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| inviato il 08 Ottobre 2019
Pro: Ingombri ridotti, aberrazioni cromatiche contenute, prezzi interessanti se acquistato usato
Contro: Livelli di microcontrasto non molto elevati, soprattutto lato tele, ottica molto sensibile al controluce
Opinione: E' stata la prima, nonché l'unica (almeno alla data della presente recensione) ottica zoom prodotta da Canon con tecnologia DO. Tale tecnologia consente di contenere gli ingombri dell'ottica, rispetto ad una soluzione tradizionale, volendo un pari livello di correzione delle aberrazioni: infatti, nel secondo caso sarebbe necessario un maggior numero di lenti, con materiali particolari (es. fluorite). Per contro, la lavorazione è estremamente complessa, tanto che a detta di Canon per l'elemento DO la precisione richiesta arriva al micrometro: conseguentemente i costi sono piuttosto elevati, e hanno uno spiacevole impatto sul prezzo dell'ottica (è fuori produzione dal 2016, anche se al momento risulta ancora a listino), sostanzialmente pari a quello del 70-300 f4-5.6 L is usm.
Insomma, i punti di forza sono le dimensioni ridotte (almeno con lo zoom in posizione grandangolare) e la buona correzione delle aberrazioni, oltre ad una buona qualità costruttiva (migliore dei 70-300 di fascia media, che tuttavia sono meno costosi). Per contro, il microcontrasto non è molto elevato, soprattutto lato tele: io sapevo cosa aspettarmi, e ho acquistato l'ottica consapevole di tale limitazione. E' senz'altro meglio di un 75-300, ma già non raggiunge i livelli dell'attuale 70-300 II is usm. Il 70-300 DO ha diversi problemi di flare in controluce: era uno dei difetti delle prime generazioni di obiettivi DO di Canon, con l'aggiunta che all'epoca i trattamenti antiriflesso delle lenti non erano comparabili con quelli odierni.
Riguardo all'autofocus, l'obiettivo è stato commercializzato nel 2004, e adotta una unità ring usm di vecchia concezione, meno sofisticata di quelle odierne: discorso analogo per lo stabilizzatore, rumoroso e meno efficace rispetto a quelli attuali. Sotto tali aspetti, il divario rispetto al 70-300 II is usm è considerevole, visto che l'unità nano usm è molto rapida, e lavora meglio con il dual pixel cmos, soprattutto nei filmati; lo stabilizzatore del 70-300 is II è maggiormente silenzioso e decisamente più efficace.
Insomma, a meno di interessi collezionistici, non consiglierei tale ottica: il 70-300 is II è mediamente superiore sotto tutti gli aspetti, e si trova nuovo alla cifra a cui si può trovare un 70-300 DO usato, in un negozio. Nel mio caso, invece, il fattore ingombri era il punto chiave (possiedo sia un 70-200 f4 is che un 100-400 II, ma in certi casi sono eccessivamente ingombranti e vistosi), e ho trovato un esemplare di 70-300 DO ad un prezzo molto basso, causa problemi autofocus, poi risolti con la sostituzione del motore usm (150 euro). |