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inviato il 08 Luglio 2026 ore 16:29
La corda avvolta simula perfettamente le spire dei serpenti marini del mito classico di Laocoonte. L'intreccio caotico sul pavimento amplifica la sensazione di intrappolamento e lotta interiore. Complimenti è dir poco! |
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inviato il 08 Luglio 2026 ore 16:34
Federica , grazie infinite per il commento e per i tuoi complimenti. |
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inviato il 08 Luglio 2026 ore 17:21
Una hermosa foto que muestra la belleza y la estética masculinas. Muchas felicidades, Damiano, por ser tan preciso y original en todo aquello que haces. |
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inviato il 08 Luglio 2026 ore 19:14
Tony , muchisimas gracias por el comentario y tus felicitaciones. |
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inviato il 08 Luglio 2026 ore 19:37
Dal punto di vista compositivo , ho scelto una prospettiva zenitale-diagonale, che schiaccia e al contempo esalta la figura umana, inserita in un vuoto cosmico incolore. La posa del modello non replica banalmente l’iconografia originaria dell'arte plastica antica, ma ne interiorizza la tensione cinetica. La torsione del busto, assecondata dalla flessione degli arti inferiori, genera una linea serpentinata, che guida l'occhio dell'osservatore lungo i principali vettori di forza della scena. Il corpo maschile, nudo e atletico, si fa puro volume plastico, dove ogni fascia muscolare contratta denuncia lo sforzo della resistenza e la sottomissione al vincolo materiale. |
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inviato il 08 Luglio 2026 ore 19:48
Il sistema di illuminazione, da me adottato, è un rigoroso impianto caravaggesco, basato su un contrasto netto e drammatico (luce radente vs fondo nero), che isola il soggetto da qualsiasi coordinata spazio-temporale. La luce, proveniente dall’alto a sinistra, modella i contorni epidermici, enfatizzando la tridimensionalità dei volumi. Questa mia scelta formale esalta la dialettica delle texture: da un lato la morbidezza calda e organica della pelle, dall’altro la rugosità fredda e geometrica della corda. La penombra, che avvolge il volto reclinato del modello, sottrae l'immagine alla sfera del ritratto individualizzato, elevando il soggetto a prototipo universale del dolore e della costrizione. |
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inviato il 08 Luglio 2026 ore 19:54
L’elemento centrale della rimediazione risiede nella sostituzione dei mitologici serpenti marini con un’imponente matassa di corde bianche. La corda, avvolta in spire opprimenti attorno al torso e alle gambe del soggetto, si accumula in un groviglio caotico sul pavimento, suggerendo un labirinto esistenziale senza via d'uscita. La mano del modello, adagiata sulle corde inferiori, non esprime una disperata ribellione fisica, bensì una dolente e rassegnata consapevolezza del proprio stato di prigionia. |
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inviato il 08 Luglio 2026 ore 21:35
Ringrazio infinitamente Danil Valle per aver contribuito, in maniera significativa, alla realizzazione di questo mio saggio critico, articolato nei tre precedenti commenti, scritti sopra, e intitolato: "La rimediazione del mito e il corpo vincolato" . |
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inviato il 09 Luglio 2026 ore 0:36
Foto da artista |
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inviato il 09 Luglio 2026 ore 9:34
Ettore , grazie infinite. |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 17:27
“ Ringrazio infinitamente Danil Valle per aver contribuito, in maniera significativa, alla realizzazione di questo mio saggio critico, articolato nei tre precedenti commenti, scritti sopra, e intitolato: "La rimediazione del mito e il corpo vincolato". „ Ciao Damiano Non devi ringraziarmi, perché per me è motivo di orgoglio e di piacere poter aiutarti a scrivere un saggio critico per un tuo lavoro |
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inviato il 17 Luglio 2026 ore 12:37
Danil , ancora grazie infinite. |
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inviato il 25 Luglio 2026 ore 12:03
Lacci di corda e nodi del destino, mentre la luce traccia il suo cammino. Scolpito nel silenzio e nel mistero, il mito antico oggi si fa vero. |
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