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inviato il 15 Novembre 2025 ore 13:06
Ottima proposta, bianco e nero funzionale al soggetto e ben gestito. Un saluto |
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inviato il 15 Novembre 2025 ore 13:08
Grazie Daniele |
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inviato il 15 Novembre 2025 ore 14:34
Bellissima composizione e bellissima prospettiva. Ciao e buon fine settimana, Paolo |
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inviato il 15 Novembre 2025 ore 15:11
Grazie Paolo |
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| Perfezione in bianco e nero, congratulazioni e i migliori saluti perfection in b&w , congratulations and best regards |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 4:12
Grazie Warsza |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 5:56
Molto Molto Suggestiva !!! Grande PDR !!! |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 7:21
Grazie Gion |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 10:07
SUPER |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 12:38
Ottimissimo PDR!!!! Buona giornata! Oleg. |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:40
Grazie werner e Oleg |
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inviato il 27 Novembre 2025 ore 23:17
eh, qui siamo in Località Quattro Venti, poco distanti da Mantova! la foto è ben realizzata ed è bella da guardare; è tuttavia inevitabile soffermarsi un attimo sulla scritta che si legge sull'esedra che hai fotografato, oltreché sul tuo titolo.... 1848 si riferisce incontrovertibilmente a quel 29 maggio 1848, giorno di inizio di quella che passerà alla nostra storia come la battaglia di Curtatone e Montanara della Prima Guerra d'Indipendenza, che vide contrapposti i volontari universitari, tra cui circa 350 studenti toscani, e le truppe austriache: i giovani volontari male equipaggiati ed armati, non addestrati, con grande sacrificio di vite, riuscirono a rallentare l'avanzata Austriaca, favorendo il successivo successo Piemontese..... Sulla lapide alla base del Monumento agli studenti universitari caduti, eretto nel 1870, [fu scritto e] si legge: "Lasciarono i libri imbracciarono le armi accorsero ovunque si combattesse in nome dell'Italia caddero eroicamente". L'esedra che invece hai fotografato, fu aggiunta nel 1935-36, da parte dei reduci del Battaglione Universitario Montanara e Curtatone: un battaglione Fascista che combatté a fianco dell'Esercito Italiano in quella guerra coloniale d'aggressione in Etiopia del 1935-36, con violenze e crimini imbarazzanti da parte delle truppe italiane, come l'uso di gas tossici e rappresaglie brutali contro la popolazione civile. Quindi, si, ci credevano i giovani studenti del 1848..... ma ci credevano pure i soldati e ufficiali Fascisti in Etiopia: conserviamone lucidamente la memoria. |
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inviato il 28 Novembre 2025 ore 5:57
Non avendo approfondito su chi avesse posto l'esedra, ho pensato unicamente a quei giovani, probabilmente ispirati dal pensiero mazziniano, che non poterono rinunciare all'ideale di un'Italia unita e indipendente. Nessuno gli aveva ordinato di andare incontro a morte certa, per dare supporto ad un progetto più ampio; eppure ci credevano, consapevoli della scarsa rilevanza della loro azione sul piano tattico, ma enorme sul piano strategico. Dovevano fare qualcosa, pur non sapendo imbracciare le armi. Conservare lucidamente memoria, perché tante cose che vediamo o utilizziamo oggi sono contaminate dal passato fascista, non è facile. Non possiamo limitarci nel pensiero, per una nota stonata che non rovina il concerto. E allora tutti i capodanni, quegli italiani che vanno a battere a ritmo le mani sulla marcia di Radetzki? Dovremmo soffermarci anche su questo e smorzare l'allegria del momento, perché L 'Austria ci è costata un alto prezzo in vite? |
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inviato il 28 Novembre 2025 ore 21:55
Giusto quel che scrivi; peraltro la "Marcia di Radetzky" fu composta da Johann Strauss padre nel 1848 per celebrare la vittoria del maresciallo Josef Radetzky contro i moti rivoluzionari in Italia....siam sempre lì, nel 1848.... quindi la faccenda è ancor più intricata: Abele non aveva figli quando Caino lo uccise..... poi Adamo ed Eva ebbero altri figli e figlie.... ma quanto di Caino scorre nel nostro sangue? Condivido quel che dici, soltanto mi era sembrato interessante far notare quanto ho scritto sopra: a me sarebbero bastate le parole sulla lapide del 1870; per approfondire sarebbe interessante poter leggere eventuali lettere, diari, memorie lasciate da quegli studenti toscani andati a morire, per capire chi erano e cosa li spinse ad ingaggiare uno scontro impari, dall'esito scontato, andando al massacro......: riposino in pace, con le parole di Brecht: "Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi". |
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inviato il 29 Novembre 2025 ore 5:20
ti ho voluto provocare. Mi piace come scrivi. Ancora di più mi piace il confronto di opinioni. |
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