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| inviato il 27 Ottobre 2026
Pro: Prezzo, autofocus, IBIS, Video Open Gate 7k Raw e Log2/3, ventola integrata, falsi colori, personalizzazione tasti, schermo snodabile, connessioni, slot CF ed SD ad alte prestazioni, modalità S&F.
Contro: Mancanza dell'otturatore meccanico e del mirino elettronico, slitta multifunzione.
Opinione: Dopo essermi trovato bene con la sorellina R50 V, ho deciso di pensionare la mia amata EOS R per passare alla nuova R6 V, definita da Canon un’ibrida 40% foto e 60% video. Dalla R6 III eredita il comparto fotografico, l'IBIS, l’ottima tenuta agli alti ISO e un autofocus di riferimento con tracciamento avanzato dei soggetti, che permette di registrare fino a 10 volti. Dalla C50 arrivano invece strumenti professionali come i Falsi Colori, la registrazione 7K RAW Open Gate, i profili C-Log 2 e C-Log 3 e lo slot CFexpress Type B ad alte prestazioni. Rispetto alla R6 III rinuncia al mirino elettronico e all’otturatore meccanico, mentre rispetto alla C50 non dispone della maniglia audio professionale con ingressi XLR. Nonostante la vocazione video, resta un’ottima macchina fotografica: offre file RAW a 14 bit, un’ampia gamma dinamica e tutte le funzioni che ci si aspetta da una fotocamera di questa categoria. Ho personalizzato i banchi foto in questo modo: - C1 – Ritratti: Auto ISO, tempo minimo 1/150 s, diaframma aperto, Servo AF con inseguimento delle persone e raffica a 5 fps. - C2 – Paesaggio su treppiede: ISO 100, f/8, tempi automatici, ritardo di scatto di 2 secondi e One-Shot AF. - C3 – Sport: cRAW, raffica a 20 fps (fino a 40), otturatore elettronico e autofocus per soggetti in movimento. Il vero cuore della R6 V, però, è la gestione video. Il sensore consente di ottenere un 4K sovracampionato dal 7K, senza crop, con registrazione a 10 bit e profili C-Log 2/3. La ventola integrata aiuta a gestire le registrazioni prolungate, anche nei formati più impegnativi. I miei banchi video sono configurati così: - C1 – Qualità e spazio: 4K sovracampionato dal 7K, 25p, 10 bit, C-Log 3, 1/50 s, ISO 800/6400. - C2 – Open Gate leggero: 7K, 25p, 10 bit, C-Log 3, 1/50 s, ISO 800. - C3 – Open Gate RAW: 7K, 25p, RAW, 1/50 s, ISO 400/3200. Ho impostato la modalità Video M per lo slow motion in 4K a 100p e assegnato a un tasto personalizzato una scorciatoia per registrare in HLG. Molto utile anche la modalità S&F, già apprezzata sulla R50 V, che permette di gestire direttamente in camera la velocità di riproduzione. La utilizzo soprattutto per realizzare time-lapse registrati in C-Log 3. Il vantaggio dell’Open Gate 7K è poter sfruttare l’intera superficie del sensore in formato 3:2, ricavando in post-produzione sia il classico 16:9 orizzontale sia il 9:16 verticale per i social, con maggiore libertà di ritaglio e composizione. Ho testato anche il Video RAW Light in situazioni di forte controluce, ottenendo risultati impressionanti in Premiere. È possibile intervenire sull’esposizione, recuperando fino a circa ±3 stop nelle condizioni adatte, modificare bilanciamento del bianco e tinta e scegliere in post-produzione la curva Log 2 o Log 3. Una flessibilità che ricorda quella dei RAW fotografici e che offre un notevole margine di intervento. Per controllare l’esposizione ho assegnato due tasti ai Falsi Colori e allo Zebra, affiancandoli all’istogramma RGB. Come sulla R50 V, l’interfaccia ruota automaticamente quando si gira la fotocamera in verticale, una comodità per chi produce contenuti destinati ai social. Ho inoltre configurato i due slot per salvare automaticamente le foto sulla SD e i video sulla CFexpress, separando così i due flussi di lavoro. Unico appunto: non amo molto la nuova slitta multifunzione. È utile per i nuovi accessori, ma rende incompatibili alcuni flash tradizionali senza l’adattatore Canon AD-E1. Con il firmware aggiornato, invece, i nuovi flash compatibili possono essere utilizzati regolarmente. |