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| inviato il 24 Maggio 2023
Pro: Peso e costo inesistente, nitidezza e qualità ottica complessiva eccellente
Contro: cheap
Opinione: Ho effettuato una comparazione empirica di questa lente alle lunghezze focali 35 e 50, diaframma 5,6, iso 200, su nikon D700 (12,1 Mp) e D780 (24,1 Mp) con le seguenti ottiche: NIKKOR 28-105 f/3.5-4.5 D, 28-300 f/ 3.5-5.6 G ED VR, 28-200 f/3.5-5.6 ED G, 35-80 f/4-5.6 AF D, 28-70 f/3.5-4.5 D, 28-80 f/3.5-5.6 D, 35 f/2 AF-D, 50 f/1.8 AF-S G, 50 f/1.4 AF D, ZEISS ZE/ZF.2 Distagon 35mm f/2, ZENITH HELIOS 58 F/1.2, SIGMA 24-70 f/2.8 EX DG MACRO. Ho ripreso una scena fortemente contrastata. Ho considerato nitidezza (anche) ai bordi, apertura delle ombre e tenuta alle alte luci, resa cromatica. In questa personale classifica, con tutti i limiti del caso, con entrambi i sensori a 35 mm vincono a pari merito il 35 f/2 e il 28/80 G qui in commento, seguono di poco il 28/80D e il 35/80 D (anch'essi pesi piuma dal costo irrisorio), al terzo posto si piazza l'ottimo ma pesante sigma 24/70; arrivano ultimi i tuttofare 28/200 e 28/300 per i risultati mediocri ai bordi, ma comunque buoni nella parte centrale del fotogramma. Battuto lo zeiss, che pesa il triplo e costa 10 volte tanto. Più complesso il risultato a 50 mm. Considerando la D780, il 35/80 ottiene risultati pressoché indistinguibili con il benchmark, ovvero il 50 f/1,4. Subito dietro si piazzano i 28/80 G e D e il 28-300. I solidi e più pesanti 28-105 e 28-70 sono meno prestazionali. L'helios è un mondo a parte: è nitidissimo nella zona centrale, è manuale, richiede un adattatore che interrompe ogni automatismo, ed ha uno sfuocato particolarissimo, che può piacere o meno. Con la D700 vince il 50 G f/1.8, continua a fare bene in tutti i parametri il 35-80, il sigma è lievemente più morbido ma tiene bene le alte luci, il 28/70 D, i 28/80 D e G il 28/105 e in modo molto accentuato i tuttofare bruciano le alte luci. Il 35-80 è un obiettivo incredibilmente leggero (180 gr) con una resa eccellente anche su nikon D850 (45,7 Mp). Balza agli occhi anche l'eccezionale performance del 28/80, sia D che l'ancor più compatto G, di cui al presente topic, anch'esso un peso piuma (meno di 200 grammi!), a 35 mm di resa ottica sostanzialmente equivalente al fisso. Di fonte a tali risultati, queste lenti leggerissime, economiche e di eccellente qualità dell'immagine restituita, fanno emergere non solo i dubbi sulle politiche dei produttori, a cui ha fatto efficacemente cenno qualche commento che mi ha preceduto, ma anche l'assurdità di trascinarsi dietro in street o viaggi bestioni pesanti e costosi. Una nikon D780, più il 28-80 in questione, più il leggerissimo 80-200 f/4.5-5.6 D, più un cinquantino luminoso, si è sul chilo e seicento grammi in tutto, meglio delle mirrorless. Certo, questi prodotti sono sicuramente cheap e fragili, ma costano poche decine di euro! Può avere senso affiancare a uno zoomino di questi uno o due fissi leggeri e luminosi per situazioni di poca luce o per lo sfuocato nei ritratti. Ovvio, poi, che chi fa safari, avifauna, sport, astronomia, architettura e design, matrimoni, pubblicità, cataloghi di quadri, giornalismo, ritratti in studio userà altro, ma è l'1% dei casi, e forse meno, e comunque è mestiere, dove la fatica professionale e la necessità di monetizzare non coincidono con la dimensione amatoriale del semplice divertimento e dell'esplorazione creativa. Leggerezza è libertà. Elliott Erwitt ed Henri Cartier-Bresson usavano una piccola leica a telemetro con il solo summicron 50 f/2: per loro la fotografia, più che un esercizio di perfezione tecnica, era cogliere l'istante rivelatore, la sintesi di una situazione, la semplicità espressiva. Penso che si sia più pronti a scattare una bella foto se leggeri e immedesimati nella situazione, che non sfacchinando con chili e chili di vetri intenti a montarli e rismontarli in continuazione. L'attrezzatura eccessiva è controproducente, mentre una risoluzione non eccelsa ai bordi o qualche piccola vignettatura o aberrazione cromatica non hanno mai sminuito una foto che racconta qualcosa. |