Regina di Spade
Questo shooting parte da lontano,da un fotografo che molti anni fa si avvicina alla scherma e si appassiona ai gesti e ai rituali di questo meraviglioso sport e da un'atleta che inizia a praticare la scherma all'età di 6 anni e che giorno dopo giorno ne fa la sua più grande passione.
Ed è qui che da una bella e lunga amicizia e da tante chiacchierate,nasce l'ambiziosa idea di tradurre in immagini i momenti e le sensazioni di una spadista,la ritualità dei gesti e del rapporto con il proprio equipaggiamento e con la propria avversaria.
Il risultato finale sono 16 immagini,scelte a quattro mani dalla modella e dal fotografo,16 titoli che rappresentano 16 stati d'animo,a volte seri,a volte ironici,a volte autobiografici.
La “Regina di spade” è pronta a mettersi in gioco (e il fotografo a svelarne i segreti e a metterli “Nero su bianco”),sempre aperta al “Divenire”,alla crescita,al cambiamento,a riconoscere le situazioni,ad agire e reagire.Questo insegna la scherma e per questo si dice che sia una vera e propria scuola di vita,“Wherever I go”.
I risvolti psicologici sono appena sfiorati da alcune immagini (“Alter Ego”,“Dubbio Amletico”,“Inter nos”,“Introspezione”,“Experience”)ma è indubbio che la presenza della propria maschera e di quella delll'avversario (che impedisce di distinguerne il volto e le intenzioni)si presta a mille considerazioni.
Il rapporto con l'arma e il rumore del metallo che diventa musica sono rappresentate ironicamente in “In a time laps” e “Heavy Metal”,il gesto dell'affondo è rappresentato in “A colpo d'occhio”,“Ho lati appuntiti” e “Whisper of my soul” e il rapporto con la propria arma e le sue caratteristiche di forza e flessibilità in “Strong as a bulrush" e in“Dipende