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| inviato il 28 Gennaio 2017
Pro: importante upgrade della K-5, autofocus, LCD gapless, QI e definizione incredibile
Contro: più costosa della controparte K-5 II, non si sfugge al moiree, avrei apprezzato anche altri aggiornamenti
Opinione: Ci ho lavorato insieme per 2 anni, usandola largamente in studio per fotografia di prodotti e ritratti.
L'assenza di filtro lowpass è l'unica caratteristica che la contraddistingue dalla gemella K-5 II e l'unica ragione per cui orientarsi su questo acquisto invece dell'altro disponibile. Si tratta di capire quali vantaggi e quali svantaggi se ne traggono, mettere tutto sul piatto e prendere una decisione. In realtà anche l'esborso è differente: paghi di più per una cosa in meno. Scherzo. Però è vero che costa un po' di più rispetto alla K-5 II.
Per quanto concerne resa dell'immagine, ergonomia, prestazioni e via dicendo, valgono gli stessi discorsi fatti sulla più anziana K-5, che non vale la pena ripetere.
Il software è rimasto totalmente invariato rispetto alla K-5 e pertanto non aspettatevi nuove funzioni, nemmeno nel comparto video, dove nel frattempo l'uscita di K-01 e K-30, risalenti a dopo la K-5 ma prima delle K-5 II e IIs, ha portato degli importanti sviluppi che però qui non ritroveremo.
Qui Ricoh, come sembra essere tradizione per le versioni II dei propri modelli, ha fatto pochi upgrade, che però sono killer features. Il design del corpo resta invariato se non per differenze funzionali: l'LCD gapless, più brillante di quello classico, ora è più incassato.
E questa è la prima novità, la seconda è l'autofocus, spesso criticato ed effettivamente un po' carente nella K-5. Il nuovo modulo SAFOX X differisce per la sensibilità dei propri punti che ora arriva a -3EV ed il punto centrale ad f/2.8 permette una maggior precisione con obiettivi molto luminosi, e risolve alcuni problemi noti nel modulo precedente, che variava comportamento a seconda del tipo di luce dell'ambiente (incandescente o neon). Anche l'autofocus a contrasto, a mio parere già prestante sulla K-5, è ulteriormente migliorato.
Ho notato un drastico miglioramento nella precisione sul DA* 55/1.4 e sul DA* 16-50/2.8. La K-5 II/s non perde più un colpo, ed era ora. Ed il meglio di sé lo offre con scarsa luce.
Infine veniamo al punto cardine della variante S della K-5 II: l'assenza di filtro lowpass. Consiglio questo modello soltanto ad utenti avanzati che sanno a cosa vanno incontro con questa particolare caratteristica. La definizione è maggiore ed apprezzabile, ma gli artefatti sono dietro l'angolo e può costringere frequentemente ad interventi in postproduzione nel caso in cui si fotografano indumenti per via delle trame fini (quindi la maggior parte delle fotografie di eventi, reportage e ritratto).
Per me pagare lo scotto del moiree vale la qualità d'immagine superiore, ma per il tipo di fotografia che faccio mi prendo molto tempo per postprodurre le mie foto. Non è detto che tutti possano pensarla allo stesso modo. Ripeto, è una fotocamera più specialistica, e chi vuole i vantaggi di entrambe le tecnologie a seconda dei momenti può orientarsi sulla più recente K-3 che ha proprio un simulatore di filtro antialias.
In definitiva, un'altra riuscitissima fotocamera Pentax che si presta anche all'uso professionale. |