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...14 giugno, una data che mi coinvolge personalmente e emotivamente. Mio figlio Francesco è nato oggi nel 1993 come è nato lo stesso giorno Francesco Guccini nel 1940 ed anche il Comandante Che Guevara nel 1928, tre uomini legati tra loro non solo da una data, ma pure da un ideale. Il Che, la figura di Ernesto Guevara è assurta alla dimensione di mito per quella parte di persone che si riconoscono nei suoi ideali rivoluzionari. Le immagini che vi propongo sono: il mio ritratto di copertina realizzato in spiaggia a Playa Larga, le altre nel primo commento sono di Francesco che mi invia da La Habana dove sta ultimando la sua seconda sessione di dottorato di ricerca, sulla didattica scolastica dopo il successo della rivoluzione cubana. Che Guevara assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro e portò l'istruzione nella norma vincendo una grande scommessa, per un paese che annoverava un analfabetismo altissimo causa la dura e sanguinaria dittatura di Batista, spalleggiato dagli USA. Prima della Rivoluzione il sistema educativo era caratterizzato da grandi disuguaglianze per cui l'istruzione dei settori più poveri della società era quasi inesistente. C'erano 1 milione di analfabeti, più di 1 milione di semianalfabeti, 600.000 bambini senza scuola e 10.000 insegnanti senza lavoro. Il 22 dicembre 1961, a meno di tre anni dalla vittoria della Rivoluzione cubana l'allora presidente Fidel Castro Ruz proclamò l'isola come territorio libero dall'analfabetismo. Questo è il ruolo di Francesco documentare ciò che è accaduto in quell'isola così lontana e che non è documentato nei libri di testo e di storia nel vecchio continente Europeo. Francesco Guccini invece tutti lo conoscono come cantautore impegnato, ed ha scritto una canzone dal titolo "Canzone per il Che" che ho inserito nei primi commenti. Se avete apprezzato e partecipato alla lettura e visione di immagini e video musicale vi ringrazio infinitamente.
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Qui sotto il link per vedere il video della canzone di Guccini.
Scene di vita quotidiana che solo a La Habana si possono ancora ammirare by Francesco (vagabundo_en_cuba su Instagram) seguitelo.
Sopra Francesco ed un cubano che ha fermato per strada con il tatuaggio del Che, foto attuale. Sotto un primo piano che ho fatto io a Playa Larga assieme a Francesco un anno fa, personaggio da lui individuato e fermato.
Collage da me realizzato con immagini inviatemi da Francesco. Curiosità, tra le quattro trovate la differenza, luogo che non è Cuba ma bensì Florence.
Francesco ha una grande predisposizione ad interagire con i cubani, sei mesi lo scorso anno e sei mesi adesso (che porterà a termine il prossimo settembre) lo hanno trasformato in un cubano di adozione, trovando l'amore per questo meraviglioso popolo e l'amore della sua vita.
Un documento straordinario, uno dei più belli fra i tuoi! Il Popolo cubano si sta svegliando dall'incubo della sottomissione culturale. Bello anche vedere l'intelligenza di tuo figlio e il suo interesse verso un modo di vivere così diverso dal nostro sentire, ma in fondo simile. Tanti complimenti Loris. Ti saluto Amico mio
Ritratti molto rappresentativi di un popolo che, forse, ha amato il Che più dello stesso lider maximo, d'altronde di uomini così ne nascono non più di uno ogni secolo. Come sempre ci offri degli ottimi reportages. Ricordo gradito anche per Guccini che mi ha accompagnato per tutta la mia giovinezza, altri tempi. Bellissimo ragazzo, tuo figlio, hai di che essere orgoglioso. A presto.
Complimenti Loris, ottime immagini e condivisibilissima didascalia che non posso non apprezzare unitamente al brano del grandissimo Francesco Guccini. Auguri a tuo figlio Francesco, cubano d'adozione, come del resto era anche il... "Che". Ciao e buona giornata, Paolo
Quando si dice "era scritto"... Un reportage giornalistico di "pancia" in cui il sentire personale è indissolubilmente ad esso legato. L'espressione e la postura dell'uomo della foto di copertina sono il simbolo del nostalgico ricordo che ancora vive nonostante il lungo tempo trascorso... Chissà che non venga premiato con il Pulitzer di Juza...
Hanno già detto tutto gli altri, non mi rimane altro che ammirare i tuoi reportage, complimenti e grazie per tutto quello che ci fai conoscere. Un saluto Mario