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Mi sono fatto spesso una domanda e non so se è anche la vostra: come vedevano i " ragazzi del '98 e '99 " (1898-99) queste montagne? Certo non come la mia fotografia. Classi di età anagrafica arruolati e mandati al massacro in queste montagne ed altri luoghi di conflitti nella Prima Guerra Mondiale. Io ho ammirato queste cime in tempo di pace in tutto il loro splendore, loro fuono portati fin lì per combattere il nemico che non conoscevano, loro non capivano perché erano stati arruolati, dalle isole, dal sud, dal centro e nord Italia, venivano arruolati in quelle montagne a combattere una guerra di trincea a pochi metri dal nemico, assalti continui di giorno e di notte con le zone di guerra illuminate dai lanci di bengala, in un inferno di fuoco d'artiglieria, mitragliatrici e assalti all'arma bianca. Qui di seguito vi propongo la decorazione della medaglia d'argento al valor militare dello zio di mia moglie, deceduto negli scontri sul Monte Grappa, per il centenario siamo andati a trovare il suo luogo di sepoltura, all'interno del Sacrario di Bassano del Grappa assieme a migliaia di altri giovani. PETTI SERRANO di Sante (DECORATO DI MEDAGLIA D'ARGENTO AL V. M.) Soldato 57° reggimento artiglieria da campagna nato il 16 settembre 1898 a Foiano della Chiana distretto militare di Arezzo morto il 24 ottobre 1918 sul monte Grappa per ferite riportate in combattimento. “Facente parte di una pattuglia di trincea presso un battaglione, tra l'infuriare del combattimento e sotto il violento bombardamento nemico si offriva volontariamente all'arduo ed eccezionalmente pericoloso compito di portare ordini a nuclei avanzati, dimostrando mirabile coraggio. Mortalmente ferito da una palletta di shrapnel avversaria alla testa, nel soccombere, ebbe ancora la forza d'animo di pronunziare nobili parole. – Col del Cue (Grappa), 24 ottobre 1918”
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Mio nonno è andato su quelle montagne a combattere per la patria come tanti ragazzi sardi, era fra i pochi che conosceva l'italiano e per questo lo mettevano a tradurre quello che dicevano gli altri sardi, lui veniva da una cittadina di mare dove non cade mai la neve e non gela mai catapultato su quei giganteschi monti a venti gradi sotto zero non poteva gustare la grandiosità di quelle stupende montagne ma i sardi sono coriacei gente dura, dopo mio nonno al ritorno dalla guerra ha fatto per molti anni il minatore, non mi ha mai parlato della bellezza di quei luoghi ma solo della nostalgia di casa di terrore e morte freddo e fame, bella testimonianza Loris bravo
“ ...ma lei che lo amava aspettava il ritorno d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà, se accanto nel letto le è rimasta la gloria d'una medaglia alla memoria... „
Fabrizio De Andrè, La ballata dell'eroe.
Carissimo Loris, la tua bellissima didascalia mi ha fatto pensare a questo stupendo brano del grandissimo Faber. Complimenti per la bellissima immagine di queste stupende montagne che speriamo di vedere sempre e solo coperte di neve e mai più di... sangue. Un affettuosissimo saluto, Paolo
Francesco grazie per la tua gentilezza, felice che ti siano piaciute le fotografie e che hai trovato interessante la didascalia, per me conta molto
Emme la tua testimonianza è toccante e ti ringrazio per averla condivisa qui con tutti noi, per i ricordi che lui menzionava c'erano solo gli stenti, questa è la risposta alla mia domanda. Grazie per l'inserimento della canzone di Faber, mi ha fatto molto piacere, come mi ha fatto piacere la tua visita
Paolo grazie di cuore per le tue belle parole, Faber era un poeta cantautore ed ha dedicato magnifiche canzoni a questi ragazzi, bella la tua citazione
Ho letto con interesse e commozione, avendo avuto mio nonno Cavaliere di Vittorio Veneto. Visitai tutti i cimiteri di guerra più importanti, così come i piccoli. Che dire? Non so andare avanti. Mai provata tanta emozione! Grazie Loris! Buon pomeriggio! FB
Con questa bellissima foto e il racconto nella didascalia hai fatto scaturire tante emozioni.
La "grande guerra" è stata uno dei conflitti più cruenti della nostra storia, in ogni famiglia italiana ci sono testimonianze vissute più o meno direttamente che hanno coinvolto tutta la popolazione.
Non ho mai conosciuto i miei nonni, il nonno materno rimase gravemente ferito e anche se riuscì a tornare a casa morì poco tempo dopo. Il nonno paterno perse la vita in battaglia e solo in seguito, negli anni settanta, mio padre dopo una lunga e difficile ricerca riuscì a scoprire che era sepolto nel cimitero di Oslavia.
Grazie Loris per la tua attenzione e sensibilità affinché questi ricordi rimangano sempre con noi. Ciao, Livio
Questa didascalia e" molto commovente ed interessante da leggere un paio di volte per non dimenticare .... pensa te i scherzi della Vita ....io ho avuto il Nonno da parte di mia madre che combatteva con gli Austriaci ed il Nonno da parte di mio padre era con l"esercito Italiano .....e io sono tra l"incudine e il martello con le emozioni.....pero" una cosa e" importante .......... MAI DIMENTICRE .......... Ciao Raimondo
Mio nonno che fu Cavaliere di Vittorio Veneto mi raccontava che quei ragazzi del '99 furono chiamati alle armi soprattutto dopo la disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917) a rinsaldare le linee del Piave e del Grappa, diedero un grandissimo contributo unito all'esperienza dei veterani (tra i quali mio nonno); ciò permise nell'ottobre del 1918 la controffensiva di Vittorio Veneto che portò alla vittoria finale dell'esercito italiano su quello austro-ungarico e alla firma dell'armistizio. Bella foto (anche in BN) e toccante didascalia, complimenti Loris! Ciao! Sergio
Molto bella questa immagine....ma la didascalia è una riflessione ammirevole e profonda Figurati....io ho fatto il militare su queste montagne....adesso quando salgo su queste belle cime provo un senso di libertà ma quando ero costretto, carico come un mulo e sempre di corsa mi sentivo come in prigione Non oso pensare cosa hanno provato ....chi su queste cime ha conosciuto o trovato la morte Mio nonno qualcosa mi ha raccontato.....cavaliere di Vittorio Veneto e medaglia d'oro congedato quasi cieco in un occhio e zoppo per congelamento Negli anni in cui ha vissuto con noi,l'ho sentito parecchie volte,di notte,gridare nel sonno "COMPAGNI!!!! ALL'ASSALTO!!!!!" Noi per fortuna possiamo vivere questi bellissimi posti solo per la loro bellezza.... Chiedo scusa per il lunghissimo commento Un caro saluto Stefano