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Recensione Sigma 35mm f/1.4 DG II Art


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Recensione Sigma 35mm f/1.4 DG II Art, testo e foto by Juza. Pubblicato il 24 Luglio 2026; 11 risposte, 2810 visite.


Il Sigma 35mm f/1.4 DG II Art va ad aggiornare, a cinque anni di distanza, uno dei migliori 35mm F1.4 sul mercato: come ogni "versione II", promette nitidezza ancora migliore del precedente, e al tempo stesso riduce peso e dimensioni, mentre rimane uguale la fascia di prezzo, attorno ai 1000 euro.






Costruzione e funzionalità

Rispetto alla versione precedente, la maggiore compattezza è la prima cosa che salta all'occhio: il nuovo 35mm misura 72 x 94mm e pesa 530 grammi, contro i 75 x 109 mm e 645g del suo predecessore. La finitura è di alto livello, come ci si può aspettare dai moderni Sigma Art; dà l'impressione di uno strumento professionale, robusto e di qualità.

La prima cosa che troviamo sul barilotto è la ghiera fisica dei diaframmi, corredata da due selettori, uno per bloccarla in posizione "A" (se si preferisce regolare il diaframma dalla fotocamera) e uno per attivare o disattivare il click del diaframma. Sono presenti anche due pulsanti personalizzabili: questi ultimi sono una novità, non presente nella versione precedente.



Sony A7 IV, Sigma 35mm f/1.4 DG II Art, 1/500 f/1.4, ISO 500, mano libera.

Troviamo poi l'ampia ghiera di messa a fuoco manuale e il classico selettore AF/MF. L'autofocus utilizza un silenziosissimo e veloce motore lineare, che viene utilizzato anche per la messa a fuoco manuale, di tipo focus by wire. Infine, in dotazione con l'obiettivo troviamo paraluce e custudia. Non è presente la stabilizzazione d'immagine, ma ormai quasi tutte le mirrorless fullframe hanno stabilizzazione sul sensore.



Alternative

L'elenco dei 35mm si avvicina all'infinito: probabilmente è una delle focali più classiche, assieme al 50mm. Le alternative sono numerosissime, sia in casa Sigma che negli altri marchi (non c'è marchio che non abbia almeno un 35mm F1.4, più tante altre varianti più o meno luminose).

Tra le ottiche Sigma, oltre al confronto col predecessore di cui abbiamo già parlato, vale la pena di prendere in considerazione il Sigma 35mm f/1.2 DG Art II: quest'ultimo è più grande e pesante (81 x 113 mm e 745g), e costa 1500 euro contro i 1000 della versione F1.4; per il resto sono entrambi obiettivi eccellenti, e quale scegliere dipende unicamente dal budget e valutazioni personali riguardo al rapporto tra dimensioni e luminosità. La differenza in termini di sfocato tra f/1.2 e f/1.4 non è enorme, ma è comunque percettibile.



Sony A7r III, Sigma 35mm f/1.4 DG II Art, 1/1000 f/1.4, ISO 800, mano libera.

In casa Sony, abbiamo il Sony FE 35mm f/1.4 GM: anche questo è un obiettivo senza dubbio eccellente, e ha dimensioni e peso pressappoco uguali al Sigma. La differenza principale è il prezzo: 1500 euro per il Sony, 1000 per il Sigma.



Qualità d'immagine

Ho testato il Sigma 35mm f/1.4 II DG Art sul sensore da 42 megapixel della Sony A7r III; anche se il senso di questo obiettivo è essere utilizzato quasi sempre a tutta apertura, a titolo di curiosità ho incluso anche diaframmi più chiusi.

Vediamo come sempre i ritagli al 100% dal file RAW, osservando angolo e centro ai principali diaframmi.




Già a f/1.4, la nitidezza è perfetta tanto al centro come negli angoli. Chiudendo di uno stop, c'è solo un infinitesimale miglioramento, appena percettibile in studio e del tutto irrilevante sul campo. La qualità, che raggiunge quindi il massimo già a tutta apertura, si mantiene sempre ottima, diminuendo solo quando la chiusura del diaframma inizia a generare diffrazione (come si può vedere nell'ultimo ritaglio a f/11, leggermente meno inciso, anche se ancora pienamente utilizzabile.)

