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| inviato il 16 Maggio 2026
Pro: Nitidezza e QI in generale, distorsioni contenute, stabilizzatore, versatilità
Contro: Quanto reso tecnicamente necessario per realizzare una lente di questa escursione, apertura e QI, quindi in sostanza nulla, a parte forse il non averlo.
Opinione: Trovandomi sempre un po' lungo con gli zoom che su FF si fermano a 24mm, ne ho un paio, è nata l'esigenza di recuperare un buon grandangolare spinto. I dubbi erano tanti, a iniziare dai costi per me inavvicinabili dei modelli solitamente più apprezzati, anche nell'usato. Poi ho realizzato l'esistenza di questo 15-30, che ho guardato inizialmente con qualche incertezza non avendo mai utilizzato un Tamron. Dopo un po' si è presentata la classica occasione che non ti puoi far sfuggire e così l'ho preso, devo dire con grande soddisfazione. Per me peso e ingombro non sono stati questo grande problema, essendo abituato ai Sigma Art dei quali possiedo tre esemplari. Certo, la necessità di utilizzare filtri a lastra, soluzione sempre costosa, può essere un limite, ma se vuoi i 15 mm a f 2,8 con questa QI, altre possibilità non ce ne sono. La qualità dei colori e la possibilità di mettere a fuoco stando praticamente attaccati al soggetto, attenzione a non graffiare la lente in questo modo, sono altri aspetti che mi hanno stupito piacevolmente. Tanti hanno parlato di flare, ma personalmente non ne ho mai visti, anche col sole pieno nell'inquadratura in mattinate col cielo particolarmente terso. Altri hanno parlato di difficoltà nella messa a fuoco. Personalmente non l'ho riscontrata ma forse dipende dall'abbinamento con il corpo macchina. Su Nikon D 810, a volte schizzinosa, basta usare la messa a fuoco a gruppi e si è al riparo da qualsiasi incertezza, anche inquadrando soggetti sostanzialmente privi degli elementi visivi che permettono l'aggancio migliore, come ad esempio le superfici in marmo bianco. Lo stabilizzatore funziona in maniera eccellente, il che insieme all'f 2,8 permette di scattare a mano libera con risultati ottimi anche laddove con altre ottiche si riterrebbe di dover desistere. Pur se comporta qualche piccola rinuncia rispetto ai grandangolari più spinti, che però difficilmente offrono distorsioni così contenute, l'estensione è tale da farne quasi una specie di tuttofare, come nei fatti è diventato in breve dal momento dell'acquisto. L'unico vero difetto, forse, sta nella scarsa resistenza del tappo a venire via, non essendo del tipo a molla ma semplicemente da infilare sulla superficie esterna del paraluce, che a sua volta è fisso. In sostanza non esiste un bloccaggio vero e proprio del tappo, che tuttavia si protende in maniera alquanto significativa lungo il barilotto. Questo vuol dire che quando lo si estrae dalla borsa o dallo zaino si deve fare grande attenzione ad afferrarlo con saldezza dal barilotto. Altrimenti, complice il peso dell'obiettivo, ci si potrebbe ritrovare con in mano solo il tappo, mentre il resto cade a terra coi risultati immaginabili. Al riguardo si sarebbe forse potuto pensare a un innesto del tappo a baionetta, posizionato però all'esterno del paraluce, così da scongiurare eventi potenzialmente catastrofici. A parte questo direi che non ci sia niente altro da segnalare, se non la grande curvatura della lente frontale, che insieme alla ridotta sporgenza del paraluce la rende piuttosto esposta a contatti accidentali. L'impossibilità di montare filtri a vite impone di usare l'obiettivo con la dovuta attenzione. Insomma, per me il 15-30 è stata una grande sorpresa che ha destato la voglia di provare altre lenti di questo fabbricante. Magari proprio sulle focali a cui i prodotti di altri marchi sono inavvicinabili per le mie tasche. Spero quindi di recuperare un 85 f 1.8 e magari anche un 70-200 f2,8 che sono le lenti mancanti a un completamento ragionevole del mio corredo. |