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inviato il 23 Aprile 2024 ore 11:11
Ciao Simo, ho letto i vari commenti e mi trovo perfettamente d'accordo con Marco. Apprezzo la ricerca in immagini come queste ultime che hai pubblicato, certo già il posto che hai fotografato ha delle caratteristiche incredibili che vanno oltre la realtà a cui sono abituato a vedere e fotografare. La tua visione in b/n è un viaggio che mi porta in un'altra dimensione. Concordo con le tue ultime parole: Sono convinto che per apprezzare questo genere di elaborazione, così come quelle a colori che ho proposto in galleria, bisogna riuscire a staccarsi mentalmente dalla visione classica del.paesaggio dove dettagli,luci e colori devono essere il più coerenti possibile con la realtà vista al momento dello scatto. Complimenti per lo scatto, ciao Fabrizio |
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inviato il 23 Aprile 2024 ore 18:08
astrazioni vulcaniche |
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inviato il 24 Dicembre 2024 ore 10:49
Immagine meravigliosa ! paolo |
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inviato il 16 Giugno 2026 ore 11:51
[IMG ] Sono convinto che per apprezzare questo genere di elaborazione, bisogna riuscire a staccarsi mentalmente dalla visione classica del paesaggio dove dettagli, luci e colori devono essere il più coerenti possibile con la realtà vista al momento dello scatto .[/IMG] Io, proprio vado oltre, mi stacco ed entro nella foto.  La dinamica di quella figura scura, quasi una sagoma scavata nella pietra, cattura immediatamente lo sguardo. Evoca la tensione corporea di una fuga disperata. Su di essa grava una massa chiara e pesante: è il simbolo visivo di un "peso insostenibile", di un trauma che schiaccia l'andamento naturale della vita. La spaccatura diagonale del terreno diventa così una cicatrice aperta in cui l'essere umano rimane intrappolato. Una ferita profonda e l'uomo che fugge è intrappolato proprio dentro questa ferita. È la perfetta metafora del tentativo umano di scappare da sé stessi, dal proprio passato o dalle proprie sofferenze: un movimento frenetico della mente che purtroppo rimane ancorato, pietrificato, incapace di fuggire da quei luoghi e da quelle situazioni. Ciao Simone, altro bel colpo, Ric |
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