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Passeggiando tra lanterne e piccoli ombrelli sospesi: un viaggio tra i funghi che osservano il mondo senza farsi notare.
Tra natura e poesia...
Dopo le piogge di ieri, questa mattina mi sono addentrato nel sottobosco. L'aria profumava di terra bagnata e foglie in decomposizione, un odore antico e familiare. Ero alla ricerca dei microfunghi, quei piccoli abitanti segreti del bosco che spesso ignoriamo, anche quando li sfioriamo con lo sguardo.
La cosa più bella è che, mentre noi raramente li notiamo, loro sì: sono lì, immobili, come se ci osservassero passare. C'è qualcosa di misterioso in questa sensazione, come se i funghi fossero guardiani silenziosi, curiosi e pazienti.
Tra la corteccia marcia e il muschio umido ho trovato ciò che cercavo: Mycena renati, minuscoli, eleganti, addossati l'uno all'altro come una piccola città di cappelli rosati. Sembrano lanterne sospese a steli sottili, o una folla di minuscoli ombrelli aperti a proteggere la vita segreta del bosco: insetti, semi, piccoli frammenti di mondo che respirano nell'ombra
Ma il vero particolare si trova ancora più in basso. Alla base dei gambi si può notare il micelio, quei filamenti bianchi o quasi traslucidi che si insinuano nel legno morto.
È una trama nascosta, un filo segreto che cuce insieme ciò che è stato e ciò che sarà: i ramo che ospita questi funghi non è solo un residuo della foresta: è un ponte, e il micelio è l'ago che tesse la rinascita.
In silenzio, questi piccoli funghi ricordano che la vita non ha bisogno di clamore per essere immensa. Sono minuscoli, molto fragili, facili da ignorare, eppure trasformano la morte del legno in nutrimento, luce, forma. Camminando tra loro ho avuto l'impressione di essere io lo spettatore, non il contrario...
Loro, immobili, mi lasciavano passare, come se sapessero che il bosco non appartiene a chi lo guarda, ma a chi lo ascolta.
E così, tra gocce di pioggia rimaste sulle foglie e la luce filtrata tra i rami ormai quasi senza foglie, ho salutato i miei piccoli guardiani rosati. Invisibili agli occhi più frettolosi, ma perfettamente presenti, come un segreto che il bosco svela solo a chi ha voglia di chinarsi e guardare veramente.
Matteo Orlando Fotografo Naturalista - Divulgatore
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