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Alex108
www.juzaphoto.com/p/Alex108



avatarStar Tracker: m.s.m o Sky Tracker Pro?
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 22 Novembre 2021, 3:12


Un saluto a tutti.
Ho bisogno di un'astroinseguitore per riprese grandangolari che sia leggero e compatto; mi serve per uscite in alta montagna invernali, anche di più giorni, dove avrò sulle spalle uno zaino dal peso considerevole rispetto a quello per le restanti tre stagioni.

Finora ho individuato due candidati: il move-shoot-move ed il ioptron skytracker pro.

Il M.S.M viene venduto sui 340 €, ed è completo di rotore, base equatoriale, puntatore laser, cannocchiale polare ed una torcia frontale omaggio. Aggiungendo la piattaforma a z/v sempre di m.s.m ed applicando il codice sconto il saldo finale è di 340€.

I vantaggi del M.S.M sono la leggerezza del rotore (400gr), la compattezza, il passivo motorizzato modalità time-lapse ed il puntatore laser - che non solo sarebbe sufficiente per un puntamento polare ultra-wide, ma semplificherebbe anche il più preciso puntamento con il cannocchiale nel range 20-24mm a lunga esposizione.

Lo svantaggio principale del M.S.M è la batteria: a quanto ho appreso in rete, in condizioni di freddo estremo, la durata già non eccelsa della batteria si riduce; ciò vale per tutte le batterie, ma a quanto pare, anche il rotore in sé pare soffra le temperature più rigide.

Ioptron skytracker Pro è venduto sui 320-350 €, ed è completo di rotore, base equatoriale, cannocchiale polare e custodia.

I vantaggi dello skytracker sono durata della batteria e qualità/solidità costruttiva.

Gli svantaggi dello skytracker sono il peso - doppio rispetto a m.s.m - e la base equatoriale - che sembrerebbe più "cheap" rispetto al m.s.m.

Detto ciò, queste considerazioni sono frutto di conoscenza indiretta, la quale molto probabilmente è lontana dalla reale esperienza d'uso dei due dispositivi; chiedo dunque consiglio ai più esperti, nonché ad'eventuali possessori dei due rotori prima di procedere all'acquisto. Esistono poi altri star tracker dalle caratteristiche simili in quella fascia di prezzo?

Grazie





5 commenti, 93 visite - Leggi/Rispondi


avatarLa fotografia ed il rapporto con la realtà
in Tema Libero il 17 Novembre 2021, 22:27


Dal momento in cui la discussione "quanto conta il mezzo in fase di scatto rispetto alla post-produzione" ha raggiunto il limite di 15 pagine, e che quest'ultima mostrava nei suoi ultimi commenti un carattere filosofico non a tutti gradito, posto qui il mio ultimo messaggio, in risposta alla domanda "chi è che fotografa?".

Si continua quindi da qui:
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4093138&show=last#24139577

La fotografia e la Realtà possiedono due gradi di verità differenti.

Ora, teniamo presente che, secondo l'Advaita Vedanta (su ciò si fonda il punto di vista che sto per fornirvi) l'universo-moto può considerarsi reale o non reale, secondo che la visuale sia empirica o metafisica. Ma, potremmo ancora chiederci, non vi è una sola realtà sempre identica a se stessa e universalmente valida? È vero, questa realtà esiste, e non può non esistere (persino il nichilista ha la sua realtà, che risponde al nulla), ed è una sola; ma la realtà una può essere appunto considerata dalle coscienze individuate in diversi modi che possono approdare anche a conclusioni-verità apparentemente contrapposte. Se c'è una filosofia orientale più accettabile dall'occidentale e più aderente alla sua mentalità, questa è certamente il Vedanta. Il Darśana Vedanta è un punto di vista sintetico, metafisico, sapienziale e, non estremista. Abbiamo quindi:

Paramarthika: Aggettivo indicante la Realtà che non può essere qualificata, definita, limitata o contraddetta e che è di per sé assolutamente reale.

Vyavaharika: "relativo al contingente". Aggettivo indicante la realtà empirico-fenomenica o relazionata.

Pratibhasika: "relativo a ciò che appare". Aggettivo indicante la realtà apparente-illusoria che qualifica l'esperienza dello stato di sogno e, per estensione l'intera esperienza del mondo di maya.

