|
| inviato il 28 Ottobre 2012
Pro: Portata di 400mm molto utile per praticare caccia naturalistica in Italia, leggerezza (solo 1940 grammi) , dimensioni (leggermente più corto del canon 300mm f.2,8 l is usm), tropicalizzazione, mantenimento dell'af con extender 1.4x su reflex aps-C e f.f., mantenimento dell'AF con extender 2x su reflex aps-H (serie canon 1D mark II, IIn, III e IV), af rapido (motore usm) , stabilizzazione quasi silenziosa, presente la regolazione della distanza af di esercizio in 23 step : 3,5mt a infinito e 8mt a infinito - Modo stabilizzazione : 2 . Una per la stabilizzazione in entrambe le direzioni, ed una per la stabilizzazione solo in verticale, per consentire il panning - rapporto lunghezza focale/peso imbattibile, sfruttabilità a mano libera, portafiltri interno posteriore, ottimi il contenimento della distorsione e della vignettatura.
Contro: Quotazione da nuovo a portata di professionisti , difficile la ricerca di un usato, distanza di minima di messa a fuoco di 3,5 metri, microcontrasto, poca resistenza al controluce diretto.
Opinione: E' raro l'uso in pieno controluce quindi la sua inferiore resistenza rispetto ad altre alternative può anche non preoccupare.
Ha meno microcontrasto rispetto al canon 400mm f.4,6 e del canon 300mm f.2,8 l is usm con extender 1.4x ma è più luminoso del primo (f.4 vs f.5,6) e più leggero del 2° (1940 gr vs 2750 gr con extender 1-4x).
Unito ad una reflex+extender+battery-grip risulta il tutto ben bilanciato senza stancare le braccia e/o la muscolatura del fotografo. Nei casi in cui siamo certi che il soggetto sarà ad una distanza inferiore ai 3.5 metri possiamo ricorrere all'uso dei tubi di prolunga Canon ef-12mm e 25mm. Consigliato nei lunghi spostamenti a piedi perchè il peso è contenuto. Non necessita di treppiedi pesanti , basta usare supporti con una portata max di soli 5Kg.
Sfruttabilità dei diaframmi da f.4 a f.8 . Miglior nitidezza a f.5,6 se usato a 300mm, con extender 1.4x consiglio da f.6,3 a f.8.
Sigla DO (Diffractive Optical element) :
L'idea iniziale era quella di realizzare un obiettivo 400 mm compatto e leggero.
Per accorciare un obiettivo occorreva utilizzare una lente frontale più convergente, quindi anche di maggior spessore; ciò però introduce maggiori aberrazioni cromatiche che devono venire controbilanciate da un altro gruppo ottico.
L'utilizzo di un elemento frontale diffrattivo multi-layer (DO) ha consentito ai tecnici canon di contenere fortemente l'aberrazione cromatica, impiegando tra l'altro una lente molto leggera e di piccolo spessore; questo ha consentito di ridurre ulteriormente le dimensioni del barilotto.
La stessa tecnologia è stata poi impiegata nella costruzione del medio tele canon 70-300mm DO .
I 2 obiettivi sono identificabili all'esterno per il filetto verde posto sul barilotto.
|