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| inviato il 03 Luglio 2024
Pro: Nitidezza-uniformità di resa-distorsione contenutissima-compattezza (anche con paraluce montato)
Contro: Prezzo (ma che lo scrivo a fare?) - mirino esterno
Opinione: Rispetto ai suoi illustri predecessori, che si sono succeduti nel tempo nella mia borsa fotografica, questo piccolo obiettivo costituisce un salto di qualità, prodigioso date le comunque alte doti degli Elmarit 21/2,8 e 21/2,8 asferico.
Il primo ha una bella resa plastica, ma l'alta qualità al centro può essere raggiunta ai bordi soltanto con generosa diaframmatura, cosa problematica quando la luce è poca e si voglia ottenere, ad es. negli scatti d'architettura, una resa elevata su tutto il campo inquadrato; il secondo, 21/2,8 asferico, costituisce un oggettivo e percepibile miglioramento del primo, ma - ancora - i bordi, per dare il meglio rispetto al centro hanno bisogno di chiusure ad almeno f:5,6. Beninteso, ottimi entrambi, parliamo di Leitz: ma parliamo comunque di prodotti nati essenzialmente per la pellicola: con un angolo di campo così elevato un progetto non telecentrico, ai bordi, fa fatica e lo si vede.
Ovvio che nel reportage, per dire, questo può essere irrilevante, ma in paesaggio ed architettura una resa brillante su tutto il fotogramma è abbastanza importante.
Il Super Elmar 21/3,4 a. è di un'altra pasta, nato in epoca digitale: forse non offre quella sensazione di plasticità dei due predecessori (specie il primo) ma restituisce nitidezza altissima già a tutta apertura e, soprattutto, essa si estende all'intero campo inquadrato. Si vede che è un progetto nuovo, i risultati lasciano a bocca aperta e finalmente posso scattare in sicurezza senza preoccuparmi di dover chiudere il diaframma ed alzare gli ISO per conservare un tempo di scatto sufficientemente breve. La distorsione, se c'è, non si vede. Il controluce non dà alcun fenomeno di flare. È il mio superwide definitivo sul sistema M. |