La vignettatura è abbastanza marcata a tutta apertura, ma scompare rapidamente chiudendo di un paio di stop; è possibile correggerla via software, ma nella maggior parte dei casi non sarà necessario, dato che giova al look finale della foto (anche in questi test, non ho applicato correzione vignettatura nè altre correzioni automatiche).



Sony A7 IV, Sigma 35mm f/1.4 DG II Art, 1/500 f/1.4, ISO 125, mano libera.

Non c'è aberrazione cromatica visibile; la distorsione è visibile se si fotografano linee dritte, ma comunque abbastanza moderata, e nella maggior parte dei casi non sarà necessario correggerla.



Sul campo

Ho utilizzato questo obiettivo in due ambiti totalmente diversi: fotografia ritrattistica e paesaggi notturni.

Nel ritratto, solitamente preferisco focale 50mm o 85mm; il 35mm è più da ritratto "reportagistico" (è la mia ottica preferita per il reportage di viaggio), ma può essere comunque una scelta interessante se volete ambientare la scena, contestualizzando la vostra modella invece che isolandola dall'ambiente circostante.

Assieme all'amico (e compagno di viaggio!) Daniele Poli ho realizzato uno shooting con Sofia Balestra, ballerina di danza del ventre: abbiamo scelto di scattare all'aperto e di far sì che il paesaggio diventasse componente fondamentale della scena. Il diaframma luminoso ha permesso di avere una buona separazione dallo sfondo, facendo risaltare la modella, e al tempo stesso la focale 35mm ha valorizzato il bel tramonto che abbiamo avuto come sfondo.



Sony A7 IV, Sigma 35mm f/1.4 DG II Art, 1/500 f/1.4, ISO 160, mano libera.

Inoltre, il diaframma f/1.4 permette anche di avere facilmente tempi rapidi, senza dovere alzare troppo gli iso.

Passando a tutt'altro ambito, nel viaggio alle Canarie ho colto l'occasione per fotografie in notturna: Tenerife è un posto ideale per la fotografia astronomica, sia perché trovandosi in mezzo all'oceano c'è poco inquinamento luminoso, sia perché è possibile raggiungere facilmente quote molto elevate (il Teide ha un'altezza di ben 3700 metri, e in auto si arriva a 2300 metri).

Per i paesaggi notturni, le focali corte come 14mm, 20mm o 24mm permettono di avere vedute più grandangolari e utilizzare tempi più lunghi (perché mostrano meno il movimento della rotazione terrestre); il 35mm invece permette di isolare dettagli più ristretti sia del paesaggio che del cielo, ed è particolarmente spettacolare nelle foto alla via Lattea, dove permette di vedere la nostra galassia con maggiore ingrandimento.

Per contro, all'aumentare della focale (e anche della risoluzione del sensore) il mosso delle stelle, creato dalla rotazione terrestre, diventa più evidente e trasforma le stelle in strisce invece che puntini. Le soluzioni sono tre: utilizzare un tempo relativamente breve e iso altissimi con un singolo scatto, fare più scatti e poi sommarli oppure utilizzare una montatura equatoriale.



Sony A7r III, Sigma 35mm f/1.4 DG II Art, 8 sec f/1.4, ISO 6400, treppiede.

Nella foto qui sopra ho scelto la prima opzione: un singolo scatto di 8" a 6400 ISO; il diaframma f/1.4 è ciò che ha reso possibile questa opzione, dato che con un f/2.8 la sensibilità sarebbe dovuta salire addirittura a 25600 o 51200 ISO. Anche così, però, se osserviamo la foto al massimo ingrandimento possiamo notare una leggera strisciata sulle stelle; su 40 megapixel e oltre il tempo ideale per focale 35mm sarebbe attorno ai 4" (e 12800 ISO), e forse con sensori da oltre 60MP, che vanno a ingrandire ancora di più l'immagine, dovremmo scendere addirittura a 2".

Anche se i moderni software di denoise AI fanno miracoli, chiaramente non possiamo continuare ad alzare gli iso all'infinito: diventa quindi necessario utilizzare tecniche alternative. Una è la montatura equatoriale: si tratta di una testa per treppiede motorizzata, che ruota leggermente durante lo scatto per "seguire" le stelle controbilanciando la rotazione terrestre; in questo modo è possibile utilizzare anche tempi lunghissimi senza che le stelle diventino strisce.



Sony A7r III, Sigma 35mm f/1.4 DG II Art, 8 sec f/1.4, ISO 6400, treppiede.

