Presenza/Assenza
Individuare, attraverso la fotografia, gli elementi di sofferenza della realtà sociale attraverso la crisi soggettiva e il deterioramento della relazione tra individuo e società.
Questo è l'obiettivo che attraverso il mio progetto fotografico cercherò di raggiungere.
Il paesaggio, allora, viene concepito non solo come un vero e proprio contenitore del disagio ma anche come un vero e proprio personaggio attraverso il quale è possibile concentrarsi sulla rappresentazione della crisi individuale.
Ho voluto dare inizio a questo progetto ponendomi delle domande sull'odierna psicologia umana, sull'impossibilità di comunicare e sulla devastante crisi dei rapporti interpersonali.
Il paesaggio, quindi, diviene un luogo "altro" della riflessione sull'esistenza, uno spazio psicologico che prende i ruoli di contenuto e di contenitore, un'apertura verso quell'abisso straniante che caratterizza la relazione tra individuo e mondo.
Così sono gli ambienti naturalistici e urbani a ricondurre in me una certa sensibilità, a farmi svolgere un lavoro interiore attraverso un processo espressivo in divenire, a volte privo di elementi rassicuranti.
Noi siamo dentro il paesaggio e il paesaggio è parte di noi.