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inviato il 14 Marzo 2026 ore 12:08
ottima per lo sguardo che hai colto, la prospettiva e la tridimensionalità! |
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inviato il 14 Marzo 2026 ore 13:13
Ottimo primo piano, degno de "Il nome della rosa"! |
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inviato il 14 Marzo 2026 ore 15:00
Di forte impatto Complimenti ciao |
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inviato il 15 Marzo 2026 ore 9:28
molte grazie a tutti per gli apprezzamenti. Se volete anche essere un po' "cattivi" nei vostri commenti, l'apprezzerei. Intendo commenti, ben riposti, volti a evidenziare punti di miglioramento. Infatti, sto cercando un confronto che mi permetta di migliorare sia l'impatto fotografico sia il valore di reportage di un lavoro che sto portando avanti da qualche anno volto a ritrarre i momenti di condivisione sociale del sacro in Italia. Grazie! Ciao, Marco. |
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inviato il 15 Marzo 2026 ore 10:35
Il sacro c'entra qualcosa con le religioni? Il sacro come valore condiviso è stato sostituito dall'utile individuale troppo tempo fa! Il tuo reportage, fotograficamente ben fatto (questa è la foto che mi piace di più per il personaggio così ben avvicinato ed il suo gesto della mano, lo sguardo) è dunque un reportage sulle ultime propaggini della religiosità comunitaria. Consigli tecnici? Non ne hai bisogno Ciao prof., un saluto Fabrizio. |
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inviato il 15 Marzo 2026 ore 11:35
Chapeau! Nota [ in ossequio alla Sua richiesta e per un prossimo, affine contesto. Ed analogo intento. ] : un ulteriore lieve scostamento od una rotazione del soggetto in primo piano, si da indirizzare con "maggior sostegno" il Suo volgersi verso la scena ... pur aprendo quindi quest'ultima nella centralitá-profonditá dell'iter processionale; direi piuttosto uno scostamento, si da preservarne la vis della frontalitá delle "gesta di meditazione"; ... non ultima la necessitá d'un ulteriore complessivo respiro,che se non consentito dalle distanze in campo, potrebbero eventualmente esser restituite in modo congeniale da un medio formato piuttosto che un grandangolare f.to 35mm ... Lo stacco dev'esser calibrato, non marcatamente fine a se stesso bensí, nel giuoco sapiente delle transizioni, tematicamente affine. [ ... ] Un gentile saluto |
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inviato il 15 Marzo 2026 ore 14:21
Caro Fabrizio, il tuo messaggio contiene riferimenti profondi alla relazione fra il sacro e le religioni. Non è questo il luogo per approfondire questo argomento; mi limito a dire che concordo appieno con te sul fatto che le due cose sono diverse e vadano tenute separate. Circa le “ultime propaggini della religiosità comunitaria”, io, uomo del Nord Italia, mi sono meravigliato negli anni nel constatare come la religiosità permei di sé, oggi come ieri, ampie porzioni di comunità umane. Mi riferisco in particolare a realtà lontane, l’India, ad esempio, dove ho condotto campagne di ricerca sulla religiosità rituale in luoghi meno conosciuti, ma anche a realtà più vicine: per me la Sicilia è stata una rivelazione, e continuo a tornarci per capire meglio quella realtà. La prossima Settimana Santa sarò ad esempio a Caltanissetta. Grazie di tutto, a presto, Marco. |
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inviato il 15 Marzo 2026 ore 14:32
Ben-G, non sono sicuro di aver compreso in modo completo il tuo messaggio, del quale certo ti ringrazio. Se la mia risposta non fosse al punto, fammelo notare. La gestualità del monaco non era sotto il mio controllo. Io fotografo normalmente ciò che incontro, e non vi è stato nessun contatto con il monaco. Aggiungo che mentirei se dicessi che come fotografo di strada e reportage non ho mai un contatto con il soggetto. Non è così; come qualunque fotografo di street e reportage sa benissimo, a volte si incontra il soggetto prima dello scatto. Io, se possibile, preferisco scattare, e poi parlare con il soggetto a posteriori, spiegando che uso intendo fare dello scatto. Circa la lunghezza focale, qui non avevo scelta, il 24 era l'unica possibilità per fare entrare nel frame quanto volevo. Mi sono imbattutto nella fotografia di celebrazione solo negli ultimi anni, e l'ho trovato un soggetto alcquanto difficile: non si controlla nulla e si è sopraffatti dagli accadimenti. Regna la confusione e le scelte sono dettata dalla scena, sperando di dare un senso al tutto. Grazie! Ciao, Marco. |
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