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| inviato il 11 Marzo 2022
Pro: Nitidezza, meccanica raffinata e robusta, bokeh, resa cromatica neutra, lunga escursione ghiera messa a fuoco, dimensioni e peso.
Contro: Aberrazioni cromatiche ai diaframmi più aperti, flare nei controluce senza paraluce
Opinione: Da qualche giorno posseggo questa ottica che, benché datata (oltre 40 anni), si difende ancora bene sotto tutti i punti di vista che man mano prenderò in considerazione. E' un obbiettivo molto robusto anche se è piccolissimo e leggero. Qualche dato tecnico: costruzione Made in Japan senza compromessi qualitativi, tutto vetro e metallo iniziata con il n° seriale 175111 ad Aprile 1977 per concludersi con il seriale n° 265143 a Settembre 1981 con oltre 90.000 obiettivi prodotti. Lo schema ottico conta 5 lenti, con trattamento antiriflesso SIC, e un diaframma a 7 lamelle che può chiudersi fino a f/22. Le misure sono, senza tappi: 61 X 63,5 mm ed il suo peso è di soli 310 gr mentre con i tappi ed il suo paraluce dedicato SH10 arriva a 355 gr. La vera significativa differenza con il suo successore, che ha lo stesso schema ottico e dimensioni, è l'ampiezza di rotazione della ghiera di messa a fuoco di ben 255° contro i "soli" 170° dell' AI-S. Ciò consente una messa a fuoco estremamente selettiva e precisa complice anche la sua dolcezza di rotazione : basti pensare che da 85 cm (distanza min. di maf) a 140 cm passano ben 90° . Da notare che tutte le Nikon prosumer e pro, hanno la messa a fuoco assistita con telemetro elettronico che, dopo aver indicato il senso di rotazione da seguire per una corretta maf, conferma con un pallino verde quella esatta. Essendo un obbiettivo votato al ritratto, ai dettagli in architettura e still life e paesaggio ambientato, la mia attenzione si è concentrata soprattutto sulla resa cromatica, il bokeh e lo stacco dei piani. Ho privilegiato i diaframmi aperti che consentono di isolare il soggetto dallo sfondo e non sono andato mai oltre f/5,6 . La mia impressione è senz'altro positiva :il bokeh è particolarmente buono, la resa cromatica sostanzialmente neutra con un leggero accenno alla vividezza (forse la "vetrosità" di sole 5 lenti aiuta...) e anche se la lente non è contrastata (come ad esempio l'80-200 Ai f/4,5 che pure posseggo) non manca il micro-contrasto anche nei particolari più fini specie a f/4 e f/5,6. La nitidezza è già buona alla massima apertura f/2 per migliorare sensibilmente da f/2,8 e raggiungere l'ottimo a f/4, mentre la perfetta uniformità su tutto il fotogramma la si raggiunge solo da f/5,6. Ho notato da f/8 un inizio di diffrazione che comincia a penalizzare la resa. Per quanto riguarda le aberrazioni cromatiche, sono visibili (a forti ingrandimenti) nei fuori fuoco a f/2 e f/2,8 (rosa-magenta e verdi) e diminuiscono drasticamente da f/4. Tutto sommato lo considero un obiettivo "equilibrato" validissimo ancora oggi e che fa della portabilità e resa globale le sue carte vincenti. Siccome si dice che una fotografia racconta più di 1000 parole, non mi dilungherò oltre, ma pubblicherò una serie di foto il cui titolo farà riferimento a questo test. Le foto NON sono state modificate in alcun modo (contrasto, colori e nitidezza sono quelli delle impostazioni originali da fotocamera e file RAW), mentre è stato fatto qualche ritaglio "compositivo". |