Voto : 7.7 (media su 3 voti; scala da 0 a 10, dove 0 è pessimo e 10 è ottimo)Coordinate : 46.063781, 12.745333 (
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Soggetti : Si tratta di una vasta zona pianeggiante costituita da un materasso alluvionale di ghiaie e ciottoli trasportati a valle dal torrente Cellina.Magredi significa "prati magri". Infatti il suolo ghiaioso e molto permeabile non permette lo scorrimento di acque superficiali.Si è così costituito un paesaggio di tipo "steppico", caratterizzato da praterie con radi arbusti. La vegetazione è assai varia e comprende specie rare, una delle quali (Brassica glabrescens) vive soltanto qui. Inoltre vi sono belle fioriture di orchidee spontanee e di altre specie poco comuni. Anche l'avifauna comprende specie poco comuni e tipiche delle zone steppiche, la più importante delle quali è l'Occhione, che ha qui uno degli ambienti riproduttivi più importanti di tutta l'Italia settentrionale. Altre specie tipiche dei magredi sono lo Strillozzo, la Starna, il Calandro, l'Allodola, le Averle(piccola e talvolta cenerina e d'inverno la maggiore). Gli appassionati di rapaci possono fare incontri con numerose specie interessanti in quanto molte specie di predatori vi trovano terreno favorevole per la caccia: l'Albanella minore che dal mese di Ottobre viene sostituita dall'Albanella Reale, il Falco di palude, il Lodolaio, il Grillaio, il Biancone che nidifica con pochissime coppie sui rilievi della pedemontana e che qui trova un territorio favorevole per cacciare i serpenti di cui si nutre, e ancora l'Aquila reale che è spesso presente con individui immaturi che utilizzano quest'area per cacciare soprattutto le Lepri, che sono la specie più diffusa tra i Mammiferi presenti nell'area protetta.
Attrezzatura necessaria : Grandangolo per le foto paesaggistiche, obiettivi per macro per la flora, teleobiettivi da almeno 400mm per l'avifauna
Periodo : La primavera offre una bellissima e multicolore fioritura. Per l'avifauna tutte le stagioni sono interessanti ma durante i periodi delle migrazioni vi è più probabilità di incontrare specie poco comuni. Tenere presente che in estate può fare molto caldo e vi sono pochissime zone alberate per ripararsi.
Come arrivare : Da Pordenone per la SP 53 al paese di San Foca e da qui si prosegue verso Vivaro. La SP 53 attraversa il greto del Cellina. Si può parcheggiare ai bordi della strada ed inoltrarsi a piedi verso N o verso S lungo le stradine ghiaiose che percorrono i Magredi. Si segnala che è vietato l'accesso diretto con mezzi motorizzati lungo le stradine sterrate nella zona di tutela (porre attenzione ai cartelli che segnalano il perimetro della ZPS in cui vige il divieto d'accesso). Una buona alternativa all'accesso a piedi, se non si ha attrezzatura pesante, è la mountain bike.
Visite : L'accesso è libero ma soggetto alle limitazioni di cui si è già detto relative ai mezzi motorizzati.Un altro problema è rappresentato dal fatto che durante le giornate infrasettimanali nell'area si svolgono esercitazioni militari e alcune zone vengono chiuse all'accesso anche a piedi. Per tale motivo è preferibile visitare il sito nei fine settimana e nei giorni festivi.
Note : Interessantissima la presenza nei Magredi lo scorso inverno ( feb-mar 2015 ), per circa 1 mese, di un esemplare di NIBBIO BIANCO ( 7° osservazione di sempre registrata per tutto il territorio nazionale), che ha richiamato ornitologi e birdwatchers da tutta l'italia settentrionale ed oltre.
Il passaggio di specie estremamente rare che trovano in quest'area un ambiente adatto a soggiornare per periodi anche prolungati dimostra, se mai ve ne fosse bisogno, la grande importanza della tutela e la protezione di quest'area di wilderness davvero unica pur essendo così vicina ai centri abitati.
CalendarioAlba: 06:45, Tramonto: 19:39
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