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Ciao, immagine molto forte come al solito. Le lettere che escono dalla bocca possono rappresentare le parole che una persona ha dentro e il sangue nelle mani può indicare che dire certe cose ferisce.
Trattenere. Contenere quanto è possibile. Dopo che è uscito, stato emesso. Ma, non essendo mia abitudine rimescolare nei rigurgiti, chiedo gentilmente a quale foto/opera originale, il buon Rombro, si è ispirato.
Ritengo che Rombro non tragga ispirazione da altre opere originali, ma che le sue siano già loro originali, cioè esse stesse generate dalla sua visione. È arte.
Guardando, bocca, lettere, mani a coppa, braccia e corpo formano come un circuito chiuso, il cui flusso sembra girare in senso orario. Non vedo lettere tracimare dalle mani, forse perché il flusso è appena cominciato? Oppure perché le lettere tornano in circolo? Se si ripetono sempre le stesse cose, dalla A alla Z e si ricomincia da capo, dopo la Z ritorna la A e si giunge fin oltre la nausea...
In realtà la mano anche le setaccia dal sangue o liquame, e quella potrebbe essere una prima trasformazione alchemica, un passaggio dal buio liquefatto dello stomaco all'albedo - ma ancora sarebbe un alfabeto elementale (di legno o ferro) e servirebbero altri passaggi alchemici per farne parole. Il problema è che le immagini o funzionano o non funzionano - e questa funziona -, ma le immagini che funzionano stanno nel mistico, in quello che non si può dire, figuriamoci sclerotizzarle in un significato preciso.
Per questa fotografia evocherei Eugenio Miccini anche se non aveva l'anima così oscura come Rombro (il correttore automatico di Juza trasforma 'Rombro' in 'Romero'...).
“ In realtà la mano anche le setaccia dal sangue o liquame, e quella potrebbe essere una prima trasformazione alchemica, un passaggio dal buio liquefatto dello stomaco all'albedo - ma ancora sarebbe un alfabeto elementale (di legno o ferro) e servirebbero altri passaggi alchemici per farne parole. Il problema è che le immagini o funzionano o non funzionano - e questa funziona -, ma le immagini che funzionano stanno nel mistico, in quello che non si può dire, figuriamoci sclerotizzarle in un significato preciso. „
Purtroppo non ho niente di Miccini, non è ripubblicato quindi i prezzi sono quelli del collezionismo. Mia madre aveva una galleria a Forlì e una volta lui telefonò a casa, ma risposi io perché lei non era a casa, ero un bambino rintronato, ricordo che era molto gentile, con un contagioso entusiasmo da artista percepibile anche da un bambino rintronato. Lo ricordo ancora dopo decenni, quindi direi che ha stampato qualcosa nella mia testa e la annovererei tra le sue opere - ovviamente la più sconosciuta. Recentemente ho visto su YouTube un piccolo video sulla Normale di Pisa, una studentessa mi pare di ingegneria chimica mostrava gli spazi della scuola, poi ha accennato a un quadro affisso sopra una soglia: hai visto che in sala azzurra è esposta un'opera di Eugenio Miccini, ha detto orgogliosamente.