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| inviato il 07 Febbraio 2026
Pro: Resa del colore, Prezzo accessibile per un full frame vero, Feeling costruttivo professionale
Contro: Risoluzione insufficiente per crop spinti, AF limitato al solo punto centrale, Schermo LCD posteriore poco risoluto, Velocità operativa ridicola
Opinione: Recensire una reflex di oltre vent'anni fa nel 2026 non è un'operazione nostalgia, ma una scelta consapevole. In un'epoca di scatti a raffica infinita e risoluzioni smisurate, la prima 5D si pone come lo strumento definitivo per chi cerca la slow photography.
Nonostante l'età, l'ergonomia Canon dell'epoca resta un punto di riferimento. È una macchina solida, priva di fronzoli, che si impugna con sicurezza. Non c'è il Live View, non c'è il video: c'è solo il mirino ottico, ampio e luminoso, (qualcuno disse che è uno dei migliori costruiti da Canon, io sinceramente non saprei valutarlo accuratamente) che ti connette direttamente con la scena. È un invito a staccare gli occhi dallo schermo e tornare a guardare il mondo attraverso il vetro.
Il cuore della 5D è il suo sensore full frame. Nel 2026, i suoi 12.8 megapixel potrebbero sembrare pochi, ma sono pixel "generosi", tipo dei boccali da litro se confrontati ai piccoli bicchierini odierni, ma la tecnologia che li gestisce non permette di ricavarne miracoli, necessita di molta precisione nell'esposizione e una scelta accurata della scena ripresa. Se esposta correttamente, la 5D regala file spettacolari. Fino a 1600 ISO la grana è fine, organica, quasi simile alla pellicola, molto diversa dal rumore digitale clinico delle macchine moderne.
Questa fotocamera ti educa. Con questa risoluzione, il ritaglio non è contemplato. La foto va composta nel mirino: quello che vedi è quello che avrai. È una disciplina che trasforma ogni scatto in un atto deliberato.
Inutile girarci intorno: la 5D è lenta per gli standard odierni, ma è una lentezza che premia. Dimenticate il tracking dell'occhio qui l'unica via è affidarsi esclusivamente al punto centrale. Si mette a fuoco, si ricompone e si scatta. È un metodo che richiede precisione e conoscenza della propria attrezzatura.
Dà il meglio di sé con obiettivi a focale fissa per esempio montare un 35mm o un 50mm significa esaltare la tridimensionalità tipica di questo sensore, che sembra gestire le transizioni sfocate (bokeh) con una morbidezza che molti sensori moderni troppo densi hanno perso.
Perché sceglierla oggi?
La Canon 5D Classic è per il fotografo che non ha fretta. È per chi vuole riscoprire il piacere di attendere il momento giusto, sapendo che quando l'otturatore scatterà, il file RAW (o anche il JPEG diretto) avrà una plasticità e una profondità cromatica uniche.
p.s.: riguardo al piccolo schermo LCD posteriore, di recente ho visto una videorecensione che spiegava come impostando chiarezza al massimo (che comunque agisce solo su un ipotetico jpeg senza inficiare in alcun modo sul RAW ottenuto) aiuta a capire se la messa a fuoco è corretta anche su questo ridicolo LCD. Anche se sinceramente ho sempre pregato di non aver scattato troppo velocemente, e di essere stato accorto almeno un minimo, pena la foto da cestinare. Purtroppo non digerisce bene la fretta
L'ho riesumata dopo parecchi anni in cui ho lavorato con fuji, e subito, in accoppiata col vetusto 17-40L mi ha fatto scendere una lacrima, se penso ai bei vecchi tempi in cui mi ha accompagnato col 24mm, motivo per cui sono ritornato, acquistando una moderna mirrorless sperando di poter rivivere le emozioni del passato, con l'aiuto delle nuove tecnologie, che sicuramente hanno colmato le lacune del 2005.
21anni e non sentirli, a mio modesto modo di vedere, se si usa la testa.
150euro, non dico altro |