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F.

Lettere Alfabeto  |  Vedi galleria (3 foto)

F. inviata il 9 Settembre 2026 ore 13:56 da ForeverYoung. 4 commenti, 135 visite.

ISO 100,

Cose del secolo scorso e la giovinezza dei vent’anni. Nel mese di maggio su un campetto improvvisato si giocava a pallone, a porticine, venti contro venti. Giocava con noi anche F. che aveva superato le sessanta primavere, giocava e fumava, era giovane dentro come noi. Poi improvvisamente un pomeriggio lo andammo a trovare, all’ospedale. Ricordo che la moglie raccontò, a noi che rappresentavamo in quel momento il migliore sostegno possibile, a cui andavano quindi anche le confidenze più intime, come era accaduto che il marito si fosse sentito male. "Forse aveva mangiato troppo e troppo peperoncino" disse la signora, e ancora, data la sua educazione antica, lasciò solo immaginare il resto "sa com’è, tra moglie e marito...". Noi capimmo benissimo, capimmo che F. voleva ancora bene alla sua sposa, proprio come una volta, e capimmo che, nel loro amore, gli anni che avevano entrambi non contavano affatto. Concluse piangendo "poi mi ha chiesto di chiamare l’ambulanza". Il marito era stato colpito da un ictus mentre le dimostrava, come solo un giovanotto può fare, tutto il suo amore. Nella camera di rianimazione, era sveglio, ma non parlava, la parte destra del suo corpo non obbediva più. Per un momento lo vedemmo in una di quelle interminabili partite dove contava solo partecipare. Era lì insieme a noi, solo un po’ provato dopo aver ricevuto una pallonata forte, molto forte, proprio verso la fine della (sua) partita. Si riprese, smise di fumare e "di mangiare peperoncino" e tornò a camminare perché non avrebbe mai potuto lasciare sola la "so miè". Qualche anno dopo, invece, fu proprio lei a lasciarlo solo su questo mondo e a lui non rimase, a sua volta, che di seguirla dopo poco tempo dato che non si lascia sola la propria ragazza e lui non l’avrebbe mai fatto. Era tutta una questione "dev’ess brav’omen", di essere gentiluomini. .... Come nel poema mitologico, quel desiderio di poter vivere e morire insieme e trasformati in alberi: lui in una quercia e la moglie in un tiglio, uniti per il tronco. Sposi per sempre. ------------- Nello scatto un piacevole incontro sul sentiero per il sentiero al Rifugio Gardeccia. Benché risultasse a fuoco credo vi sia un problema macchina/obiettivo; un vostro parere, grazie. #Black #White #BlackAndWhite #BiancoeNero #Monocromo #Monochrome #UrbanLife #Street #Streetphotography


Vedi in alta risoluzione 18.1 MP  



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avatarsupporter
inviato il 9 Settembre 2026 ore 13:59    

SUPER

avatarsupporter
inviato il 14 Settembre 2026 ore 19:55    

Grazie Werner, buon inizio di settimana

ciao Vincenzo

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2026 ore 10:52    

Quando "l'innesto" è riuscito e ha ben attecchito si forma una coppia che cresce come un albero sano e vitale, fiorisce e fruttifica con abbondanza.
Alla fine del ciclo vitale è difficle che la pianta originaria sopravviva all'innesto...
Una bella storia, forse come tante, ma che non suscita clamore, sgomento, paura, indignazione o curiosità morbosa e quindi passa sotto traccia per l'indifferenza del pubblico a cui si potrebbe (e invece dovrebbe) rivolgere.

Un saluto
GG

avatarsupporter
inviato il 21 Settembre 2026 ore 18:33    

Commento da incorniciare Giacomo, "colora" quello che lo scatto racchiude. Sempre grazie.
A volte alla foto che propongo aggiungo un pensiero che la accompagna. Altre volte, come in questo caso, è la foto che supporta un racconto.
Tra tutte le mie modeste proposte questa è tra le più riuscite ma poco accolta e visitata.

Un caro saluto
Vincenzo


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