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| inviato il 31 Agosto 2018
Pro: Ottica estremamente compatta e leggera - Escursione focale da ultragrandangolo a lunghezza focale normale - Obiettivo poco vistoso e versatile, ottimo per la street photography - prezzo di acquisto (usato) estremamente contenuto
Contro: - considerevoli problemi di flare (il ghosting è invece relativamente ridotto) - resa ottica non eccelsa, in termini di microcontrasto e contenimento delle aberrazioni - ricambi non più forniti dal costruttore
Opinione: Si tratta di un'ottica introdotta in commercio nel 1998, e specificamente destinata alle reflex a pellicola aps (molto vicino alla superficie e rapporto d'aspetto di un sensore aps-h). Avendo un attacco ef è comunque utilizzabile su tutte le reflex eos finora prodotte.
Il pregio primario è indubbiamente la compattezza: gli attuali ef-s 18-55 sono più pesanti e ingombranti. Inoltre, poter passare da una lunghezza focale ultragrandangolare ad una normale è più che apprezzabile.
L'ottica dotata di una unità di messa a fuoco con tecnologia micro usm: la parte anteriore dell'obiettivo si estende, durante la messa a fuoco. La velocità di messa a fuoco non è elevatissima, ma quantomeno la rumorosità è abbastanza contenuta.
Trattandosi di un'ottica di fascia medio bassa, a livello costruttivo non ci si può aspettare gli standard di un'ottica serie L: vi è largo utilizzo di plastica, anche per quanto riguarda la baionetta di innesto. Tuttavia, trattandosi di un oggetto da 175g, la cosa non causa problemi di sorta.
In termini di resa ottica, ovviamente si devono tenere in considerazione gli standard dell'epoca, unitamente ai vincoli di ingombri e costi. Utilizzare lenti in fluorite o ud era quindi inpensabile, e pertanto non ci si può aspettare il livello di contenimento delle aberrazioni e prestazioni mtf analoghe a quelle di un 24-70 f4 is usm.
Detto ciò, chiudendo il diaframma a f8 o f11, la resa è dignitosa anche lato grandangolo, per stampe fino al formato A4 (al limite lavorando in post produzione i file). La resa nelle zone periferiche delle lenti, tuttavia, non migliora più di tanto (soprattutto lato grandangolo): ovviamente, correggere la curvatura di campo e contenere la distorsione è piuttosto difficile, senza adottare schemi ottici di una certa complessità e costo.
Pertanto, chi è critico in termini di qualità d'immagine è meglio che valuti altro, ma non potrà mai avere simili livelli di compattezza e leggerezza.
Un altro limite dello schema ottico, in parte anche dovuto al fatto che non era stato ideato per lavorare con sensori digitali, è la resa in controluce: il ghosting è abbastanza contenuto, ma il flare è piuttosto marcato, tanto che bastano delle luci di lampioni, la sera, per causare problemi.
Tuttavia, si può anche sfruttare deliberatamente la cosa per ottenere certi tipi di effetti, nelle fotografie.
Per la street photography, magari in accoppiata ad uno dei due ef 55-200 f4.5-5.6 usm, trovo che l'ef 22-55 sia un'opzione interessante: poco vistoso, compatto e leggero, consente di avere una notevole versatilità di utilizzo.
L'ottica si può reperire usata attorno ai 50 euro o meno: purtroppo i ricambi non vengono più forniti da Canon, quindi in caso di malfunzionamenti conviene cercare un altro esemplare usato. |