Non avendo a disposizione una testa del genere, per la foto qui sopra ho optato per un'altra tecnica: ho fatto quattro scatti da 8", equivalenti in termini di resa a un singolo scatto da 32", ma senza il mosso che ci sarebbe in un'esposizione così lunga, perché i singoli scatto "corti" vengono riallineati prima di essere sommati, andando a controbilanciare la rotazione terrestre come farebbe la montatura equatoriale.

Lo svantaggio di queste due tecniche, rispetto allo scatto singolo, è che muovendo l'inquadratura per seguire le stelle il primo piano (la parte"terrestre" della scena, ad esempio le montagne) viene mosso. Bisogna quindi fare un ulteriore scatto per il primo piano (questo può essere anche con decine di secondi di tempo di scatto, in modo da usare ISO più basso) su cui andremo poi a unire il cielo stellato, post prodotto separatamente.

Chiaramente, le foto notturne con questo obiettivo 35mm sono più complicate rispetto a quelle con focali più corte e singolo scatto, ma con un po' di tecnica è possibile ottenere risultati eccezionali, impossibili con ottiche meno luminose.




Conclusione

Dal ritratto ambientato al reportage, fino alle foto in notturna, il 35mm F1.4 è un grande classico che mostra chiaramente le qualità a cui deve la sua fama.

Tra la vasta offerta sul mercato, il Sigma 35mm f/1.4 II DG Art si distingue per un ottimo rapporto qualità/prezzo, oltre a un notevole alleggerimento rispetto al suo predecessore: senza dubbio uno dei migliori 35mm attualmente disponibili.

Il Sigma 35mm f/1.4 DG Art è disponibile presso i rivenditori autorizzati Sigma Italia - Mtrading.

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Risposte e commenti


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avatarsupporter
inviato il 24 Luglio 2026 ore 9:41    

Il Sigma 35 f1.4 Art per Reflex e’ stato il primo Sigma “moderno” e favoloso.

Questo sta nel solco leggo.

Bravo Juza come sempre

avatarsenior
inviato il 24 Luglio 2026 ore 9:59    

Ce l'ho da poco e non posso che parlarne benissimo.

Se si vuole cercare un difetto, è la sua resa "perfetta" che a qualcuno -paradossalmente- può andare a noia.

avatarsenior
inviato il 24 Luglio 2026 ore 10:19    

Ottima recensione e ottimo prodotto.

avatarsupporter
inviato il 24 Luglio 2026 ore 10:35    

Non per Nikon Z Triste

avatarsenior
inviato il 24 Luglio 2026 ore 10:43    

Juza lo sai che ti voglio bene.. ma promettimi che la prossima volta provi a decentrare il soggetto nel ritratto MrGreenMrGreenMrGreen

battute a parte, mi pare proprio un bel vetro ;)

a presto,

Franco

avatarsupporter
inviato il 24 Luglio 2026 ore 11:03    

Franco Pastorino
promettimi che la prossima volta provi a decentrare il soggetto nel ritratto

E' la maledizione del paesaggista: quando c'è una persona i terzi scompaiono! MrGreen

Scherzi a parte (mica tanto), tra i tasti personalizzabili c'è per caso il blocco della MAF su infinito (stile Samyang diciamo)?

avatarsenior
inviato il 24 Luglio 2026 ore 13:19    

Altro gioiello di cui potranno beneficiare solo FE-mount e L-mount (magari arriverà anche per Z-mount).

avatarsupporter
inviato il 24 Luglio 2026 ore 14:09    

Ottima la recensione e le foto. Una domanda: per lo scatto singolo a 8" del cielo stellato hai usato l'otturatore elettronico o meccanico? Lo chiedo per capire il motivo della striscia segmentata al centro in alto del fotogramma

avataradmin
inviato il 24 Luglio 2026 ore 14:30    

Grazie a tutti per i commenti!

@ Franco, eh eh hai ragione ;-)

@ Leopoldo, se ricordo bene meccanico con prima tendina elettronica, ma in ogni caso quella scia non è dovuta ad artefatti dell'otturatore ma sono una serie di satelliti Starlink che "viaggiano in tandem"... ingrandendo la foto vedrai che sono tante scie parallele Sorriso

avatarsupporter
inviato il 24 Luglio 2026 ore 15:22    

Ottimo, grazie!

avatarjunior
inviato il 24 Luglio 2026 ore 20:52    

Non per Nikon Z

ne facciamo anche a meno





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