse un soggetto terzo (estraneo al contenuto di ritratto della foto) e quindi non potesse vantare diritti di esclusiva (solo i soggetti fotografati avrebbero potuto farlo). DA NESSUNA PARTE RICONOSCE UN DIRITTO DI TRATTENERE GLI ORIGINALI AL FOTOGRAFO (salvo patto contrario dice la legge... cioè un contratto in cui il fotografo furbo fa sottoscrivere al committente che gli dà lavoro “mi riconosci che gli originali sono miei (sottointeso : così me li paghi)...!!!). Spero di aver contribuito s rendere più chiaro l'argomento in ogni caso più chiaro della legge non c'è molto, bisognerebbe leggere gli articoli però non citare casi di persone che si sono fatti causa e su cui la cassazione è intervenuta per fornire una interpretazione ma su quel caso specifico. Ad ogni modo anche la cassazione esprime ovviamente concetti generali e più di una volta nel trattare l'argomento riconosce che i diritti sono del committente e/o della persona ritratta (in caso di ritratto ad esempio foto fatta al volo o il fotografo ottiene il consenso all'uso o non gli spetta alcun diritto se non godersi la foto in privato , anzi a richiesta del soggetto fotografato deve pure dargli l'originale o cancellarlo). In questo caso fa solo la precisazione che ho detto prima “tu committente non hai provato o comunque non hai impugnato un punto specifico dell'appello e siccome ora non puoi più rimettere in discussione l'argomento e siccome non sei il soggetto ritrattato non hai i diritti che competono solo a chi è stato oggetto del ritratto. Spero di aver chiarito il punto che viene espresso e su cui basavo il mio intervento: 1)Foto commissionate = mie !!! 2)Ritratti chiesti = del soggetto ritratto (o del committente solo se è il soggetto ritratto) 3)ritratti rubati (diritti del fotografo solo se sottoscritto dal soggetto fotografato apposito consenso all'uso altrimenti sono del soggetto, rimane il diritto concorrente del soggetto fotografato a gestire la propria foto , cioè produzione duplicazione uso ecc, salvo che per uso commerciale nel sul caso è dovuto un equo compenso al fotografo) Et de hoc satis... |
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inviato il 17 Dicembre 2018 ore 11:26
“ ne esistono anche altre di sentenze sapete? „ Ne esiste una contraria, cioè di un fotografo obbligato a consegnare gratis gli originali di foto di ritratto? |
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inviato il 17 Dicembre 2018 ore 11:27
Oltretutto questa frase : "“ Esiste una sentenza della Corte di Cassazione che si e' pronunciata in tal senso, con sentenza del 28/6/1980 n. 4094: la proprieta' dei negativi di ritratto e di cerimonie come matrimonio e simili e' del fotografo, e non del committente. „ " viene riportata "opportunamente ad arte" (come si dice) ma non è scritto da nessuna parte questo concetto.."matrimonio e simili"???  ... un ...oracolo ??? ..."ora e per sempre per i secoli dei secoli in ogni mondo conosciuto io vi dico che sarà così e chi oserà profanare il mio verbo e i sacrosanti diritti del fotografo sarà irrimediabilmente coperto di brufoli e così i suoi discendenti..." ...e come dice la TAU "esiste UNA sentenza..." vi assicuro che ce ne sono almeno più di due di sentenze della Cassazione |
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inviato il 17 Dicembre 2018 ore 11:28
Ne esiste una contraria, cioè di un fotografo obbligato a consegnare gratis gli originali di foto di ritratto?“ „ LA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE TI BASTA? non so...... |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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