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| inviato il 28 Giugno 2023
Pro: Prezzo - peso - ingombro - qualità generale
Contro: No paraluce - ghiera unica per af/diaframmi - resa ai bordi fino a f:4
Opinione: Possiedo anche il parifocale RF serie L f:1,2.
Inutile fare paragoni, altrimenti uno dei due non dovrebbe esistere: se il 50/1,2 non fosse perfetto, non dovrebbe costare quello che costa; se il 50/1,8 fosse perfetto, non potrebbe costare quello che costa.
Ma appunto: pur condividendo la lunghezza focale e pur avendo un solo stop di luminosità di differenza, sono due obiettivi profondamente diversi alla luce dell'impiego che se ne può fare: non andrei mai sui sentieri dolomitici con il 50/1,2, per dire, nè, potendo scegliere tra i due, userei il 50/1,8 per una cerimonia od una sessione di ritratto.
Il piccoletto in realtà se la cava bene, purchè si tenga conto che le aperture maggiori sono “ d'emergenza” e non si pretenda di valorizzare adeguatamente tutta la qualità offerta dal sensore di una R5. Probabilmente su altre fotocamere meno risolventi il discorso migliora vieppiù. È leggero e sta in tasca, si abbina benissimo con il 24/1,8 e probabilmente ancor più con l'annunciato 28/2,8 pancake. Occorre tener presente (almeno io vi sono costretto) che un obiettivo piccolo e leggero è sempre preferibile ad uno massiccio e corpulento in tutti i casi in cui si percorrono lunghi tratti a piedi, ancor di più se in salita, ancor di più se sotto il sole cocente. È ovvio, ma ricordo ancora l'insana idea di portarmi appresso il 28-70/2 sui sentieri dell'Alpe di Siusi. Certo, tornando a casa, davanti al mac, ho apprezzato la sua qualità stellare: ma erano tutti scatti da f:5,6 ad f:11, ossia in condizioni nelle quali anche il piccolo ed economico 50/1,8 avrebbe dato risultati convincenti, pesando un decimo del favoloso zoom superluminoso che avevo con me. Insomma, quando so a priori che scatterò molta architettura o paesaggio, prendo il 15-35/2,8 L. Ma se esco leggero senza sapere bene ciò su cui punterò la fotocamera, aggiungo sempre al kit di base (es. 24-105)il piccolissimo e vituperato 16/2,8, che non è al livello dell'altro, ma offre comunque una resa dignitossissima ed un angolo di campo altrimenti appannaggio di “mostri” assai più costosi ed enormi. La schiena e le spalle ringraziano. Stesso discorso per il 50/1,8, in base al principio che il miglior obiettivo del mondo è quello che hai nel momento in cui scatti. Se è rimasto a casa perchè troppo pesante, non scatti. Ed è sempre meglio portare a casa una (buona) foto fatta con un obiettivo non perfetto che non scattare del tutto avendo lasciato a casa un obiettivo perfetto. |