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inviato il 10 Ottobre 2014 ore 12:39
"Accanimento" sulla "definizione" fotografica dell'immagine o qualità fotografica? Ormai mi sembra che il panorama delle immagini prodotte sia orientato verso la produzione di fotografie estremamente messe a fuoco e definite nei particolari. Si va oltre alla percezione dell'occhio nudo. E' mai possibile? Pare di sì. Non è solo la qualità dei sensori FF e degli obiettivi, ma è anche il programma di digitalizzazione delle immagini a spingersi oltre. Per esempio viene aumentata la definizione intensificando il contrasto sulle linee di contorno degli oggetti, e a volte in post produzione lo si aumenta ancora? La domanda è questa: abbiamo raggiunto i livelli d'alta qualità delle immagini, da cui non si può tornare indietro, o stiamo falsificando la realtà? |
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inviato il 10 Ottobre 2014 ore 13:08
Per come la vedo io la fotografia è arte, molto spesso. E la definizione non centra nulla con essa; è un concetto tecnico che va di moda ora e che dovrebbe essere parametro di valutazione solo su certi tipi di generi (tipo avifauna o sport). Per come la vedo io l'accanimento, nel campo della fotografia come per quello dei pannelli tv ad esempio, oltre un certo ragionevole limite è orientato esclusivamente a far sborsare quattrini. |
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inviato il 11 Ottobre 2014 ore 10:21
Sono d'accodo Conte, è una moda orientata a creare mercato. Rimane il fatto che diversi fotografi producono immagini che esaltano la definizione dei particolari ed il contrasto cromatico, ottenendo spesso un forte consenso. |
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inviato il 11 Ottobre 2014 ore 12:12
Si ma io sono d'accordo, per certi tipi di foto è un valore imprenscindibile.. vedi appunto l'avifauna, oppure alcuni tipi di macro, lo sport.. Ma in altri, secondo me la maggior parte, è un aspetto assolutamente secondario.. Di certo i fiumi di topic incentrati su cavilli tecnici la dicono lunga.. |
user16612
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inviato il 11 Ottobre 2014 ore 12:28
Detto in punta di piedi: “ o stiamo falsificando la realtà? „ per me si. Nel senso che, mi pare, stanno cambiando anche i gusti estetici: una foto non super definita piace poco e spesso viene percepita come "difettosa". |
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inviato il 12 Ottobre 2014 ore 15:38
Come dice Conte la fotografia è "arte" e quindi idealizzazione, ma come dici anche tu nonnogr la nuova estetica fotografica si sta orientando verso qualcosa di artefatto, sulle spinte del mercato. Ma come farà a rinascere un senso critico? Erano i gradi fotografi a esser da modello, ma attualmente li abbiamo persi di vista, mi pare |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 9:40
Salve a tutti, scusate se mi intrometto nelle vostre interessanti disquisizioni, siccome l'argomento che state trattando mi sta molto a cuore, volevo dire che condivido in toto il pensiero di Piergiovanni |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 9:45
Per me una foto non deve essere una bella foto ma una buona foto |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 9:58
A mio avviso dipende dal genere, nelle [negozio 24] animali trovo la resa dei dettagli imprescindibile, mi piace fotografarli anche per ammirare quello che all' occhio sfugge |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 14:53
“ abbiamo raggiunto i livelli d'alta qualità delle immagini, da cui non si può tornare indietro, o stiamo falsificando la realtà? „ ...... è un discorso vecchio e non ha riscontro in "realtà"..... se pensi che già negli anni 30 c'era chi aveva aperto il primo circolo fotografico al mondo denominato F64, il cui obiettivo era di ragruppare i migliori fotografi la cui ricerca fotografica era basata sulla massima definizione e qualità... “ la nuova estetica fotografica si sta orientando verso qualcosa di artefatto, „ .. non è vero..prendi una foto di Adams degli anni 30 e poi trai le conclusioni..... ha quasi cent'anni e sembra fatta ieri... “ Erano i gradi fotografi a esser da modello „ ... affermazione che stride con le altre......giusta si, perchè Adams è stato il modello per milioni di fotografi e lo è ancora....... da qui...il concetto di fasilficare la realtà è errato semmai si deve parlare di interpretazione o stile in fotografia.. “ ma attualmente li abbiamo persi di vista „ .. dipende da che fotografo si sta parlando perchè ce ne sono talmente tanti e talmente diversi fra loro che non possiamo generalizzare il concetto...... |