- come per altri commenti dal contenuto simile, specifico che sono stati omessi i segni diacritici della traslitterazione dal sanscrito devanagari, poiché qui su juza non sono supportati; i termini in sanscrito qui e di seguito riportati, sono errati, e recano talvolta significato addirittura contrario (es: ?nanda=beatitudine - ananda-senza gioia, senza-nanda, la "a" ha valore privativo; m?y?=illusione - maya=suffisso avente il significato "fatto di").

Come ho già detto in un commento precedente, parlare di "rappresentazione della realtà" costituisce una contraddizione in termini. Il reale infatti, non può essere rappresentato in alcun modo, semplicemente... è.
Non possiamo nemmeno standardizzare il piano empirico-fenomenico, poiché la percezione di esso è in relazione al conoscitore; e non mi riferisco solo alla percezione differente che due individui umani possono avere dello stesso fenomeno, ma, ad'esempio, anche a percezioni totalmente diverse, come possono essere quella umana e quella di un pipistrello, un serpente, un cane, ecc.?
Se vogliamo parlare del relativo in termini di realtà, quale è allora la realtà vera? Quella che non è oggettivabile, che è immutabile ed eternamente la stessa. Il termine "relativo", come la rappresentazione, costituisce una contraddizione in termini se associato alla realtà, pur essendo Questa il fondamento di quello. Così come la punta del mio dito può toccare ogni cosa, ma non può toccare se stessa, similmente, posso conoscere in qualità di oggetto qualsiasi cosa, ma non posso oggettualizare il Puro Soggetto.
Quella che varia a seconda del fatto che a percepire sia un'uomo o un pipistrello, semplicemente non è realtà, ma un fenomeno empirico transitorio e relativo; se vuoi puoi chiamarla realtà relativa, ma ciò non ha molto senso.

Da un punto di vista onnicomprensivo e meno estremista, possiamo dire che la sfera empirica ha o non ha il suo grado di realtà a seconda della prospettiva da cui ci si pone - se assoluta o relativa. Mi spiego con un'esempio: dalla prospettiva terrestre abbiamo un alba, un sole che si porta allo zenit ed un tramonto. Dal punto di vista relativo l'alba ed il tramonto sono inequivocabilmente reali. Ma ipotizziamo un punto di vista puramente soggettivo del Sole stesso (il sole è colui che illumina; cos'è che illumina le nostre esperienze?): dalla prospettiva del sole non esiste alcuna alba o tramonto!

E ancora, prendiamo in esame un'altro esempio: dalla prospettiva del sognatore, il sogno è inequivocabilmente reale; solo al "risveglio" esso può realizzare che l'intera esperienza di sogno era proiettata dalla mente. Quale è la verità? Il sogno o la veglia? Era l'esperienza di veglia presente nel sogno? No! È l'esperienza di sogno presente nella veglia? No! Allora ne la veglia ne il sogno sono realtà. Non esiste quindi alcuna realtà? No, affatto; eri tu, Soggetto, presente nello stato di sogno? Si! E sei tu Soggetto presente nello stato di veglia? Si! Se le cose stanno così, allora, ne la veglia ne il sogno sono la realtà, ma Tu, sei la sola Realtà sempre esistente… ora non resta che scoprire chi sei tu!

La domanda più intelligente è stata posta da @carlmon se non mi sbaglio; esso domanda infatti "chi è che fotografa?"

Siamo abituati a parlare di "soggetto di una fotografia", ma, anche qui, non ci trovo molto senso: se sto osservando un fiore, ad'esempio, io sono il soggetto di conoscenza, ed il fiore è l'oggetto di conoscenza; la stessa interazione vi è portando all'occhio il mirino: il fiore è l'oggetto.
La risposta alla domanda sembrerà scontata ai più, ma siamo sicuri che l'agente sia uguale al sè? Ognuno resterà legato alle proprie ed attuali convinzioni, ed è giusto così; anzi, possiamo dire che tali condizioni sono necessarie per l'attuale "percorso" di quel preciso ente individuato. Quindi, io vi darò la mia risposta in merito alla domanda "chi è che fotografa?"; questa poi, potrebbe essere la risposta definitiva, ma non quella necessaria per tutti, non so se mi spiego..

