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a 40mm, 1/125 f/11.0, ISO 100, mano libera. Baobab Avenue, Madagascar.
Oggi è morto Francesco Guccini, per me uno dei più grandi cantautori, un poeta che sempre mi ha colpito per le atmosfere, le emozioni, le immagini che ha saputo raccontare attraverso le sue canzoni. E il caso ha voluto che proprio oggi mi trovassi a fotografare alberi - gli enormi Baobab, nel lontano Madagascar - che mi hanno fatto pensare a "L'albero e io", una sua canzone che suona come una sorta di romantico testamento. Così, ho pensato di dedicare questa foto alla sua memoria.
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Oggi è morto Francesco Guccini, per me uno dei più grandi cantautori, un poeta che sempre mi ha colpito per le atmosfere, le emozioni, le immagini che ha saputo raccontare attraverso le sue canzoni. E il caso ha voluto che proprio oggi mi trovassi a fotografare alberi - gli enormi Baobab, nel lontano Madagascar - che mi hanno fatto pensare a "L'albero e io", una sua canzone che suona come una sorta di romantico testamento. Così, ho pensato di dedicare questa foto alla sua memoria.
Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo Non voglio pietra su questo mio corpo, perché pesante mi sembrerà Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio Voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio
Ed in inverno nel lungo riposo, ancora vivo, alla pianta vicino Come dormendo, starò fiducioso nel mio risveglio in un qualche mattino E a primavera, fra mille richiami, ancora vivi saremo di nuovo E innalzerò le mie dita di rami verso quel cielo così misterioso
Ed in estate, se il vento raccoglie l'invito fatto da ogni gemma fiorita Sventoleremo bandiere di foglie e canteremo canzoni di vita E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l'albero e io Sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio
Ci prese per mano, quando eravamo bambini, ci spiegò la durezza della vita ma anche la sua infinita bellezza. Odiammo insieme a lui gli affaristi e i faccendieri, amammo con lui, gli occhi sognanti di ogni ragazza… Era un Maestro che non stava in cattedra ma tra i banchi insieme a noi e ci cantava a squarciagola le sue storie di tutti i giorni… E noi lì, increduli, muti, col cuore in gola ad ascoltarlo…
Addio ad un uomo che ha scandito con le sue parole la mia vita. Bravo Emanuele per la foto, ma soprattutto per il pensiero rivolto a una grandissima persona. Roberto
Ciao Emanuele, ho sempre associato Guccini e gli altri cantautori del suo periodo con un grande fuoco e un gruppo di ragazzi intorno che suonano e cantano le loro canzoni sognando la vita che verrà. E li fuoco, piano piano, si sta spegnendo.
PS.. i baobab.. sei ritornato nel luogo del delitto, commesso oramai tanti anni fa!