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| inviato il 30 Giugno 2017
Pro: Nitidezza, sfuocato, leggerezza e compattezza per essere un 2.8
Contro: manca lo stabilizzatore, ma è un difetto "postumo"
Opinione: Obiettivo di grande soddisfazione, nell'uso e nei risultati. Cercavo proprio la prima versione (1991), un po' perché ho la fissa delle lenti datate, un po' perché ne preferisco l'aspetto e il paraluce a baionetta, rispetto a quelli della seconda versione. L'ho preso in sostituzione di un Sigma Apo-macro 70-300 f4-5.6, e le mie iniziali perplessità sul passaggio da uno zoom ad ampia escursione a un'ottica fissa si sono dissolte immediatamente dopo il primo utilizzo sul campo.
La nitidezza e la resa generale sono davvero molto buone già a TA, anche ai bordi, e divengono eccellenti a f4-5.6-8. Il tutto è accompagnato da colori saturi, spiccata tridimensionalità e sfuocato bellissimo, morbido e cremoso, anche diaframmando. Distorsione assente, e vignettatura a f2.8 molto contenuta, che sparisce a f4, completano un quadro a dir poco lusinghiero. La costruzione è solida, metallica, e volendo c'è la staffa dedicata per il treppiedi. Un vero L, insomma, che non si vede l'ora di poter usare, e con il quale ho portato a casa alcuni dei miei scatti migliori in assoluto.
Se mi serve un medio tele, metto l'85mm f1.8, per inquadrature più strette questo 200 copre gran parte delle mie esigenze, e la rinuncia in termini di praticità ed escursione rispetto al Sigma 70-300 è davvero poca cosa rispetto alla qualità degli scatti che si fanno, che è proprio su un altro pianeta.
E' enormemente più piccolo e leggero del 70-200 f.2.8 (in ogni versione), di cui eguaglia l'apertura e la focale massima, ed è nettamente più piccolo anche dei 70-200 f4, con un peso simile (meno di 800g compreso il paraluce, che è incorporato); mi piace anche il fatto che risulti più discreto e meno appariscente dei fratelli variabili per via del colore nero (unico EF L tele non bianco mai prodotto). Inoltre il budget con cui lo si porta a casa è davvero modesto (io ho speso 350 euro), tanto più se si considera che i risultati sono qualitativamente altrettanto professionali degli zoom citati. Per un prima serie, come il mio, il problema è - in definitiva - trovarne uno, e in buone condizioni: beh, cerca cerca, io l'ho trovato! E non lo mollo più.
Un difettino è che non è esente dal far entrare qualche peletto tra le lenti.
Unico vero limite pratico è dato dalla mancanza di stabilizzatore, ma nel 1991 ancora non lo avevano inventato (in questo senso è un difetto "postumo"). In sostanza, una volta arrivati al limite di f2.8 - 1/200, tocca salire con gli ISO, o usare un solido punto di appoggio. Tutto il resto, è gioia!
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