È la sola mente a definire ciò che - erroneamente in senso assoluto ma non in senso relativo - chiamiamo realtà. Tutto ciò che del mondo sperimentiamo lo sperimentiamo nella mente. Siete d'accordo? Pensateci! Ogni esperienza, dal principio fino ad ora, è sperimentata nella mente. Potreste dire: "no, ci sono oggetti la fuori e li stiamo sperimentando", ma cosa accade veramente? Mi perdoneranno i dotti scienziati, ma ciò che accade è all'incirca ciò che sto per descrivere:
Cosa accade quando, ad esempio, guardiamo ad un fiore? La luce cade sul fiore, è riflessa verso gli occhi ed entra tramite la pupilla. Insieme al cristallino, la cornea rifrange la luce per formare l'immagine messa a fuoco sulla retina sul segmento posteriore dell'occhio. La retina converte la luce in segnali elettrici. Questi passano attraverso il nervo ottico al cervello, che poi li elabora per creare un'immagine. Elettricità tra le sinapsi dei neuroni. Nessun fiore, niente luce, nemmeno un'immagine, ciò che raggiunge il cervello è solamente un tenue segnale elettrico. E da quel segnale elettrico la reale esperienza del fiore è ricostruita nella mente, come questa conversione avvenga non è stabilito con certezza, ma questo è ciò che accade, ed anche il più tenace materialista sarà d'accordo. Il fiore è presentato alla consapevolezza sotto forma di onda-pensiero nella tua mente. Ora, lasciando da parte il lavoro dell'organo stesso di percezione e l'elaborazione - per lo più sconosciuta - operata dal cervello, cosa succede?

Quando un'ente individuato, mediante la mente, percepisce una sensazione che poi l'intelletto determina, il senso dell'io afferma: "sono io che percepisco", "sono io che fotografo".
L'ahamkara, l'io empirico o l'ego è ciò che agisce, che sperimenta, che trae i frutti di questa sperimentazione, ciò che produce azione, armonica o disarmonia. È un "personaggio" - dal latino "persona"="maschera" - sospinto da ciò che potrei chiamare "stati allotropici della natura" a fare esperienze di varia natura, trascinato dal frutto delle proprie azioni. Il senso dell'io, con i suoi veicoli di espressione, è aleatorio, è movimento, esso, per citare Platone, "nasce e perisce, ma in realtà non è mai" (Platone, Timeo, 28a, 3-4).

Ritornando a quanto detto in precedenza: "Tu, sei la sola Realtà sempre esistente… ora non resta che scoprire chi sei tu!", bisogna inferire che Tu non sei il senso dell'io. "Chi sei Tu?" è un'altra domanda, la quale risposta va comunque realizzata, portata dalla potenza all'atto; tuttavia non mi sono mai rifiutato di fornire il mio punto di vista - se vengo interrogato a riguardo - ma la domanda in questione era "chi è che fotografa?" E la risposta è "il senso dell'io, ma non il Sé".


9 commenti, 225 visite - Leggi/Rispondi


avatarProblema file jpg dopo calibrazione
in Computer, Schermi, Tecnologia il 01 Settembre 2021, 12:35


Un saluto a tutti voi, vi ringrazio dell'attenzione.
Comincio con il dirvi che ho poca esperienza in materia di calibrazione; la causa del problema con tutta probabilità è lì che mi guarda, sotto i miei occhi, ma io proprio non la vedo, portate pazienza MrGreen
Inoltre, mi scuso se l'argomento fosse già stato trattato; ho fatto una ricerca, e mi sono perso nelle centinaia di pagine sull'argomento.

Ieri sera ho calibrato per la prima volta il Benq sw270c che ho acquistato un paio di mesi fa.
Ho utilizzato spider x pro - collegata a monitor, il quale a sua volta collegato via usb-c alla scheda madre - con palette master element su windows 10. Ho lasciato acceso il monitor per circa un'ora prima di procedere, ed ho acceso solo una luce perimetrale nella stanza e gli rgb del computer.

