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| inviato il 02 Gennaio 2020
Pro: Recensisco qui la M3, primo modello M, e non la M2 che uscì successivamente. Pro? semplicemente la miglior macchina 135mm mai costruita dall'essere umano
Contro: non ha esposimetro. ma forse meglio. almeno non si sciupa.
Opinione: Ha perfettamente ragione Ermanno, stiamo confondendo la M2 con la M3 e per un sito così accurato che ambisce a divenire riferimento è un grandissima pecca: non per feticismo leicista ma per rispetto di un mezzo che ha letteralmente fatto la storia della fotografia. Vale la pena ripeterla sommariamente. Vi era un tempo la fotografia, una cosa ingombrante fatta di mezzi che stavano su cavalletto, scattavano un solo foglio, e regalavano grandi emozioni (quelli si che erano Fotografi, uno su tutti Vittorio Sella, altro che autofocus batterie pixel raffiche etc). Alcuni geni come Victor Hasselblad e la discendenza Leitz cercarono di rendere la fotografia un mezzo accessibile e più agile, il primo in grande formato con il fantastico sistema V, l'altro ebbe l'intuizione altrettanto interessante con il formato usato da kodak per il cinema. Man mano che la tecnologia delle lenti e della pellicola progredivano era sempre più pensabile avere delle foto di qualità accettabile anche con una porzione di pellicola più piccola. Il 135mm, abbreviato 35, con cui si girano tutt'ora i film con budget e su cui sono disegnati i sensori full frame delle nostre tecnologiche macchine. Leica I, II, III rappresentano i modelli adolescenti della real casa, che arrivò a produrre la M3, M2, e M1 per poi proseguire con la M4, M5, M6 e M7. Ognuna con lo stesso principio ma peculiarità differenti. L'M2, come ben riportato da Ermanno, era meno costosa e produttivamente meno perfetta. inoltre il mirino era ottimizzato per il 35, mentre l'M3 è l'unica con un mirino per il 50mm con una magnificazione perfetta. la M1, ancora successiva, non aveva proprio il telemetro ad esempio.
La M3 è stata LA FOTOGRAFIA, soprattutto di fotogiornalismo e quel che oggi chiameremmo street, o reportage, per decadi. Incontrastata. Ogni professionista ne aveva una da affiancare alla Rollei biottica o la già citata Hasselblad. Più agile, meno ingombrante, con 35 pose contro le 12, presentava netti vantaggi.
Henry Cartier Bresson, Capa, Elliot Erwitt e i fotografi magnum scattavano con l'M3. Prima di dire che una macchina è superata bisognerebbe essere in grado di fare una foto del genere a Muhammed Alì mentre senza preavviso lancia tre colpi in camera nella pessima condizione di luce di una palestra, con telemetro, senza esposimetro, senza possibilità di rifarla https://www.pinterest.it/pin/545428204849182006/ Fate una foto del genere e poi cominciate a lamentarvi di autofocus o raffiche, o mancanza di pixel. Forse se la nostra foto non è abbastanza buona è perché non siamo né Ansel Addams né Capa, e non sarà la tecnologia a rendere più forte o iconico quel che abbiamo davanti. Peraltro, fino all'avvento delle più economiche Nikon F, e più semplici da usare forse, il telemetro era la fotografia da viaggio, e chiunque dovrebbe confrontarvisi una volta nella vita. Peraltro, il piacere dello scatto di una M3 è tutt'oggi ineguagliabile, il gusto stesso per lo scatto, direi.
Me ne sono regalato una dopo un bel po' di anni di passione. nulla da togliere alla mia Nikon fm3a, l'ultima vera reflex meccanica giapponese, di quella stirpe che fece tanto male ai tedeschi della Leica dalla fine degli anni 60, ma lo scatto telemetro ha di per se delle caratteristiche che non possono essere confrontate con il sistema reflex. silenziosità, il lasciare parte del viso del fotografo visibile al soggetto, la mancanza del ribaltamento dello specchio e quindi la possibilità di evitare il micromosso, il fascino costruttivo di un oggetto che a distanza di 60 anni è ancora impeccabile.
Vi prego di aggiungere la M3 alle macchine disponibili, è un disonore per tutti codesta mancanza. |