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Cavalli e daini condividono lo stesso areale ma perchè?

Fauna

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Cavalli e daini condividono lo stesso areale ma perchè? inviata il 14 Febbraio 2026 ore 13:06 da Matteoorlandofotografo. 0 commenti, 29 visite.

, 1/4000 f/10.0, ISO 8000, mano libera. Parco delle Madonie, Italia.

Cavalli e daini condividono lo stesso areale nelle Madonie: quando la convivenza ravvicinata tra specie diverse rivela la pressione del sovrappopolamento e la fragilità degli ecosistemi montani Ecco cosa si nasconde dietro ciò che sembra bello Buona sera a tutti! Oggi voglio condividere con voi il mio studio e di conseguenza la foto che ho scattato in questi giorni freddi e nebbiosi, tipici di questo mese, ma nonostante il tempo rigido io non mi fermo perchè i paesaggi variabili mi regalano sempre qualcosa di nuovo. Nella fotografia scattata, osserviamo due cavalli dal mantello baio mentre alle loro spalle si distinguono due cervidi maschi, di daini (Dama dama), con colorazione pomellata e melanica riconoscibili dai palchi ramificati. La disposizione degli animali nella scena: cavalli centrali e cervidi leggermente arretrati e laterali. Il paesaggio che mi circonda è una prateria montana accerchiata da arbusteti e boschi radi, una delle caratteristiche del massiccio ma Madonita d'alta quota. Nellarco di due mesi ho effettuato diverse fotografie in momenti e punti differenti, documentando ripetutamente questa stessa situazione. Anche se gli studi ecologici indicano che specie erbivore che condividono lo stesso territorio tendono a differenziare spazio, alimentazione e tempi di attività per ridurre la competizione diretta (Schoener, 1974, Science), nella scena che ho catturato nelle Madonie vediamo i cavalli e daini condividere lo stesso spazio e le stesse risorse, quindi l'opposto. Ma perchè? Questo incontro ravvicinato è possibile perché, quando la disponibilità di cibo è limitata, le specie sono costrette a utilizzare simultaneamente le stesse aree, riducendo le possibilità di divisione dello spazio. La foto rappresenta quindi un esempio reale di coesistenza forzata, in cui la convivenza ravvicinata emerge come conseguenza della scarsità di risorse e della densità eccessiva dei cervidi. Nelle Madonie, questo incontro diventa una metafora potente e reale della fragilità degli ecosistemi, specie diverse, con storie evolutive differenti, condividono lo stesso spazio ormai segnato dal sovrappopolamento e dalla pressione sul territorio. Cavalli e daini incarnano due mondi che si incontrano ma con una differenza: lo stato brado dei cavalli, presenti storicamente sulle montagne e responsabili di una gestione delle praterie e sulla dispersione dei semi, che per secoli ha permesso alla vegetazione di rigenerarsi, combatte con la selvaticità degli ungulati, che brucano in maniera intensa e fuori controllo, praterie e sottobosco, radendo al suolo quello che una volta era comune incontrare nei monti delle Madonie. Questa “prova del nove” ecologica mostra che il paesaggio non è mai stato così degradato, i cavalli e altri tipi di greggi da soli non hanno mai compromesso la vegetazione, che si rinnovava naturalmente, mentre la scomparsa di prati e sottobosco oggi è una diretta conseguenza della pressione esercitata dal sovrappopolamento di ungulati. Le immagini che ho catturato non sono solo documentazione scientifica, ma anche testimonianza visiva e veritiera della complessità e della fragilità degli ambienti montani Madoniti, dove la vita si adatta, resiste e ci parla attraverso dettagli da non sottovalutare. Matteo Orlando Fotografo Naturalista Divulgatore


Vedi in alta risoluzione 11.2 MP  

Piace a 2 persone: Fab0569, Sandro Zambon


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