user39791
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 15:00
Bisogna dividere il concetto: uno è stampare una foto o vederla a monitor intera, l'altro è vedere le immagini prodotte da sensori con sempre più pixel a monitor al 100 per 100. Mi pare che stia vincendo il secondo. Per fare ciò giustifichiamo anche un banale 50mm che pesa un chilo. |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 15:14
ma sai una volta il top era il banco ottico 20x25 e più....ottenendo immagini alla pari dei mega sensori digitali. la stampa era d'obblico non essendoci il sistema di visualizzazione a monitor.....secondo me no i risultati erano stratosferici anche all'ora la questione è che era per pochi eletti......mostri sacri. ora noi ci facciamo le pare sul quantitativo di corredo da usare, o comperare, se basta un'ottica o ce ne vuole due...Adams, tanto per riccolegarci, quando partiva per una spedizione fotografica in montagna partiva con tre Jeep piene...se lo facciamo noi adesso passiamo per pazzi indemoniati ed esibizionisti... (soldi permettendo) |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 15:59
ma non stampate mai un 50x75,o 70x100,sapete come sono belli gli aghi di pino ai bordi di un paesaggio incisi e non spappolati,anche un fotolibro matrimoniale aperto è un 40x60cm,invece va evitata la maschera di contrasto eccessiva che va di moda per sopperire alla mancanza di nitidezza. |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 16:44
Mario Ciaruffoli ha riaperto questo argomento sulla "massima definizione" che era ormai dormiente da più di un anno e lo ringrazio per aver riacceso il dibattito. Ringrazio anche Robero, Falena, Filiberto, e Ultimo per aver contribuito. Il mio intento era di aprire un discorso sulla qualità delle immagini fotograficheche che vedevo trasformata rispetto alla mia "abitudine visiva". Per esempio le lenti Leica e Zeiss, che possiamo dire fossero un po' il top della qualità (Addams a parte con le sue enormi macchine), danno una resa "pastosa" dell'immagine: è curata la resa generale e la nitidezza, il colore in particolare, ma non arrivano alla esasperazione del microdettaglio. Probabilmente, anzi sicuramente non sto parlando con adeguate conoscenze tecniche, però ho rilevato una tendenza generalizzata delle immagini alla saturazione dei colori e degli effetti taglienti dei contorni, spesso ottenuti in postproduzione. Volevo aggiungere che per falsificazione della realtà non la vedo nel caso di chi propone immagini fotografiche rese espressive, che vogliono raccontare meglio e in modo più incisivo un fatto, un aneddoto. |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 18:53
La ricerca del dettaglio era una cosa normale nell'analogico, ricerca di pellicole e lenti performanti per alcuni generi di foto era il lavoro quotidiano, per altri generi invece si cercava la qualità della grana ad alti ASA. Oggi questa ricerca può andare oltre il limite fisico perchè con la post produzione se si agisce bene sui contrasti si aumenta la percezione del dettaglio, sembra più incisa la foto, ma in realtà non lo è. Per fare un esempio, basta sfuocare maggiormente il fondo senza toccare il soggetto che già sembra più nitido. Se poi si accentuano le definizioni dei bordi solo nel soggetto allora il gioco è fatto. Dopotutto siamo sul forum di chi questa cosa l'aveva capita da anni ed anni. Per il discorso artistico, la ricerca del dettaglio è solo un mezzo che si sceglie a seconda di quello che si vuole fare. Io resto sempre convinto che una foto per avere una comunicazione va prima scritta la storia, poi va scritta la sceneggiatura e quindi si scatta, ma poi non è finita qui perchè bisogna curare i dettagli che sono poi la differenza tra una foto normale e una eccellente, questo oggi si fa in post produzione come si facevano i ritocchi sulle stampe una volta. Il bello della fotografia è che oggi offre innumerevoli possibilità, dobbiamo poi essere noi che le sappiamo gestire al meglio per avere uno stile nostro o diversificare gli stili a seconda della comunicazione che vogliamo trasmettere. |
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