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| inviato il 18 Gennaio 2023
Pro: Ergonomia, stabilita', mirino, raffica.
Fa parte della serie Nikon che ha avuto come capostipite la F5 a pellicola e che termina con la D6
Contro: Peso ed ingombro, come per tutta la linea delle suddette ammiraglie, la rendono "impegnativa" per l'uso amatoriale
Opinione: Quest'anno questa reflex compie 20 anni e, a dispetto del valore del tempo e del prodotto, mi accingo (ingiustamente) ad un tentativo di valutazione con i parametri odierni, per chi cioe' la volesse acquistare, non per passione del vintage o ennesima fotocamera da aggiungere alla collezione, ma per utilizzarla come corpo principale.
La robustezza, la qualita' del meccanismo specchio-otturatore, l'egonomia, il mirino, la cura dei particolari, la comunicazione con il flash, le raffiche, ... sono anche oggi (2023) ai massimi livelli.
La fotocamera "esce alla distanza" nell'uso prolungato.
Se 8 fps di raffica non fossero considerati sufficienti, io credo che forse sarebbe bene dedicarsi ai video piuttosto che alle fotografie.
L'autofocus e' difficile da valutare in maniera obiettiva, comunque e' stato superato in sensibilita', velocita' e precisione dall'evoluzione tecnologica.
Nello sport in buona luce la macchina puo' ancora dire la sua, mentre nella caccia fotografica la bassa risoluzione costituisce un tallone d'achille. Vero che, per buona parte delle situazioni, si possono avere foto che poco hanno da invidiare a quelle ottenute da fotocamere odierne, ma e' anche vero che questo richiederebbe un molto maggiore dispendio di tempo, appostamenti, avvicinamento ai soggetti, ottiche di focale adeguata, etc...
Nella fotografia ordinaria ormai oggi puo' essere usato anche un oggetto molto piu' discreto come lo smartphone, ma a parte questo, la d2h non presenta particolari controindicazioni.
I colori li trovo molto belli, mentre la conversione in b/n mette a nudo la poca raffinatezza delle sfumature, soprattutto se si va ad ingrandire oltremisura l'immagine (nessun problema per stampe fino al 20x30).
Si parla molto di gamma dinamica e in tal senso questa fotocamera si colloca a 20 anni fa', con una gamma dinamica decisamente inferiore a quella di fotocamere di 10-15 anni fa', che invece non e' poi cosi lontana da quella delle attuali. Va paragonata ad una scansione di diapositiva, con un buon scanner amatoriale, ma nulla piu'. Non certo a quella ottenibile tramite uno scanner a tamburo, e nemmeno lontanamente vicina a quella di una dia proiettata. Tant'e' che il magnifico esposimetro color matrix 3d, ereditato direttamente dalla F5, non e' di per se' una garanzia di portare a casa lo scatto: andrebbero evitate le condizioni con eccessivi scarti di luce. Stando infatti all' interno del range coperto dal sensore, l'esposizione viene restituita in modo naturale e fedele. Del resto, il riferimento, quando questa fotocamera era stata sviluppata (sensore LBCAST) era ancora la pellicola, la quale x i corsi e ricorsi storici, torna di moda...
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