user66396
| inviato il 28 Marzo 2015
Pro: Ergonomia come un guanto, ogni comando ampio e confortevole cade a pennello, scatto felpato e silenzioso, reattività buona, mirino dei migliori per l'epoca, af senza patemi in luce ordinaria e scarsa
Contro: Il Live ma non s'avverte mancanza
Opinione: Olympus E1 scriverne oggi a distanza di un decennio e passa un controsenso, ciò non di meno di quelle macchine, pietre miliari, cui non si può prescindere.
Il look è quanto di più fuori squadra, alla lettera, che non inficia affatto l'usabilità: tutto cade dove deve. Casomai è il rapporto con la macchina che travalica l'umana esperienza e si addentra in territori che, per il semplice fatto di dirlo, ingenera di quei sorrisi, tocchi di gomito o indice alle tempie: ci siamo intesi.
Tuttavia, non é così poiché la E1 è nata per foto professionali, e per un pro poter brandeggiare come estensione del proprio corpo è ben altro che toccar tempia. Siamo, fuori di metafora, oltre la manovrabilità pura e semplice (ottima) ai confini della malia pura, fascinazione che nulla toglie, anzi, alle foto che fa e bene. Grazie al sensore "antico" CCD by Kodak che in condizioni di luce naturali restituisce tutto quello che è necessario, benché di solo "cinque" milioni di pixel su un formato che è la metà del classico Leica o aggiornato Full frame.
Al riguardo bisognerebbe recuperare un passato numero di Chasseur d'Images e rileggere che, a parità degli allora "sei" milioni delle Canon & Nikon, la buona tenuta che l'estensore metteva su lo stesso piano, il "piccolo" file della E1.
Numeri che poi bisogna mettersi d'accordo. E per prova provata finanche con una domestica stampante Hp1220 C (altro reperto da museo) un A3+ più che onesto, quindi, immaginate il file su più performante inkjet. Insomma, tra pulizia formale e sostanziale file più che bene, tanto a stampa offset figurarsi a web.
Quanto alle sue doti, sorta vexata questio, resistenza oltre i classici 100 Iso, si è sperimentato gli 800 senza patemi, giungendo sino ai 3200 poi convertiti in bianconero resi, de facto, e indistinguibile da una classica Tri-X Kodak o Hp5 Ilford. E se fossero, i file cosiddetti tirati, a colori, niente male ugualmente ché la grana/rumore è valore aggiunto che dà, conferisce, spessore e sapore all'immagine. E con l'attuale capacità di fuoco dei soft alla Photoshop e ancor più Lightroom, tutt'altro che impossibile da "pulire".
Se un limite c'è la E1 è che non ha il Live, naturalmente, all'epoca non c'era ma aveva già il Raw sebbene la "compressione" Jepg, che sul 4/3 è ottimamente ben messo, in uscita a 314 Dpi (!) va in stampa offset alla grande.
Resta, infine, una pietra miliare dallo scatto dolce, il mirino extraluminoso e confortevole per chi porta le lenti. E1 presa di seconda mano pressoché "intonsa" con a bordo il primo 14/54 f 2.8-3.5. Tutto per fare foto e non trastullarsi con mire Mtf, dispute teologiche su quanti e quali pixel servono a questo e quello.
Link
http://www.wrotniak.net/photo/43/e1-rev.html
http://biofos.com/cornucop/omz_e1.html
http://four-thirds.org/en/fourthirds/index.html
https://luminous-landscape.com/olympus-e-1/
https://www.youtube.com/watch?v=--vTGaHVVww
Ps. Vi sono dei momenti del giorno che basta prendere in mano la E1 e appena accesa, occhio al mirino lo scatto per farle "sgranchire" le gambe, per riceverne un feeling che con altre macchine al cambio impossibile: dev'essere il "lato oscuro" della forza! |