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inviato il 19 Agosto 2017 ore 15:45
Molto bella, complimenti! |
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inviato il 19 Agosto 2017 ore 21:39
Grazie Federico. Posso chiederti in cosa è molto bella? Andrea |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 21:03
Ciao Alepou! Innanzitutto ti ringrazio per l'attenzione e lo studio che presti sui miei scatti. Capisco cosa intendi quando parli di "ritratto di un posto" non decifrabile con la street; la tua decisione di commentare le tre fotografie sotto questa rafforza quello che intendi. Rendere protagonista il posto, farlo diventare un attore attivo incuriosisce molto anche me. Tu mi chiedi come ho cercato di rendere l'atmosfera del posto... La mia risposta è racchiusa in un percorso un pochino articolato che non è sicuramente ancora ultimato. Risponderti quindi non mi è facile perché ancora oggi rimetto continuamente in discussione quello che credo di aver capito. L'autore che più mi piace e seguo da questo punto di vista è sicuramente Gabriele Basilico, capisco però che è come rispondere che l'acqua è bagnata... Cercherò di scrivere una sintesi con calma di quello che penso e te la girerò volentieri. È brutto però lasciarti a bocca asciutta e allora voglio suggerirti la visione di un film che ha portato avanti in me questo discorso. Anni fa scrissi anche una specie di recensione, te la riporto sperando di aumentare la tua curiosità Due sicari irlandesi sporcano un lavoro e così vengono spediti dal loro boss in Belgio in vacanza forzata. Una cittadina medioevale sull'acqua, questa la loro destinazione. Inizia così "in Bruges" film difficile da etichettare ma a cui sicuramente il sottotitolo italiano "la coscienza dell'assassino" non rende giustizia. Man mano che la storia prosegue Bruges, questo il nome della cittadina, assume un ruolo sempre più importante. Interagisce con i personaggi affascinandoli o annoiandoli, inseguendoli o ignorandoli, riempiendoli di vita o uccidendoli, sempre senza mezze misure. Si trasforma lentamente da distaccato sfondo per turisti a intima custode delle vite dei personaggi che la abitano fino a non tollerarne nemmeno la fuga. La regia è squisitamente lenta nel descrivere questa trasformazione mentre un taglio più fumettistico rende briosi dialoghi e finale. Martin McDonagh, qui in doppia veste di regista/sceneggiatore, chiede anche agli interpreti in carne e ossa di recitare dentro personaggi all'apparenza stereotipoati ma in realtà costantemente in trasformazione. Complessi e sfuggevoli, anche i personaggi minori diventano essenziali protagonisti mossi da sentimenti e valori contrastanti. Spicca un bravissimo Brendan Gleeson nel ruolo di Ken il sicario più anziano. Mi auguro così allora di poterti regalare un'altra passeggiata Andrea |
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inviato il 25 Agosto 2017 ore 9:06
Andrea sei unico. Avevo visto il film, purtroppo interrotto dal sonno, e qualcosa del tuo scatto mi ci portava (vedi il guardarsi intorno dei 2 personaggi appena entrano nella triste Bruges) ma non lo avevo collegato. Bello che tu mi ci abbia fatto ripensare. TI SEGUO |
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inviato il 25 Agosto 2017 ore 9:42
m.youtube.com/watch?v=AqrR45waxVE Non lo conoscevo... Alla prima occasione lo guardo e sicuramente dopo le tue parole lo guarderò anche con un occhio diverso... Grazie Pi. È sempre edificante scambiare due chiacchiere con te. |
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