Modalità avanzata
Punto di bianco: d65 - 6500k
Primari rgb: panel native
Luminanza: 125
Gamma: 2.2
Punto di nero: 0.1
Mod: xy
Preimppstazione cal.: calibrazione 1
Versione del profilo: v2
Tipo di profilo: 16 bits lut
Formati patch: grande

La convalida della calibrazione ha dato - ai miei occhi inesperti - esito positivo al primo tentativo, con delta e massimo e medio ampiamente inferiore a 1.
Dopo aver post-prodotto per qualche ora, esportando in jpg - in qualsiasi spazio, sia da ps che da lt - il file risulta esageratamente saturato, e lo sono anche i jpg esportati in passato. esportando in formato tiff i colori sono fedeli.

Spero che qualcuno di voi possa aiutarmi, e vi ringrazio anticipatamente.




11 commenti, 294 visite - Leggi/Rispondi


avatarConsigli ed opinioni per acquisto monitor fotografico
in Computer, Schermi, Tecnologia il 09 Giugno 2021, 2:33


Salve a tutti!
La mia intenzione - ossia il contesto in cui si colloca la domanda - è quella di acquistare un monitor per la post-produzione, dandomi un budget di 500-700 euro; gli indiziati sono:

- ASUS ProArt PA27AC

www.asus.com/it/Displays-Desktops/Monitors/ProArt/ProArt-Display-PA27A

- Dell UltraSharp 27" UP2716DA

www.dell.com/it-it/shop/monitor-dell-ultrasharp-27-con-premiercolor-up

- Benq PD2700U

www.benq.eu/it-it/monitor/designer/pd2700u.html

Sarei ben felice di acquistare un benq sw 271, ma, dovendo acquistare altre componenti hardware - in un periodo infausto per il mercato hw pc - il tetto è di 700-750 €.
Mi piacerebbe avere la copertura adobe rgb (Dell UltraSharp) per poter alzare il livello di stampa; sarebbe interessante avere il 4k ( Benq PD2700U); avere luminosità, contrasto, connettività ed altri elevati standard appartenenti alla fascia di prezzo alta, quali ad'esempio la calibrazione hardware, sarebbe fantastico (ASUS ProArt PA27AC ), ed avendo 10 secondi per scegliere punterei proprio su Asus, a discapito della copertura adobe rgb.

In tutto ciò il "Philips 328P6AUBREB" si pone - o almeno sembrerebbe porsi - in una posizione intermedia, che coniuga con qualche compromesso le caratteristiche ricercate ad'un prezzo inferiore. Premettendo che la mia è più una curiosità suggestiva nei confronti di quest'ultimo pannello, proviamo a dare un'occhiata.

- Philips 328P6AUBREB

www.philips.it/c-p/328P6AUBREB_01/brilliance-monitor-lcd-con-dock-usb-

A prima vista sembra possedere ottime specifiche per la fascia di prezzo in cui si colloca:

È un ips opaco da 32" con una risoluzione di 2560 x 1440 a 60 Hz; 450 candele m2 di luminosità ed un rapporto di contrasto di 1200 a 1; ha una copertura del 99% dello spazio adobe rgb e del 100% dello spazio srgb, con un "delta e" inferiore a 2; usb-c, display port; certificato di calibrazione ed altre specifiche interessanti.

Manca - ovviamente - la calibrazione hardware, la sonda integrata, ed altre features appartenenti a pannelli di alta fascia. Immagino che la qualità costruttiva generale non sia ai livelli di monitor di fascia media/medio-alta di produttori quali eizo, benq, asus, ecc. - e credo fermamente che la ricerca e lo sviluppo di questi "brand" sia nettamente superiore, e che ciò influisca in maniera determinante nell'esperienza fotografica che il pannello restituisce; tuttavia sembra possedere ottime referenze per il prezzo al quale viene venduto: 450 € su amazon. L'idea che mi sono fatto, è che possiede specifiche superiori al prezzo di vendita. Mi sfugge qualcosa? Qualcuno conosce il pannello? Quale è la vostra opinione in merito?

Al netto di quanto esposto, quale è il vostro consiglio?
Mi perdonerete per l'eccessiva discorsività, ma la scelta del monitor è un fattore spesso sottovalutato, e pur spendendo cifre "contenute" vorrei evitare errori.

Grazie






44 commenti, 1473 visite - Leggi/Rispondi





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